L'Inter ribalta il Chievo: 3-1 e quinta vittoria

Serie A

In svantaggio nel primo tempo dopo il 103esimo gol in serie A di Pellissier, l'Inter rimonta il Chievo nella ripresa grazie ai gol di Icardi, Perisic ed Eder e trova la quinta vittoria di fila in campionato. In attesa del Napoli la zona Champions ora è lontana solo due punti

INTER-CHIEVO 3-1
Pellissier 34' (C), Icardi 69' (I), Perisic 86' (I), Eder 93' (I)

15 punti in 5 partite, 19 su 24 in totale, 17 gol fatti e 9 subiti. Sono numeri che fanno sorridere quelli della nuova Inter di Pioli. 'Gagliarda' per la prima volta, ,a capace ancora una volta di ribaltare baracca e risultato. Questa volta ai danni di un Chievo che ha fatto veramente poco per meritarsi la vittoria, se non trovare il gol alla prima conclusione verso lo specchio della porta con l'eterno Pellissier. 31, ebbene sì 31, sono state invece le conclusioni dei nerazzurri, che solo nella ripresa però sono riusciti a sfondare il muro eretto tra i suoi pali da Sorrentino. Ma se quello che conta è il risultato finale alla fine ad Appiano saranno tutti contenti. 

Gagliardini titolare - Pioli decide di buttare da subito nella mischia il nuovo acquisto Gagliardini a fare coppia con Kondogbia in mezzo al campo, con Joao Mario trequartista alle spalle di Icardi e al fianco di Candreva a destra e Perisic a sinistra. In difesa, complice anche l’influenza di Ranocchia, torna la coppia Murillo-Miranda, con D’Ambrosio a destra e Ansaldi a sinistra. Maran invece si affida al solito 4-3-1-2 con Birsa a innestare il duo Meggiorini- Pellissier, e il giovane Bastien in mezzo al campo insieme a Radovanovic e Castro.

Inter attack - Nei primi 35 minuti la squadra di Pioli sembra indemoniata e attacca a testa bassa, schiacciando il Chievo nella propria metà campo e creando una serie impressionante di presupposti per trovare il vantaggio. Kondogbia appare come rivitalizzato dalla presenza al suo fianco di Gagliardini, per nulla intimorito dall’esordio a San Siro con la nuova maglia, e distribuisce il gioco molto più velocemente rispetto al recente passato, trovando quasi sempre pronti sulle fasce Candreva e Perisic. Il Chievo è tutto rintanato nella propria metà campo e non riparte facilitando così il compito ai nerazzurri che riescono ad arrivare dalle parti di Sorrentino con disarmante facilità. La prima grande occasione da gol è all’11’: Ansaldi va via sulla sinistra e trova puntuale Icardi, ma il suo colpo di testa si spegne a pochi centimetri dal palo. E’ solo l’inizio, perché la partita ora diventa un vero e proprio assedio. Joao Mario, due volte Gagliardini (vicinissimo al gol con un destro dal limite parato da Sorrentino), Ansaldi, ovviamente Icardi in almeno tre circostanze e poi Candreva da qualsiasi posizione: nei primi 28 minuti sono 11 i tiri verso la porta dei nerazzurri. Il gol è certamente nell’aria, ma come spesso accade se si conclude tanto e si realizza nulla a passare in vantaggio alla fine sono gli avversari, in questo caso il Chievo. E la beffa prende puntualmente corpo. Merito o colpa, a seconda dei casi, dell’ennesimo guizzo di un ‘vecchio’ bomber di razza come Pellissier, che sugli sviluppi di un angolo anticipa D’Ambrosio e mette a segno il suo gol numero 103 in Serie A, quarto nelle ultime 5 partite. Colpiti dal vantaggio del Chievo, arrivato peraltro al primo tiro in porta subito, i nerazzurri si riversano immediatamente in avanti e negli ultimi 10 minuti del primo tempo costruiscono altre 4 palle gol, senza però riuscire a infilare Sorrentino. Alla fine dei primi 45 minuti sono 16 in totale le conclusioni dell’Inter, delle quali però solo 6 nello specchio della porta del Chievo. Un doppio record stagionale per i nerazzurri che però non cambia il risultato: all’intervallo i veneti sono avanti 1-0.

