Coronavirus, Ogbonna: "Premier ferma? Sembrava quasi servisse un morto"

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In un'intervista al Corriere della Sera, il difensore italiano del West Ham critica la tardiva decisione della Premier di fermare il campionato: "Sembrava quasi servisse un morto. In Inghilterra non hanno capito i rischi del virus"

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"Sono contento e sollevato che si sia bloccato tutto, anche i campionati minori: sembrava quasi che si volesse ignorare un problema così grave". Parole importanti quelle pronunciate da Angelo Ogbonna, difensore del West Ham, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. Il calciatore italiano "bacchetta" il movimento calcistico inglese, reo di non aver bloccato tempestivamente la Premier. "Non è assolutamente accettabile che la partita dell’Arsenal contro di noi sia stata giocata: loro erano stati impegnati contro l’Olympiacos e il presidente dei greci era affetto dal virus. Sembra quasi che qualcuno debba morire per poter arrivare a prendere decisioni tempestive", ha ammesso Ogbanna.

"In Inghilterra non hanno capito i rischi del virus"

Il difensore del West Ham non nasconde tutte le sue perplessità per lo stop tardivo dei campionati: "Non è una questione che riguarda il calcio, ma è radicata nella mentalità del Paese: qui non hanno ancora ben chiaro il rischio che porta con sé un virus che si può diffondere in pochi secondi se non ci si comporta in modo corretto". Dimostrazione ulteriore arriva dalla mancanza di controlli extra: "Nessun controllo, per quanto mi riguarda. Un'altra testimonianza di un atteggiamento che è a dir poco superficiale. Liverpool-Atletico a porte aperte? Si è cercato di salvare il business secondo me, perché c’era già coscienza del problema", ha concluso Ogbonna.

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