Juventus, Marotta: "La Champions è diventata un'ossessione. Italia fuori dai Mondiali? Sarebbe un fallimento"

Serie A

Premiato come miglior manager dell’anno per il secondo anno consecutivo, l’amministratore delegato della Juventus Giuseppe Marotta è intervenuto ai microfoni di Sky Sport. L’"ossesione" Champions League, l’obiettivo scudetto, Dybala e l’impegno della Nazionale contro la Svezia ai playoff per accedere ai Mondiali: tanti gli argomenti trattati dal dirigente bianconero

Dalla Champions come "ossessione" alla possibilità di intervenire sul mercato in difesa, passando per il momento vissuto da Paulo Dybala fino ad analizzare la sfida tra Italia e Svezia per accedere ai Mondiali: tanti gli argomenti trattati da Giuseppe Marotta, intervenuto ai microfoni di Sky Sport dopo aver ricevuto per il secondo anno di fila il premio come miglior manager dell’anno. "Innanzitutto vorrei ringraziare tutti per questo riconoscimento che estendo alla mia società e ai miei collaboratori, su tutti Fabio Paratici, che da allievo è diventato una realtà – ha esordito l’amministratore delegato della Juventus. La Champions Leeague? Ormai per noi è diventata quasi un'ossessione, abbiamo fatto due finali negli ultimi tre anni ma non siamo riusciti ad alzare il trofeo. Questo deve servirci da incoraggiamento e da sprone per riuscire a fare meglio e per riuscire finalmente ad alzare questa coppa. Perché ho detto che non vincere il settimo scudetto consecutivo sarebbe un fallimento? Chiaramente intendevo un fallimento sportivo: la Juventus, così come altre squadre, deve sempre ottenere il massimo. Valutando il valore e la forza della nostra rosa,  noi dobbiamo essere autorevoli candidati alla vittoria, per cui arrivare secondi o terzi sarebbe una sconfitt". 

Dybala stia tranquillo. Italia fuori dai Mondiali? Un fallimento

Prima di una riflessione sul mercato, da parte di Marotta anche una battuta su Paulo Dybala, che dopo un inizio di stagione esaltante sta attraversando un periodo non troppo positivo. "Su Dybala c'è una pressione molto forte perché, avendoci abituati a prove straordinarie, quando gioca in maniera ordinaria viene criticato – ha spiegato il dirigente bianconero -. Bisogna farlo crescere ed è giusto lasciargli il suo tempo nel processo di evoluzione da talento a campione. Ormai ritengo di avere una discreta esperienza e posso dire ce ci sta che nella crescita di un giocatore ci sia qualche periodo non ottimale. Adesso bisogna solo lasciarlo tranquillo. Possibili rinforzi sul mercato in difesa? Di problematiche profonde non ne abbiamo, ma dobbiamo guardare avanti sapendo che ogni anno dobbiamo essere competitivi. Dobbiamo anche essere bravi a individuare quali sono le occasioni che il mercato offre. Su alcuni campioni ci sono delle riflessioni, abbiamo giocatori meno giovani ma che sono grandi professionisti e che anche stasera, ad esempio, indossano la maglia azzurra".  E proprio sulla Nazionale, impegnata nel playoff Mondiale contro la Svezia, ha concluso Marotta: "Immaginare un'Italia che non partecipa ai Mondiali sarebbe un fallimento sportivo. Sarà una sfida impegnativa perché la Svezia ha evidenziato qualità agonistiche, quindi noi dobbiamo essere capaci di affrontare la sfida non solo sul piano tecnico, ma anche su quello agonistico: loro baseranno la partita su questo".

 

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