 

 

Nei primi 35 minuti la squadra di Pioli sembra indemoniata e attacca a testa bassa, schiacciando il Chievo nella propria metà campo creando una serie impressionante di presupposti per trovare il vantaggio. Kondogbia appare come rivitalizzato dalla presenza al suo fianco di Gagliardini, per nulla intimorito dall’esordio a San Siro con la nuova maglia, e distribuisce il gioco molto più velocemente rispetto al recente passato, trovando quasi sempre pronti sulle fasce Candreva e Perisic. Il Chievo dal suo canto è tutto rintanato e non riesce a ripartire e così i nerazzurri riescono ad arrivare dalle parti di Sorrentino con disarmante facilità. La prima grande occasione da gol arriva all’11’: Ansaldi va via sulla sinistra e trova puntuale Icardi, ma il suo colpo di testa si spegne a pochi centimetri dal palo. E’ solo l’inizio, perché la partita ora diventa un vero e proprio assedio. Joao Mario, due volte Gagliardini (vicinissimo al gol con un destro dal limite parato da Sorrentino), Ansaldi, ovviamente Icardi in almeno tre circostanze e poi Candreva da qualsiasi posizione: nei primi 28 minuti sono 11 i tiri verso la porta dei nerazzurri. Il gol è certamente nell’aria, ma come spesso accade se concludi tanto e realizzi nulla a passare in vantaggio alla fine sono i tuoi avversari, in questo caso il Chievo. E la beffa prende puntualmente corpo. Merito o colpa, a seconda dei casi, dell’ennesimo guizzo di un ‘vecchio’ bomber di razza come Pellissier, che sugli sviluppi di un angolo anticipa D’Ambrosio e mette a segno il suo gol numero 104 in Serie A, quarto nelle ultime 5 partite. Colpiti dal vantaggio del Chievo, arrivato al primo tiro in porta subito, i nerazzurri si riversano immediatamente in avanti e negli ultimi 10 minuti del primo tempo costruiscono altre 4 palle gol, senza però riuscire a infilare Sorrentino. Alla fine dei primi 45 minuti sono 16 in totale le conclusioni dell’Inter, delle quali però solo 6 nello specchio della porta del Chievo. Un doppio record per i nerazzurro che però non cambia il risultato: all’intervallo i veneti sono avanti 1-0.

La ripresa inizia con la stessa arrembante Inter, sempre in avanti a testa bassa, e un Chievo senza trequartista ma con un Izco in più a fare legna in mezzo al campo. Pellissier spaventa subito Handanovic, ma poi il copione del primo tempo si ripete puntuale e preciso. E dalle parti di Sorrentino cominciano ad arrivare una conclusione dopo l’altra. Candreva trova per l’ennesima volta la fascia destra (alla fine saranno 20 i suoi cross totali), mette in mezzo e questa volta lo stacco di Perisic sembra quello buono: niente da fare, conclusione centrale e Chievo ancora in vantaggio. 

 

