Nainggolan: "Fumo e non me ne vergogno"

Serie A
Radja Nainggolan in conferenza stampa dal ritiro del Belgio (getty)
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Il centrocampista ha parlato del suo vizio dal ritiro del Belgio: "Tutti sanno che fumo e non lo nascondo, ma devo solo fare il mio lavoro". Sull'ultima mancata convocazione del CT Martinez: "Mi ha deluso molto, ma ora guardo avanti. Roma? Sto benissimo"

Dopo i diversi battibecchi con il CT Martinez, che lo aveva escluso per le prime gare di qualificazione ai mondiali di Russia 2018, Radja Nainggolan torna tra i convocati della nazionale belga: “Ci sono rimasto male, ero deluso”, ha ammesso parlando dell’ultima mancata chiamata. Dal ritiro dei Diavoli Rossi, il centrocampista della Roma ha spiegato poi senza mezzi termini anche il suo rapporto con il fumo: “Non me ne vergogno, lo sanno tutti. So che dovrei dare normalmente il buon esempio, ho dei figli. Ma devo solo fare il mio lavoro, io sono un calciatore e questo è quello che faccio. Tutti sanno che fumo e non lo posso nascondere, ma ripeto: non me ne vergogno”. Il 28enne ha poi parlato del suo momento in giallorosso: ”A Roma sto benissimo, la mia famiglia è felice e anche il tempo è spesso buono. A volte si fanno scelte per il denaro, altre volte invece per la qualità della vita, che per me conta molto”. Sul possibile futuro in Premier League: “Se andassi in Inghilterra dovrei ripartire ancora da zero, ma ripeto: io a Roma sto benissimo. Alla Cina attualmente non ci penso, ma non si può mai dire no a priori”.

Passato e nuovo ruolo - “Mi ha deluso molto non essere stato chiamato dopo aver fatto un buon Europeo”, ha continuato Nainggolan, chiarendo la situazione tra lui e Martinez. “Sono una persona che, senza mezzi termini, dice ciò che sente, così della mia delusione non ne ho fatto un segreto. L’allenatore avrà avuto le sue ragioni per non chiamarmi, ma ora guardo avanti. Ho un buon rapporto con tutto il gruppo, questo ci tengo a dirlo”. Con la Roma è un punto fermo e il suo ruolo ha avuto una netta evoluzione: “Ho fatto 12 gol, è vero, ma spesso si guardano solo le statistiche, per cui solo chi segna è il migliore in campo. Se sto facendo così bene è soprattutto grazie al lavoro della squadra. Anche a Cagliari giocavo bene, anche se segnavo di meno. Ora mi trovo a confrontarmi con un ruolo nuovo - ha concluso - mi piace, agisco più avanti, ma sono sempre un centrocampista, il primo pressatore della squadra”.

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