Chiellini, 12 anni di Juventus: "L'emozione più bella? Lo Scudetto del 2012"

Serie A
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Dodici anni fa Giorgio Chiellini faceva il suo esordio con la maglia bianconera, durante uno Juventus-Messina. Il difensore della Nazionale ha raccontato le sue sensazioni e il suo percorso in un'intervista a JTV: "Quel giorno entrai per sostituire un Pallone d'Oro, non servirebbe aggiungere altro"

Un amore lungo 12 anni, quello tra Giorgio Chiellini e la "sua" Juventus. 15 ottobre 2005: un ventunenne Chiellini faceva il suo esordio subentrando a Pavel Nedved nel corso di uno Juventus-Messina (1-0). Oggi il difensore della Nazionale è un pilastro della squadra e un punto fermo anche per il futuro. In un'intervista a JTV, Chiellini rivive alcune tappe della sua carriera in bianconero: "Quel giorno provai tantissima emozione: ero arrivato da due mesi ma, come capita a tutti i giovani che arrivano qui alla Juve, ci volle un po' di tempo per entrare in una squadra di campioni. Basti pensare che in quella partita ho sostituito un Pallone d'oro, Pavel Nedved. Arrivare alla Juve significa essere catapultato in un'altra realtà, per questo inizialmente si fa un po' di fatica. Poi però, col tempo, sono riuscito a conquistarmi il mio spazio".

"Lo Scudetto più bello nel 2012. Berlino e Cardiff..."

Tante le gioie e le vittorie conquistate con la Juventus, ma Chiellini non ha dubbi su quale sia quella con più significato e che gli ha suscitato più emozioni: "L'emozione che ho provato a Trieste il 6 maggio 2012 avrebbe retto il confronto solo con un'eventuale vittoria a Berlino o a Cardiff. Perché quello fu uno Scudetto speciale, arrivato dopo anni di tante sofferenze e al termine di un'annata incredibile, che ci ha visti rincorrere il Milan e finire da imbattuti. Fu come una rinascita. La tensione era incredibile, l'esplosione di gioia vissuta al novantesimo è stata una delle più grandi che abbia mai provato". Un'altro momento speciale per Chiellini fu il primo trofeo alzato da Capitano, cioè la Coppa Italia del 2015. "In quella partita (contro la Lazio, NDR) segnai e dedicai il gol a mia figlia che sarebbe nata qualche mese dopo. Il primo trofeo alzato da Capitano, un'emozione forte, il primo di tre doblete che ci hanno fatto sognare. Siamo stati a un passo dalla storia soprattutto nel 2015 e nel 2017: ogni volta che ci penso resta sempre un po' di delusione, ma anche la consapevolezza di aver compiuto qualcosa di straordinario".

 

"Allegri è intelligente. Il 2006..."

Chiellini continua il suo viaggio all'indietro: "Nel 2006 non sembrava vero quello che ci stava accadendo, anche oggi sembra assurdo. Personalmente, per me è stata un'occasione per trovare spazio e diventare più importante. La B è stata dolorosa all'inizio, a Natale però eravamo già primi e in seguito è stata tutto sommato piacevole. Chi mi ha trasmesso di più tra i tanti campioni con cui ho giocato? Dico Buffon, con lui ho fatto 12 anni. E poi è toscano come me". Il 2006 però non è stato l'unico momento difficile vissuto da Chiellini alla Juve prima degli anni trionfali: "Sarebbe stato meglio evitare gli anni dei due settimi posti, sono stati troppo brutti per essere veri. Ma per fortuna poi è cominciata una nuova grande storia". Un altro snodo della storia recente è stato il cambio Conte-Allegri in panchina: "Ero ancora in vacanza, fu strano perché non mi sarei mai aspettato il cambio in quel periodo. Conoscevo poco Allegri, ora posso dire che è una persona intelligente: la sua più grande qualità. Si sta migliorando anno dopo anno e ti assicuro che è molto diffiicle dopo aver vinto tanto, sia per noi giocatori che per lui".



 

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