Nei primi 35 minuti la squadra di Pioli sembra indemoniata e attacca a testa bassa, schiacciando il Chievo nella propria metà campo creando una serie impressionante di presupposti per trovare il vantaggio. Kondogbia appare come rivitalizzato dalla presenza al suo fianco di Gagliardini, per nulla intimorito dall’esordio a San Siro con la nuova maglia, e distribuisce il gioco molto più velocemente rispetto al recente passato, trovando quasi sempre pronti sulle fasce Candreva e Perisic. Il Chievo dal suo canto è tutto rintanato e non riesce a ripartire e così i nerazzurri riescono ad arrivare dalle parti di Sorrentino con disarmante facilità. La prima grande occasione da gol arriva all’11’: Ansaldi va via sulla sinistra e trova puntuale Icardi, ma il suo colpo di testa si spegne a pochi centimetri dal palo. E’ solo l’inizio, perché la partita ora diventa un vero e proprio assedio. Joao Mario, due volte Gagliardini (vicinissimo al gol con un destro dal limite parato da Sorrentino), Ansaldi, ovviamente Icardi in almeno tre circostanze e poi Candreva da qualsiasi posizione: nei primi 28 minuti sono 11 i tiri verso la porta dei nerazzurri. Il gol è certamente nell’aria, ma come spesso accade se concludi tanto e realizzi nulla a passare in vantaggio alla fine sono i tuoi avversari, in questo caso il Chievo. E la beffa prende puntualmente corpo. Merito o colpa, a seconda dei casi, dell’ennesimo guizzo di un ‘vecchio’ bomber di razza come Pellissier, che sugli sviluppi di un angolo anticipa D’Ambrosio e mette a segno il suo gol numero 104 in Serie A, quarto nelle ultime 5 partite. Colpiti dal vantaggio del Chievo, arrivato al primo tiro in porta subito, i nerazzurri si riversano immediatamente in avanti e negli ultimi 10 minuti del primo tempo costruiscono altre 4 palle gol, senza però riuscire a infilare Sorrentino. Alla fine dei primi 45 minuti sono 16 in totale le conclusioni dell’Inter, delle quali però solo 6 nello specchio della porta del Chievo. Un doppio record per i nerazzurro che però non cambia il risultato: all’intervallo i veneti sono avanti 1-0.

La ripresa inizia con la stessa arrembante Inter, sempre in avanti a testa bassa, e un Chievo senza trequartista ma con un Izco in più a fare legna in mezzo al campo. Pellissier spaventa subito Handanovic, ma poi il copione del primo tempo si ripete puntuale e preciso. E dalle parti di Sorrentino cominciano ad arrivare una conclusione dopo l’altra. Candreva trova per l’ennesima volta la fascia destra (alla fine saranno 20 i suoi cross totali), mette in mezzo e questa volta lo stacco di Perisic sembra quello buono: niente da fare, conclusione centrale e Chievo ancora in vantaggio. 

 

Nei primi 35 minuti la squadra di Pioli sembra indemoniata e attacca a testa bassa, schiacciando il Chievo nella propria metà campo creando una serie impressionante di presupposti per trovare il vantaggio. Kondogbia appare come rivitalizzato dalla presenza al suo fianco di Gagliardini, per nulla intimorito dall’esordio a San Siro con la nuova maglia, e distribuisce il gioco molto più velocemente rispetto al recente passato, trovando quasi sempre pronti sulle fasce Candreva e Perisic. Il Chievo dal suo canto è tutto rintanato e non riesce a ripartire e così i nerazzurri riescono ad arrivare dalle parti di Sorrentino con disarmante facilità. La prima grande occasione da gol arriva all’11’: Ansaldi va via sulla sinistra e trova puntuale Icardi, ma il suo colpo di testa si spegne a pochi centimetri dal palo. E’ solo l’inizio, perché la partita ora diventa un vero e proprio assedio. Joao Mario, due volte Gagliardini (vicinissimo al gol con un destro dal limite parato da Sorrentino), Ansaldi, ovviamente Icardi in almeno tre circostanze e poi Candreva da qualsiasi posizione: nei primi 28 minuti sono 11 i tiri verso la porta dei nerazzurri. Il gol è certamente nell’aria, ma come spesso accade se concludi tanto e realizzi nulla a passare in vantaggio alla fine sono i tuoi avversari, in questo caso il Chievo. E la beffa prende puntualmente corpo. Merito o colpa, a seconda dei casi, dell’ennesimo guizzo di un ‘vecchio’ bomber di razza come Pellissier, che sugli sviluppi di un angolo anticipa D’Ambrosio e mette a segno il suo gol numero 104 in Serie A, quarto nelle ultime 5 partite. Colpiti dal vantaggio del Chievo, arrivato al primo tiro in porta subito, i nerazzurri si riversano immediatamente in avanti e negli ultimi 10 minuti del primo tempo costruiscono altre 4 palle gol, senza però riuscire a infilare Sorrentino. Alla fine dei primi 45 minuti sono 16 in totale le conclusioni dell’Inter, delle quali però solo 6 nello specchio della porta del Chievo. Un doppio record per i nerazzurro che però non cambia il risultato: all’intervallo i veneti sono avanti 1-0.

