Premier League: ripartenza, taglio stipendi e fondi per coronavirus. Cosa si è deciso oggi

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Massimo Marianella

Massimo Marianella

Ricominciare non a inizio a maggio, ma quando le condizioni sanitarie lo permetteranno. La proposta da fare ai giocatori di un taglio del 30% degli stipendi, i fondi alle società della EFL e al sistema sanitario nazionale.  Ecco cosa hanno deciso oggi il 20 club

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Siccome anche Sherlock Holmes deve restare, per il rispetto delle norme ,nella sua casa al 221 b di Baker St. nel quartiere di Marylebone a Londra, c’era poco da scoprire e la tanto attesa riunione oggi della Premier League non poi ha prodotto grandi sorprese. Un meeting però che alla fine regala soldi ai gradini piramidali più bassi dal calcio inglese e speranze concrete, visto che al momento certezze ci sono negate a tutti, che si possa riprendere la stagione. Quantomeno la forte volontà della Lega di farlo fino in fondo. Il comunicato ufficiale che è stato rilasciato alla fine della riunione lo si può sostanzialmente dividere in 4 punti principali. L’ipotesi di ripresa delle attività, il possibile taglio degli stipendi dei giocatori, l’impegno della PL verso gli altri campionati inglesi e quello nei confronti della comunità. La Lega ha confermato che il campionato non riprenderà a inizio di maggio e lo si farà dopo solamente quando ci saranno le condizioni mediche per poterlo fare, ma conferma l’obbiettivo di finire tutti i campionati e le coppe nazionali “mantenendo la loro integrità” quindi senza cambiarne i formati. Anche per quanto concerne il rapporto tra i club e i giocatori sostanzialmente non è stato stabilito nulla se non far emergere una “decisione unanime dei club di consultare i giocatori, in accordo con la loro associazione PFA, per una riduzione o congelamento del 30% dello stipendio annuale con possibilità di revisione a seconda dello svolgimento degli eventi”. Quindi l’ipotesi, neanche effettiva, è quella di un congelamento del 30% in attesa di capire i tempi di ripresa, ma per il momento solo da discutere con i giocatori e i loro rappresentanti sindacali. Un punto che vuol dire davvero poco al momento. Emerge solo un numero (30%) che però è semplicemente un’indicazione da proporre ai giocatori e, anche se probabilmente verrà accettato dalla PFA, è solo un passaggio interlocutorio dal momento che la volontà è quella di finire la stagione nella sua interezza e che quindi verrà poi ridiscusso alla fine della consegna dei trofei. Diventerebbe effettivo solo nella malaugurata ipotesi che la situazione generale non devesse migliorare, ma a quel punto tutti noi dovremmo però preoccuparci di ben altri numeri. Più concreto, immediato e lodevole invece l’intervento della Premier League per i club delle Leghe minori e l’intera nazione. E’ stato creato un fondo di £125 milioni di pounds a favore delle società della EFL (dal Championship alla League 2) e della National League (fuori dai 92 club professionistici) che ovviamente dovranno fronteggiare un periodo economicamente ancora più drammatico, mentre £20 milioni sono stati invece donati al servizio sanitario (NHS) e alle famiglie e strutture colpite dal Covid 19. In sostanza oggi viene fuori l’indicazione sempre più chiara che il calcio inglese vuole, fatta salva la sicurezza medica per tutte le persone, finire le sue stagioni, tutte, coppe comprese e senza nessuna variazione della struttura, per limitare le perdite economiche per tutto il sistema. Numeri alla mano sarebbe la Lega costretta a dover restituire a sponsor e televisioni, la cifra più alta di tutto il mondo del calcio con conseguenze devastanti per tanti club. Per questo nella precedente riunione avevano spostato lo storico limite di conclusione di tutte le manifestazioni calcistiche, maschili e femminili, professionistiche e semiprofessionistiche, da sempre previsto per il 1 giugno a data da definire.

 

La riunione di oggi ci sottolinea la volontà di assegnare tutti i trofei senza una scadenza. Si sottolinea ovviamente che questo avverrà quando ci sarà sicurezza sanitaria per tutti, ma non sembra in dubbio il fatto che si finisca la stagione senza cambi di struttura quindi di quell’indiscrezione che era stata proposta del giornale “The Independent” ad inizio settimana di giocare le rimanenti 92 partite della Premier per finire il campionato in un periodo di 6 settimane ed in una sede unica non solo non c’è stata traccia in questa riunione ufficiale, ma al momento sembra sempre più, alla luce del comunicato un’ipotesi fantasiosa e improponibile. Tra poco avremo però bisogno davvero di Sherlock Holmes per capire quando la Premier League riprenderà perché sembra sempre meno in dubbio il se. E se lui potrà uscire per indagare sarà un buon segnale per tutti...

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