Fiorentina-Roma 2-4: doppietta di Gerson e record: dodicesima vittoria esterna di fila. Gol e highlights

Serie A

Roma da record: a Firenze arriva la 12^ vittoria di fila in trasferta (primato assoluto in Serie A, meglio anche dell'Inter 2006/07). Gerson (doppietta), Manolas e Perotti firmano il 4-2 ai viola, a cui non bastano le reti di Veretout e Simeone

LE PAGELLE

CLASSIFICA E STATISTICHE

FIORENTINA-ROMA 2-4

5' Gerson (R), 9' Veretout (F), 30' Gerson (R), 39' Simeone (F), 50' Manolas (R), 87' Perotti (R)

TABELLINO

Fiorentina (4-3-3): Sportiello; Bruno Gaspar, Pezzella, Astori, Biraghi; Badelj (74' Sanchez), Veretout, Benassi; Chiesa (74' Babacar), Simeone, Gil Dias (82' Eysseric)

Roma (4-3-3): Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Pellegrini (71' Strootman), Gonalons, Nainggolan; Gerson (82' Defrel), Dzeko, El Shaarawy (65' Perotti)

La favola Gerson

12 vittoria consecutive in trasferta. Un record assoluto in Serie A. Meglio anche dell’Inter 2006/2006 di Mancini. L’impresa della Roma è qualcosa di straordinario. Che si realizza attraverso situazioni anch’esse “fuori dall’ordinario”. Tipo la doppietta di Gerson, uno dei rivitalizzati dalla cura Di Francesco.

E’ lui la mezza sorpresa nel tridente giallorosso al Franchi (mezza perché si tratta già della terza dal 1’ per il brasiliano dopo Chelsea in Champions e Crotone in campionato) e la mossa produce subito risultati. 5 minuti di pressing asfissiante e, su una palla recuperata nella metà campo viola, 3 tocchi e la Roma è già in area: El Shaarawy-Dzeko-Gerson, col brasiliano che in diagonale batte rasoterra Sportiello.

Reazione viola: pari Veretout

In questo campionato la Fiorentina non è mai riuscita a rimontare una situazione di svantaggio. Ma è anche una squadra che, in casa, va a segno da 20 gare di fila. Diventano 21 al 9’. Il merito è di Gil Dias, schierato a destra per sfruttare il piede migliore (sinistro): salta Kolarov e regala a Veretout un comodo 1-1; nel frangente colpevole Gerson di non aver seguito fino in fondo l’inserimento del francese. E’ il primo gol subito in trasferta dalla squadra di Di Francesco.

Dzeko non ama il viola: ha segnato solo in una delle quattro sfide di campionato con la Fiorentina (una doppietta lo scorso febbraio). Ci va vicinissimo al 20’ quando Sportiello si deve superare per alzare in angolo un diagonale potente da posizione ravvicinata.

La clausola da Pallone d'Oro

E’ una Roma diversa da quella di inizio stagione. Ora ha mandato a memoria il calcio di Di Francesco e lo si vede dalla velocità di esecuzione delle giocate e dei movimenti senza palla. Ne scaturiscono naturalmente palle-gol: non concretizzate quelle di El Shaarawy e Pellegrini, che fanno però da preludio al nuovo vantaggio giallorosso. Palla recuperata da Manolas, Pellegrini che allarga subito per Gerson: dalla stessa mattonella dell’1-0 il brasiliano stavolta sceglie il primo palo e beffa l’immobile Sportiello. E mentre la palla rotola lenta in rete, lentamente ritorna alla memoria un dettaglio. Non è la maglia numero 10 della Roma sventolata con ingenuità via social dall'ex Fluminense. E' un altro lascito dell'era Sabatini, che inizia ad assumere se non un significato almeno un senso: una clausola nel contratto d'acquisto del brasiliano prevede che il Barcellona abbia diritto ad un risarcimento (cospicuo) in denaro nel caso in cui Gerson dovesse vincere il Pallone d’Oro con la maglia della Roma. Ipotesi più remota del Benevento scudettato, almeno fino al pomeriggio del Franchi. Ma dopo oggi, chissà...

Simeone ci mette la testa, rimonta-bis

La Fiorentina vive di sprazzi, ma sono momenti di grande qualità tecnica che fanno male alla Roma. La miglior difesa del campionato cade ancora una volta al 39’: stavolta è un cross dalla tre quarti che pesca Kolarov e Fazio fuori posizione, ma Simeone è comunque strepitoso a trovare la forza per piazzare il pallone di testa nell’angolo opposto dove Alisson non può arrivare. Due tiri nello specchio e due gol segnati al portiere che, fino a oggi, detiene la miglior percentuale di parate (86.5%). Il perché Alisson lo dimostra poco prima dell’intervallo con due miracoli: prima su un destro da fuori area di Chiesa (deviato contro il palo) e poi murando in stile pallanuoto la ribattuta di Veretout.

Manolas apre, Perotti chiude: ripresa a senso unico

Dopo un primo tempo alla pari, nella ripresa la Roma impone caratura, esperienza e qualità tecnico-tattica e la partita diventa a senso unico. Fino a ora la Fiorentina aveva subito sette gol con cross, più di ogni altra squadra nel torneo. Forse la risposta è anche nella marcatura a zona sulle palle inattive. Da un angolo di Kolarov, infatti, arriva il terzo vantaggio giallorosso, stavolta con Manolas: un colpo di corpo-spalla che spezza il personale digiuno dal gol del greco (20 aprile 2016, in casa contro il Torino. Un anno e mezzo fa…).

I ritmi si abbassano, l’immediata reazione viola stavolta si esaurisce in due tiri svirgolati da Chiesa e Gil Dias. Di Francesco inserisce Perotti e Strootman per El Shaarawy e Pellegrini, mentre Pioli si gioca la carta Babacar. E’ Simeone ad avere sui piedi il pallone del possibile 3-3, ma Alisson sventa con un’uscita bassa.

Si fa male Gerson, il migliore in campo. In campo Defrel, mentre Di Francesco si coccola il brasiliano in panchina. Perché, accanto ai 3 punti, la vera notizia di Firenze è l’acquisto di un titolare in più.

Lì, in quel ruolo dove il mercato non ha portato l’ala voluta (Mahrez) e dove ancora non si è visto all’opera l’acquisto più costoso (Schick). Lì dove fin qui si è adattato ma ha deluso l’ex Sassuolo Defrel. Che, comunque, nei pochi minuti in campo, si fa notare: recupera assieme a Nainggolan il pallone che Perotti trasforma nel gol della sicurezza, a 4 minuti dal 90’; e poi stampa sul guanto di Sportiello quello del possibile 5-2.

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