La ripresa inizia con la stessa arrembante Inter, sempre in avanti a testa bassa, e un Chievo senza trequartista ma con un Izco in più a fare legna in mezzo al campo. Pellissier spaventa subito Handanovic, ma poi il copione del primo tempo si ripete puntuale e preciso. E dalle parti di Sorrentino cominciano ad arrivare una conclusione dopo l’altra. Candreva trova per l’ennesima volta la fascia destra (alla fine saranno 20 i suoi cross totali), mette in mezzo e questa volta lo stacco di Perisic sembra quello buono: niente da fare, conclusione centrale e Chievo ancora in vantaggio. 

 

Nei primi 35 minuti la squadra di Pioli sembra indemoniata e attacca a testa bassa, schiacciando il Chievo nella propria metà campo creando una serie impressionante di presupposti per trovare il vantaggio. Kondogbia appare come rivitalizzato dalla presenza al suo fianco di Gagliardini, per nulla intimorito dall’esordio a San Siro con la nuova maglia, e distribuisce il gioco molto più velocemente rispetto al recente passato, trovando quasi sempre pronti sulle fasce Candreva e Perisic. Il Chievo dal suo canto è tutto rintanato e non riesce a ripartire e così i nerazzurri riescono ad arrivare dalle parti di Sorrentino con disarmante facilità. La prima grande occasione da gol arriva all’11’: Ansaldi va via sulla sinistra e trova puntuale Icardi, ma il suo colpo di testa si spegne a pochi centimetri dal palo. E’ solo l’inizio, perché la partita ora diventa un vero e proprio assedio. Joao Mario, due volte Gagliardini (vicinissimo al gol con un destro dal limite parato da Sorrentino), Ansaldi, ovviamente Icardi in almeno tre circostanze e poi Candreva da qualsiasi posizione: nei primi 28 minuti sono 11 i tiri verso la porta dei nerazzurri. Il gol è certamente nell’aria, ma come spesso accade se concludi tanto e realizzi nulla a passare in vantaggio alla fine sono i tuoi avversari, in questo caso il Chievo. E la beffa prende puntualmente corpo. Merito o colpa, a seconda dei casi, dell’ennesimo guizzo di un ‘vecchio’ bomber di razza come Pellissier, che sugli sviluppi di un angolo anticipa D’Ambrosio e mette a segno il suo gol numero 104 in Serie A, quarto nelle ultime 5 partite. Colpiti dal vantaggio del Chievo, arrivato al primo tiro in porta subito, i nerazzurri si riversano immediatamente in avanti e negli ultimi 10 minuti del primo tempo costruiscono altre 4 palle gol, senza però riuscire a infilare Sorrentino. Alla fine dei primi 45 minuti sono 16 in totale le conclusioni dell’Inter, delle quali però solo 6 nello specchio della porta del Chievo. Un doppio record per i nerazzurro che però non cambia il risultato: all’intervallo i veneti sono avanti 1-0.

La ripresa inizia con la stessa arrembante Inter, sempre in avanti a testa bassa, e un Chievo senza trequartista ma con un Izco in più a fare legna in mezzo al campo. Pellissier spaventa subito Handanovic, ma poi il copione del primo tempo si ripete puntuale e preciso. E dalle parti di Sorrentino cominciano ad arrivare una conclusione dopo l’altra. Candreva trova per l’ennesima volta la fascia destra (alla fine saranno 20 i suoi cross totali), mette in mezzo e questa volta lo stacco di Perisic sembra quello buono: niente da fare, conclusione centrale e Chievo ancora in vantaggio. 

