Inter, Bergomi: "Non riesco nemmeno a criticarla". Analisi della crisi

Serie A

Luigi Brindisi

Il momento della sostituzione di Mauro Icardi con Rodrigo Palacio
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Cinque sconfitte e due pareggi nelle ultime sette gare, i nerazzurri perdono anche a Genova e sembrano in un momento di crisi difficile da superare. Dalle parole dello "zio" alla gestione di Icardi, un po' di questioni da superare alla svelta

Per invertire la marcia non è bastato il ritiro, né le contestazioni dei tifosi. L'Inter perde anche contro il Genoa e resta teoricamente in corsa per il sesto posto (che vale la qualificazione ai preliminari di Europa League) solo grazie al passo ugualmente lento del Milan che la precede in classifica. I nerazzurri di Pioli non vincono dal 7-1 all’Atalanta del 12 marzo scorso, che tanto aveva impressionato tifosi e opinione. La settimana successiva il 2-2 di Torino contro i granata di Mihajlovic: la qualificazione in Champions diventa più lontana, qualcosa si rompe. Seguono cinque sconfitte e un pareggio: nel derby contro il Milan. La gara di Genova dice che quella nerazzurra sembra una crisi da cui sembra difficile uscire, almeno a breve. Non fosse altro per l’atteggiamento della squadra troppo rinunciatario. A tre partite dal termine del campionato occorre reagire: l’Inter è a un passo dal record negativo della sua storia di otto partite senza vittorie (accadde dalla 22^ alla 29^ giornata della stagione 1947-1948).

Ancora senza Champions

Dopo il Triplete, per la sesta stagione di fila, l’Inter non giocherà la Champions League. L'ultima gara nella massima competizione europea risale al 2010-2011: fuori ai quarti contro lo Schalke 04. Era un'altra Inter. Da quel momento nulla: per la terza nelle ultime sei stagioni, i nerazzurri sono quasi fuori anche dall’Europa League.
 

L'analisi di Bergomi a Sky Calcio Club

Nel corso della trasmissione di Fabio Caressa, lo storico capitano nerazzurro ha analizzato così la situazione: "Ho visto solo il secondo tempo della partita, ma l’Inter è stata davvero in difficoltà. Non riesco più nemmeno a criticarla, è veramente difficile". Il problema sembra essere uno in particolare: "Questa è una squadra che manca di valori, di ragazzi che hanno personalità. L’Inter non ha giocatori importanti che facciano crescere gli altri. Per questo, nelle difficoltà va maggiormente in crisi".
 

La sostituzione di Icardi

E' il simbolo di questo momento negativo. Il capitano dell’Inter è stato richiamato in panchina al 72' della sfida contro la squadra di Juric e sostituito da Rodrigo Palacio. Una mossa che ai più è sembrata molto strana. Il bomber principale della squadra via nel momento in cui occorre recuperare? Nel post-partita, Stefano Pioli ha giustificato il cambio con la prestazione non buona di Mauro Icardi. I numeri delle ultime sette giornate dell’attaccante argentino, infatti, sono davvero negativi. Lo si può notare dalla grafica negli indicatori fondamentali (tocchi, tocchi in area, tiri totali, tiri in porta, falli subiti).

Le parole di Leonardo al Club


L’ex allenatore nerazzurro ha analizzato proprio la gestione societaria del momento, e quella di Mauro Icardi degli ultimi tre anni da parte dell’Inter: "Manca un riferimento, qualcuno che dica si fa questo o quest'altro. Oggi per esempio non erano in campo Joao Mario, Banega e Brozovic: i tre centrocampisti che, teoricamente dovevano dare qualità a questa squadra. Se tu sei partito con un’idea di gioco, hai acquistato i giocatori per realizzarlo e arrivi al momento in cui devi almeno arrivare in Europa League e questi giocatori non ci sono…".

Proprio la mancanza di una linea societaria per Leonardo, ha fatto sì che Icardi non diventasse un riferimento per tutti: "E' da quattro anni in nerazzurro, la gestione non è stata buona. Se non gestisci il tuo patrimonio, il tuo patrimonio vale meno. Se a inizio stagione per Icardi qualcuno era disposto a darti 40 milioni, oggi di sicuro vale meno". La sostituzione ha fatto parlare: "Secondo me è uscito per dare un segnale alla squadra. Questo ragazzo - ha aggiunto - doveva essere inquadrato da tre anni, perché i problemi personali non possono interferire nell'immagine del club. Anche intorno a Brozovic è successa la stessa cosa". Sono tanti piccoli problemi, che messi insieme… "Avere una fascia da capitano con il suo nome, ad esempio, per me è sbagliato. Perché la fascia è dell’Inter. E’ una questione di linea, che secondo me deve esserci".
 

L'analisi di Gianluca Vialli

Anche Gianluca Vialli ha provato ad analizzare il momento dell’Inter: "Andava tutto bene, poi è arrivato un passo falso che secondo me era anche conseguenza della grande rincorsa alle prime posizioni". Poi, però: "E’ tornato tutto in discussione, è venuto fuori l’autolesionismo che ogni tanto lì aleggia. Le voci sul futuro dell’allenatore, e lì secondo me si è rotta quell’atmosfera che Pioli e la dirigenza erano riusciti a ricreare". Gianluca Vialli è convinto però che non manca molto per il rilancio: "Dal punto di vista tecnico secondo me, se aggiungi un difensore centrale, un centrocampista e un terzino può lottare per lo scudetto". Poi ci sarà da sviluppare un senso di appartenenza: "Al momento non è ancora passata la cultura societaria, c’è stato da poco un passaggio di proprietà, quindi per me non può essere ancora sviluppato".
 

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