In Evidenza
Tutte le sezioni
Altro

Chi è il bambino che ha ricevuto la fascia da Totti?

Serie A
Francesco Totti cede la fascia al più giovane della Roma (Ansa)

Il gesto del 10 fa il giro del mondo: nel giorno dell'addio da calciatore della Roma cede la fascia a Mattia Almaviva, "pulcino" del 2006. Non a De Rossi, bensì al capitano più giovane del settore giovanile giallorosso   #SKYGRAZIETOTTI: LO SPECIALE

Condividi:

E' un gesto che fa il giro del mondo. E' un gesto da Totti, da campione. Un gesto semplice e genuino che lo rispecchia in toto. Perché nel giorno dell'addio, prima del discorso a tutto lo stadio che ha commosso l'intero Olimpico, il 10 della Roma "cede" la sua fascia a un bambino del 2006, Mattia Almaviva, il più giovane capitano del settore giovanile. Simbolico passaggio di consegne, chiaro. Non a De Rossi, o magari a Florenzi, bensì a lui, Mattia. Che poi piange e si emoziona, soprattutto perché ricorderà questo giorno per tutta la sua vita. Ha 11 anni, fa parte dei "Pulcini" e avrà iniziato da poco a tirare i famosi "primi calci". Ruolo? Trequartista. Di Totti, in altri Totti. Nessuna investitura eh, ci mancherebbe. Anche per non caricare di responsabilità un bambino di 11 anni. Semplicemente un gesto emblematico per tutti quelli che verranno. E per continuare la tradizione di un capitano cresciuto in casa. 

La lettera di Francesco Totti

In un Olimpico commosso, Francesco Totti ha voluto dedicare un ultimo pensiero alla sua gente. Alla sua Roma. Il tutto attraverso una lettera letta a voce alta, a tutto lo stadio, con la sua famiglia al centro del campo e la piccola Isabel vicino. Lui, Ilary, Christian e Chanel. Ecco alcuni dei tratti più toccanti: "a un certo punto della vita si diventa grandi, così mi hanno detto e cosi il tempo ha deciso. Maledetto tempo. È lo stesso tempo che quel 17 giugno 2001 avremmo voluto passasse in fretta: non vedevamo l’ora di sentire l’arbitro fischiare tre volte. Mi viene ancora la pelle d'oca a ripensarci. Oggi questo tempo è venuto a bussare sulla mia spalla dicendomi: “Dobbiamo crescere, da domani sarai grande, levati i pantaloncini e gli scarpini, perché tu da oggi sei un uomo e non potrai più sentire l’odore dell'erba così da vicino, il sole in faccia mentre corri verso la porta avversaria, l'adrenalina che ti consuma e la soddisfazione di esultare”. Infine sul suo futuro: "Scusatemi se in questo periodo non ho rilasciato interviste e chiarito i miei pensieri, ma spegnere la luce non è facile. Adesso ho paura. E non è la stessa che si prova di fronte alla porta quando devi segnare un calcio di rigore. Questa volta non posso vedere attraverso i buchi della rete cosa ci sarà "dopo". Concedetemi un po' di paura. Questa volta sono io che ho bisogno di voi e del vostro calore, quello che mi avete sempre dimostrato. Con il vostro affetto riuscirò a voltare pagina...".

Pallotta: "Totti il più forte di sempre"

Anche il presidente Pallotta ha voluto dire la sua sul capitano, queste le sue parole in zona mista: "Rimpianti con Francesco? Mai, è stato uno dei più forti di sempre - ammette Pallotta - ci siamo parlati per 18 mesi, siamo sulla stessa lunghezza d’onda, non dirvi tutti i giorni quello che ci diciamo non significa che non ci siamo parlati. È frustrante leggere che non abbiamo avuto rispetto per Francesco, 18 mesi fa abbiamo iniziato a parlare del contratto di quest’anno, non gli abbiamo mai mancato di rispetto. Significa molto per Roma, è una follia leggere che gli abbiamo mancato di rispetto. Abbiamo parlato molto e resta tra noi".