 

Nei primi 35 minuti la squadra di Pioli sembra indemoniata e attacca a testa bassa, schiacciando il Chievo nella propria metà campo creando una serie impressionante di presupposti per trovare il vantaggio. Kondogbia appare come rivitalizzato dalla presenza al suo fianco di Gagliardini, per nulla intimorito dall’esordio a San Siro con la nuova maglia, e distribuisce il gioco molto più velocemente rispetto al recente passato, trovando quasi sempre pronti sulle fasce Candreva e Perisic. Il Chievo dal suo canto è tutto rintanato e non riesce a ripartire e così i nerazzurri riescono ad arrivare dalle parti di Sorrentino con disarmante facilità. La prima grande occasione da gol arriva all’11’: Ansaldi va via sulla sinistra e trova puntuale Icardi, ma il suo colpo di testa si spegne a pochi centimetri dal palo. E’ solo l’inizio, perché la partita ora diventa un vero e proprio assedio. Joao Mario, due volte Gagliardini (vicinissimo al gol con un destro dal limite parato da Sorrentino), Ansaldi, ovviamente Icardi in almeno tre circostanze e poi Candreva da qualsiasi posizione: nei primi 28 minuti sono 11 i tiri verso la porta dei nerazzurri. Il gol è certamente nell’aria, ma come spesso accade se concludi tanto e realizzi nulla a passare in vantaggio alla fine sono i tuoi avversari, in questo caso il Chievo. E la beffa prende puntualmente corpo. Merito o colpa, a seconda dei casi, dell’ennesimo guizzo di un ‘vecchio’ bomber di razza come Pellissier, che sugli sviluppi di un angolo anticipa D’Ambrosio e mette a segno il suo gol numero 104 in Serie A, quarto nelle ultime 5 partite. Colpiti dal vantaggio del Chievo, arrivato al primo tiro in porta subito, i nerazzurri si riversano immediatamente in avanti e negli ultimi 10 minuti del primo tempo costruiscono altre 4 palle gol, senza però riuscire a infilare Sorrentino. Alla fine dei primi 45 minuti sono 16 in totale le conclusioni dell’Inter, delle quali però solo 6 nello specchio della porta del Chievo. Un doppio record per i nerazzurro che però non cambia il risultato: all’intervallo i veneti sono avanti 1-0.

La ripresa inizia con la stessa arrembante Inter, sempre in avanti a testa bassa, e un Chievo senza trequartista ma con un Izco in più a fare legna in mezzo al campo. Pellissier spaventa subito Handanovic, ma poi il copione del primo tempo si ripete puntuale e preciso. E dalle parti di Sorrentino cominciano ad arrivare una conclusione dopo l’altra. Candreva trova per l’ennesima volta la fascia destra (alla fine saranno 20 i suoi cross totali), mette in mezzo e questa volta lo stacco di Perisic sembra quello buono: niente da fare, conclusione centrale e Chievo ancora in vantaggio. 

 

Nei primi 35 minuti la squadra di Pioli sembra indemoniata e attacca a testa bassa, schiacciando il Chievo nella propria metà campo creando una serie impressionante di presupposti per trovare il vantaggio. Kondogbia appare come rivitalizzato dalla presenza al suo fianco di Gagliardini, per nulla intimorito dall’esordio a San Siro con la nuova maglia, e distribuisce il gioco molto più velocemente rispetto al recente passato, trovando quasi sempre pronti sulle fasce Candreva e Perisic. Il Chievo dal suo canto è tutto rintanato e non riesce a ripartire e così i nerazzurri riescono ad arrivare dalle parti di Sorrentino con disarmante facilità. La prima grande occasione da gol arriva all’11’: Ansaldi va via sulla sinistra e trova puntuale Icardi, ma il suo colpo di testa si spegne a pochi centimetri dal palo. E’ solo l’inizio, perché la partita ora diventa un vero e proprio assedio. Joao Mario, due volte Gagliardini (vicinissimo al gol con un destro dal limite parato da Sorrentino), Ansaldi, ovviamente Icardi in almeno tre circostanze e poi Candreva da qualsiasi posizione: nei primi 28 minuti sono 11 i tiri verso la porta dei nerazzurri. Il gol è certamente nell’aria, ma come spesso accade se concludi tanto e realizzi nulla a passare in vantaggio alla fine sono i tuoi avversari, in questo caso il Chievo. E la beffa prende puntualmente corpo. Merito o colpa, a seconda dei casi, dell’ennesimo guizzo di un ‘vecchio’ bomber di razza come Pellissier, che sugli sviluppi di un angolo anticipa D’Ambrosio e mette a segno il suo gol numero 104 in Serie A, quarto nelle ultime 5 partite. Colpiti dal vantaggio del Chievo, arrivato al primo tiro in porta subito, i nerazzurri si riversano immediatamente in avanti e negli ultimi 10 minuti del primo tempo costruiscono altre 4 palle gol, senza però riuscire a infilare Sorrentino. Alla fine dei primi 45 minuti sono 16 in totale le conclusioni dell’Inter, delle quali però solo 6 nello specchio della porta del Chievo. Un doppio record per i nerazzurro che però non cambia il risultato: all’intervallo i veneti sono avanti 1-0.

