Roma, #askPellegrini: “Sapevo che sarei tornato. Che forza Dzeko…”

Serie A
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Ritornato alla Roma dopo le due positive stagioni al Sassuolo, Lorenzo Pellegrini ha riposto quest’oggi alle domande dei tifosi giallorossi sul profilo Facebook ufficiale del club. Tra obiettivi e simpatiche curiosità, ecco tutte le sue parole.

Strade che si sono ricongiunte dopo le due stagioni trascorse con la maglia del Sassuolo, Lorenzo Pellegrini e la Roma adesso sono di nuovo insieme. Il centrocampista classe ’96, cresciuto in giallorosso e tornato quest’estate nel club della Capitale, è stato protagonista quest’oggi di un dibattito con i tifosi sul profilo Facebook ufficiale della società. Tanti i temi trattati nell’#askPellegrini, con il centrocampista che ha svelato tante curiosità e si è aperto ai fan.

Di nuovo Roma

Arrivato in estate dal Sassuolo dopo un lungo inseguimento e grazie al lavoro del ds giallorosso Monchi, Pellegrini ha esordito parlando del trasferimento che l’ha visto protagonista: "Già dallo scorso mese di gennaio circolavano delle voci su un'offerta della Roma per me – ha detto il classe ’96 -. In pratica sapevo già che sarei tornato qui, a maggior ragione perché ero consapevole della disponibilità di ambo le parti. Certamente Monchi è stato molto importante,  mi ha aiutato durante la stagione.  Il mio ruolo in campo? Al momento preferisco giocare da mezzala, è un ruolo che mi dà più libertà di movimento e che mi permette  anche di cercare il gol. E’ ovvio, però che se dovesse servire un mediano nel corso della stagione io sono pronto per farlo. Chi mi ha impressionato di più qui alla Roma? Edin Dzeko, una vera forza della natura. E’ qualcosa di veramente impressionante, un calciatore che mi fa impazzire”.

El Shaarawy, la Nazionale e la cicoria

Non solo l’arrivo alla Roma, Pellegrini ha parlato anche del rapporto con i compagni, della Nazionale e di alcune curiosità. “Secondo me, dentro e fuori dal campo, un grande pregio è rimanere sempre se stessi – ha proseguito il centrocampista giallorosso -. La cosa più importante è non cambiare mai, qualunque cosa succeda, e poter dire ciò che si pensa. Poi è chiaro che in campo serve la qualità. Qualcosa sui miei compagni? Florenzi è il più ‘caciarone’ in spogliatoio, lo vedi e ti ha subito tirato su il morale. El Shaarawy, invece, è quello con cui ho legato di più: condividiamo la stanza, abbiamo la stessa età e andiamo in Nazionale insieme. E la Nazionale è un’emozione immensa, inaspettata. Il top del top. Ero pronto per l’Europeo Under 21 e quando sono stato convocato ero contentissimo”.  Chiusura sui numeri preferiti e sul fantacalcio: “Il numero 37 ce l’ho tatuato sulle mani perché lo vedo tutti i giorni ed è legato a tante cose della mia vita, come ad esempio l’anno di nascita di mia nonna, che per me è una persona fondamentale. Perché non l’ho scelto come numero di maglia? Non per forza bisogna scegliere una cosa così personale. E poi mi piace la maglia con il numero singolo. Ho preso il 7 perché il 6 era già di Strootman. Ma la mia è una maglia bella pesante, era di Bruno Conti. Il fantacalcio? A settembre tutti si raccomandano con me perché mi hanno preso, mi mettono molta più pressione loro che il mister”. Infine una battuta simpatica: “Adesso sono di nuovo a Roma – ha concluso Pellegrini – e la cosa che mi è mancata di più in questi anni a Modena è stata la cicoria. Lì te la vendono come cicoria, ma non lo è assolutamente. Era cicoria finta”.

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