Il 'Massimo' della Premier: Klopp vs Guardiola

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Massimo Marianella

Massimo Marianella

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Sono i volti di oggi del calcio inglese, gli allenatori più intriganti, vincenti, "glamour". Aspettando di rivenderli in panchina (e su Sky) dal 17 giugno, proviamo a metterli 'uno contro l'altro'

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Sono diverse le situazioni che certificano la crescita della Premier e il suo status di campionato di riferimento mondiale. In primis i numeri, come sempre. Quelli dell’audience nel mondo, del giro d’affari, di sponsor, contratti televisivi e merchandise che non hanno pari con nessun’altra lega calcistica del pianeta. Poi il campo con la spettacolarità delle partite e la tradizione delle sue squadre, ma l’immagine più evidente di questa realtà è la rivalità Klopp-Guardiola che anima dalle panchine la stagione. Inglese ed europea.

Il campionato mondiale dei manager

Indiscutibilmente i due manager oggi più intriganti, vincenti e “glamour” del mondo del calcio che mettono il bollino di ceralacca allo slogan che la Premier è anche il campionato mondiale dei manager. Nella storia recente del campionato inglese ce ne sono state di rivalità in panchina aspre, affascinanti e che hanno contribuito alla crescita del calcio coinvolgendo in un triangolo di fuoco, Sir Alex, Wenger e Mourinho, ma c’era un agonismo tra loro e un football espresso in campo ancora legati, più o meno, alla vecchia tradizione del calcio inglese. Visto oggi sono state le fondamenta della grandezza attuale, ma anche un momento di passaggio che ci ha portato a questo Liverpool-Manchester City che rappresenta il calcio della nuova frontiera attraverso manager innovativi, vincenti e soprattutto leader del calcio del nuovo millennio.

Rivali, non nemici

Certo non si amano, ma non si disprezzano e pur sentendo la rivalità forte con l’altro, da uomini intelligenti, ne apprezzano anche i vanteggi che ne derivano. Dialetticamente più diplomatici, potrebbero apparire quasi amici, calcisticamente più flessibili e, monsieur Wenger mi perdonerà perché merita di essere considerato in questa categoria, anche più spettacolari. Le potenzialità economiche della Premier, soprattutto nel caso del tedesco, gli hanno permesso di realizzare meglio le loro idee, ma anche il fatto che si affrontino in modo ideologicamente diverso rende questo duello ancora più affascinante. Due stili diversi, di calcio e di gestione personale. Uno più filosofo, l’altro più coinvolgente. Uno più fantasioso tatticamente, l’altro più legato ad un sistema e un gruppo.

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Le loro sfide

Entrambi già vincenti con altre squadre e ad altre latitudini. I dati relativi ai confronti diretti sono difficili da analizzare freddamente con i soli numeri. In 17 partite ufficiali l’uno contro l’altro tra Germania ed Inghilterra Klopp ha vinto di più 9 volte con 3 pareggi e 5 sconfitte, ma non è mai (almeno per qualche altra settimana ancora) riuscito a vincere un campionato dove era iscritta una squadra di Guardiola che al contrario ha trionfato 4 volte (2 col Bayern e 2 col City) mentre quando in palio alla fine di una partita c’era un trofeo ne hanno sollevati due per parte (due Super Coppe di Germania il tedesco, una Coppa di Germania ed un Community Shield il catalano). In termini di gol segnati in quelle partite invece il Liverpool ed il Dortmund ne hanno realizzatiti 28 al Bayern ed al City incassandone 26. Più due Klopp. Ce ne sarebbe però per decretare una parità virtuale. Uno ha segnato di più e vinto più confronti diretti, l’altro conquistato più campionati sotto il naso del rivale.

Le loro squadre

Soppesare il valore di 4 grandi squadre per capire quale le più attrezzate, quindi assegnare un coefficiente di difficoltà maggiore all’uno o all’altro, è un’operazione quasi impossibile. La prima cosa da notare però è che, altra parità, tutti e 4 i club sono migliorati in maniera esponenziale sotto la guida dei due dimostrando quanto le loro idee siano vincenti. Il “gegenpressing” e il “tiki taka”. Il possesso palla, il movimento e la flessibilità dei ruoli inculcati da Pep opposti alla velocità, la verticalità e gli interscambi del trio offensivo di Jurgen. Nei confronti diretti la capacità di imporre un gioco rapido, il ritmo e saper allargare il campo, soprattutto difensivamente, più del rivale è stata finora l’arma che ha permesso a Klopp di battere Guardiola più di chiunque altro.

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I loro caratteri

Umanamente hanno un approccio diverso. Uno molto più furbo e mediatico, l’altro più cattedratico e riservato. Il biondino uomo televisivo e di pubblicità, l’altro ormai quasi rappresentante politico del suo popolo, probabilmente anche il suo futuro. Dando invece uno sguardo al passato, rileggendo il palmares dei due il paragone non regge ancora

46-8

Se Klopp ha vinto sino ad oggi 8 trofei in carriera (5 col Dortmund e 3 col Liverpool) Pep può serenamente sorseggiare un calice di quello champagne che ama tanto o uno di Cava delle sue parti, dall’alto delle sue 46 medaglie (17 da giocatore e 29 in panchina in 3 Paesi diversi) Sono due straordinari allenatori, l’emblema vincente del calcio del nuovo millennio e della Premier League, ma soprattutto sono insegnanti di calcio ed è affascinante apprendere dalla loro cattedra.

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