La ripresa inizia con la stessa arrembante Inter, sempre in avanti a testa bassa, e un Chievo senza trequartista ma con un Izco in più a fare legna in mezzo al campo. Pellissier spaventa subito Handanovic, ma poi il copione del primo tempo si ripete puntuale e preciso. E dalle parti di Sorrentino cominciano ad arrivare una conclusione dopo l’altra. Candreva trova per l’ennesima volta la fascia destra (alla fine saranno 20 i suoi cross totali), mette in mezzo e questa volta lo stacco di Perisic sembra quello buono: niente da fare, conclusione centrale e Chievo ancora in vantaggio. 

 

Nei primi 35 minuti la squadra di Pioli sembra indemoniata e attacca a testa bassa, schiacciando il Chievo nella propria metà campo creando una serie impressionante di presupposti per trovare il vantaggio. Kondogbia appare come rivitalizzato dalla presenza al suo fianco di Gagliardini, per nulla intimorito dall’esordio a San Siro con la nuova maglia, e distribuisce il gioco molto più velocemente rispetto al recente passato, trovando quasi sempre pronti sulle fasce Candreva e Perisic. Il Chievo dal suo canto è tutto rintanato e non riesce a ripartire e così i nerazzurri riescono ad arrivare dalle parti di Sorrentino con disarmante facilità. La prima grande occasione da gol arriva all’11’: Ansaldi va via sulla sinistra e trova puntuale Icardi, ma il suo colpo di testa si spegne a pochi centimetri dal palo. E’ solo l’inizio, perché la partita ora diventa un vero e proprio assedio. Joao Mario, due volte Gagliardini (vicinissimo al gol con un destro dal limite parato da Sorrentino), Ansaldi, ovviamente Icardi in almeno tre circostanze e poi Candreva da qualsiasi posizione: nei primi 28 minuti sono 11 i tiri verso la porta dei nerazzurri. Il gol è certamente nell’aria, ma come spesso accade se concludi tanto e realizzi nulla a passare in vantaggio alla fine sono i tuoi avversari, in questo caso il Chievo. E la beffa prende puntualmente corpo. Merito o colpa, a seconda dei casi, dell’ennesimo guizzo di un ‘vecchio’ bomber di razza come Pellissier, che sugli sviluppi di un angolo anticipa D’Ambrosio e mette a segno il suo gol numero 104 in Serie A, quarto nelle ultime 5 partite. Colpiti dal vantaggio del Chievo, arrivato al primo tiro in porta subito, i nerazzurri si riversano immediatamente in avanti e negli ultimi 10 minuti del primo tempo costruiscono altre 4 palle gol, senza però riuscire a infilare Sorrentino. Alla fine dei primi 45 minuti sono 16 in totale le conclusioni dell’Inter, delle quali però solo 6 nello specchio della porta del Chievo. Un doppio record per i nerazzurro che però non cambia il risultato: all’intervallo i veneti sono avanti 1-0.

La ripresa inizia con la stessa arrembante Inter, sempre in avanti a testa bassa, e un Chievo senza trequartista ma con un Izco in più a fare legna in mezzo al campo. Pellissier spaventa subito Handanovic, ma poi il copione del primo tempo si ripete puntuale e preciso. E dalle parti di Sorrentino cominciano ad arrivare una conclusione dopo l’altra. Candreva trova per l’ennesima volta la fascia destra (alla fine saranno 20 i suoi cross totali), mette in mezzo e questa volta lo stacco di Perisic sembra quello buono: niente da fare, conclusione centrale e Chievo ancora in vantaggio. 

