Caso tifosi della Lazio, Marani: "La memoria di Anna Frank non può essere offesa così"

Serie A

Matteo Marani

Adesivi con l'immagine di Anna Frank con la maglia della Roma e scritte antisemite di ogni tipo: durante la partita con il Cagliari, i tifosi della Lazio hanno lasciato il segno nella Curva Sud dello stadio Olimpico. Il commento di Matteo Marani, direttore di Sky Sport 24

L'EPISODIO IN CURVA SUD

Anna Frank aveva 13 anni quando fu costretta a nascondersi con il resto della famiglia in un appartamento di Amsterdam. E ne aveva appena 15 quando morì a Bergen Belsen. Ci ha lasciato un Diario, un meraviglioso Diario che resta un'opera obbligatoria da leggere per capire come la follia antisemita e l'odio razziale si impossessarono dell'Olanda e dell'Europa intera in quel 1944. Eppure c'è chi ha pensato di oltraggiare proprio lei, il ricordo più rappresentativo dei sei milioni di vittime ebree morte nei campi di sterminio, per una disputa da stadio. I tifosi della Lazio, speriamo la solita minoranza, l'ha ritratta in una caricatura stupida e insieme violenta, con indosso una maglia della Roma fotomontata sul suo viso angelico. E' l’immagine che hanno trovato gli inservienti del Coni lunedì mattina al momento delle pulizie della Curva Sud, occupata per una sera dai tifosi biancazzurri per la squalifica della Nord. Accanto altri adesivi antisemiti, compreso un romanista ebreo.

Si fa fatica a pensare che ancora oggi la memoria possa essere offesa in questo modo. Offesa da gente che ha costruito la propria, pretesa aggressività infrangendo le regole del vivere civile e della dignità comune, a partire proprio dai simboli che più vanno custoditi e coltivati. Perché colpire quelli, colpire i drammi della nostra storia, significa colpire il nostro vivere civile, il senso comune di appartenenza. Per le teste malate è questo il modo migliore di far sentire la loro voce, inorridire o spaventare gli altri con il ricorso alla brutalità. Scriveva Anna Frank nel suo Diario: "Tutto tornerà al suo posto, anche questa crudeltà avrà fine". Speriamo davvero che un giorno abbia fine anche l’imbecillità di certi nostri stadi.

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