Chievo, Pellissier: "Ritiro? Macchè! Gioco ancora"

Serie A
Sergio Pellissier, attaccante del Chievo (Getty)
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"Smettere? Decido io quando!". Chiaro e diretto l'attaccante gialloblù, così ai microfoni di Radio24: "Se dovesse venir meno la voglia di giocare sempre lascerei il calcio, ma non è ancora arrivato il momento"

Dici "Chievo" e pensi a lui: Sergio Pellissier. Impossibile non farlo: mito, bandiera, icona. Uno che per restare in gialloblù ha rifiutato tante squadre, tra cui il Napoli. 104 gol in Serie A, tutti con la stessa maglia e con la stessa passione, quella di un ragazzino come tanti, cresciuto in Val D'Aosta con la "fissa" del pallone, tra la passione per lo sci e gli inizi col Torino. Oggi, però, Pellissier è cresciuto, ma nonostante i 38 anni non vuole smettere: "Ritiro? Macché!". Attraverso i microfoni di Radio24, l'attaccante del Chievo ha parlato così del suo futuro. 

"Continuo a giocare" - “Ho ancora un anno di contratto, non ci penso ancora a smettere. Speriamo il fisico regga. Se dovesse venir meno la voglia di giocare sempre lascerei il calcio, ma non è ancora arrivato il momento". Parole chiare che non lasciano spazio ad interpretazioni: “Io il Totti del Chievo? Sì, con un po' di qualità in meno - spiega lui a Radio 24 - Ma non so se potrei accettare le panchine come lui, la mia forza è voler giocare a tutti i costi”. 104 gol in Serie A e ancora tanta fame, come quella di un ragazzino. E’ anche questa la forza del Chievo: “Ha sempre fatto squadre senza fenomeni, ma di uomini veri. Non ho mai visto un campionato con questo distacco tra le ultime tre e le altre, di solito servono 34 punti per salvezza, stavolta ne potrebbero bastare 30. Obiettivi? Vogliamo finire alla stragrande e migliorarci, finire tra le prime dieci anche se non è facile. Classifica marcatori? Tifo per Belotti".

"Quando smetto? Decido io!" - Così su Sky Sport il giorno dei 100 gol in A: "Sono partito dal basso, ho giocato in C, poi in B e ho esordito a 23 anni in Serie A. Non sapevo come sarebbe andata, la fortuna è stata quella di essere arrivato in una piccola realtà. tutti hanno creduto in me e ho fatto una bella carriera. Già al primo gol in A ero felicissimo, averne segnati 100 è incredibile. Finché la mia testa avrà voglia e reggerà continuerò a giocare. Spero di continuare ancora a lungo, anche se lo scorso anno ho avuto qualche difficoltà e lì la testa per poco non ha mollato. Chi mi dava per finito si è sbagliato di grosso. So che non sarà così per sempre ma mi godo il momento. Ho un anno e mezzo di tempo per cercare di raggiungere qualcuno più in alto di me. Il presidente è una bella persona, deciderò io quando sarà il caso di smettere".

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