Testa bassa ed attaccare. E alla fine sorridere - La ripresa inizia con la stessa arrembante Inter, sempre in avanti a testa bassa, e un Chievo senza trequartista ma con un Izco in più a fare legna in mezzo al campo. Pellissier spaventa subito Handanovic, ma poi il copione del primo tempo si ripete puntuale. E dalle parti di Sorrentino cominciano a piovere occasioni da gol. Candreva trova per l’ennesima volta la fascia destra (alla fine saranno 20 i suoi cross totali), mette in mezzo e questa volta lo stacco di Perisic sembra quello buono: niente da fare, conclusione centrale e Sorrentino respinge con i pugni. Pioli ovviamente le prova tutte e dopo solo 5 minuti toglie Ansaldi e mette dentro Eder, subito pericoloso con un bolide su punizione dal limite dell'area sul quale Sorrentino si supera ancora una volta. La porta del Chievo sembra evidentemente stregata, ma l'Inter ha un asse magico in grado di spezzare ogni incantesimo che porta il nome di Candreva e Icardi. E tutto, anche in questa serata impossibile, torna fin troppo semplice: il primo crossa, il secondo segna. Detto, fatto, e al 69' torna tutto in parità. Subito il pari il Chievo comincia a sciogliersi e appare subito chiaro che i ragazzi di Maran difficilmente riusciranno a resistere all'offensiva, ancora più determinata, della squadra di Pioli. Icardi, Perisic e ancora Icardi vanno di nuovo vicini al gol, Pioli inserisce nella mischia anche Banega e Palacio e, quando il Chievo a 5 minuti dalla fine perde palla in uscita, il 2-1 dell'Inter si materializza. Così come a Udine è ancora una volta Perisic l'uomo del destino nerazzurro, che dalle sembianze di un destro a giro sul quale per la prima volta Sorrentino non è impeccabile si trasforma nella quinta vittoria di fila in campionato (la sesta in casa). Il gol del 3-1 di Eder arrivato in pieno recupero serve solo a rendere completa la festa e a rendere giustizia a un'Inter veramente 'gagliarda' e assolutamente padrona del campo per tutti i novanta minuti. Dopo l'arrivo del centrocampista dell'Atalanta ecco allora altri tre sorrisi per Pioli che vittoria dopo vittoria continua a risalire la classifica. Ora la Champions è lontana solo 2 punti (con una partita in più): la missioni di Pioli è appena cominciata. 

Le curiosità statistiche della gara by Opta
-L'Inter non vinceva 6 gare di fila in casa in Serie A da maggio 2011 (quando ne vinse 13)
-7 gol in campionato per Perisic in 19 presenze: ha giá raggiunto il bottino dello scorso campionato (34 presenze)
-Record di tiri (27) e tiri nello specchio (12) per l'Inter in un match di questo campionato
-Per la terza stagione di fila Icardi ha segnato almeno 15 gol in A: gli ultimi a riuscirci con l'Inter furono Ibrahimovic e Vieri.
-Mauro Icardi ha messo lo zampino in 21 gol finora in questa Serie A, almeno 5 in più di ogni altro giocatore: 5 di questi (3 reti e due assist) sono arrivati nelle ultime 4 gare.
-Birsa con l'assist di oggi ha raggiunto Pjanic in vetta alla classifica degli assistman da palla inattiva (4 ciascuno)
-I 34 cross su azione del primo tempo rappresentano un record per una squadra in questo campionato.
-16 tiri e 6 tiri nello specchio per l'Inter nel primo tempo: entrambi record in questa Serie A per i nerazzurri.
-Il Chievo ha segnato con il primo tiro nello specchio del match, il secondo in generale
-4 gol nelle ultime 5 partite di Serie A per Sergio Pellissier, tanti quanti realizzati nelle precedenti 18

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