Roma, Perotti: "Con Spalletti non sarei rimasto. Juve indebolita, il Napoli sembra il Barça"

Serie A
Diego Perotti, esterno della Roma (getty)

L'esterno giallorsso si racconta: "Da giovane ho rischiato di smettere, Roma la città giusta per me. Spalletti? Fosse rimasto sarei andato via. Di Francesco mi ha fatto crescere". Lotta Scudetto: "La più forte il Napoli, mi ricorda il Barcellona di Guardiola. E c'è anche l'Inter. Juve? Indebolita rispetto al passato"

A tutto Diego Perotti. L’esterno argentino è sempre più protagonista in giallorosso ed è uno degli insostituibili di Eusebio Di Francesco. Se non fosse stato per un paio di acciacchi fisici, avrebbe oggi saltato appena una partita in Serie A in questo campionato, quella contro l’Hellas Verona. Felicità ritrovata per l’ex Siviglia, dopo una stagione difficile con Luciano Spalletti in panchina. E al “Romanista” rivela: “Con Spalletti non sarei rimasto. Non direi che è ‘colpa’ sua, sono scelte. È vero che quel gol al Genoa mi ha cambiato molto. Il calcio a volte è ingrato: un episodio ti toglie tanto e un episodio ti restituisce tanto. A un certo punto Spalletti non mi faceva giocare, ma la squadra andava bene. Quando ha messo la difesa a tre e cambiato il ruolo di Nainggolan, è stato vincente. Capisco comunque gli allenatori, hanno le loro idee”. Ora, però, con Di Francesco la musica sembra cambiata: “È bello avere un allenatore che ti supporta, che ti motiva a puntare l’uomo, che quando prendi palla sai di avere la sua fiducia. Quel lavoro che mi ha fatto fare da Pinzolo penso si stia vedendo in campo. Il mister mi piace perché pretende sempre di più. Vuole attaccare. Qualche volta devi avere equilibrio, è vero, ma a me da attaccante questa libertà dà molta fiducia. Di Francesco mi ha fatto crescere e mi ha fatto fare meglio dell’anno scorso. Noi crediamo in lui fin dal primo giorno, ma anche in noi stessi, nel gruppo. Il bello è che non ti rilassi con lui, adesso per esempio abbiamo vinto il derby, è importante, prendi fiducia. Lui vuole sempre di più, è molto importante per la nostra testa”.

"Da giovane ho pensato di smettere"

Facendo un passo indietro nella storia della sua carriera, Perotti racconta anche dell’arrivo in giallorosso dal Genoa: “C’erano altre squadre che mi volevano, anche il Milan. Io dal primo momento ho pensato alla Roma. Una città così storica, così bella, con una squadra così popolare... Anche per la mia famiglia era la soluzione migliore: qui c’è il volo diretto per Buenos Aires. Trovavo una squadra che già giocava per lo Scudetto. Non avevo dubbi. C’era tutto. Per me la Roma era la Roma. E poi a Genova avevo Burdisso come compagno. Mi parlava della città, della squadra, dei tifosi che erano caldissimi, cosa importante per noi argentini. Stava sempre a parlare della Roma e dei tifosi”. E pensare che a un certo punto, da giovanissimo, l’argentino aveva anche pensato di smettere: “È vero. Quando ero più piccolo era un problema di autostima, pensavo di non avere le qualità. Ci sono tanti giocatori che magari a dodici o tredici anni sembrano fortissimi, poi a diciotto si perdono e non arrivano a giocare nemmeno in B. Al Boca c’erano dei ragazzi fortissimi, ma non sono emersi. Così come accade l’inverso. Nel mio caso l’allenatore non mi faceva giocare”.

"Juve indebolita, occhio all'Inter. Il Napoli mi ricorda il Barcellona"

Diversi gli obiettivi di Perotti in questa stagione: lo Scudetto, in primis, ma anche la Champions League e la possibilità di far parte della spedizione dell’Argentina per il Mondiale. “Se non fossi mai andato in nazionale direi che andare in Russia sarebbe impossibile - ha continuato - Ma dopo la convocazione, anche se ho ancora poche possibilità di farmi vedere fino al Mondiale, ci penso. Gioco la Champions e sono in una squadra che punta allo scudetto e sto avendo continuità, a differenza del finale della stagione scorsa…”. E la vetta in campionato è tutt’altro che lontana. L’esterno dice la sua sulle favorite: “La più forte è il Napoli, nel modo di giocare, soprattutto quando non riesci a prendere palla. A me è capitato contro il Barcellona di Guardiola, tu andavi lì e non potevi fare nulla. Magari il Napoli non ti fa sei gol, ma nel possesso palla sono molto vicini. Ma se giocano sempre gli stessi sentiranno un po’ di stanchezza. Finora hanno fatto un calcio bello ed efficace. Ha giocato bene, ha vinto e per questo sono davanti. Noi quest’anno abbiamo la squadra per vincere lo Scudetto, anche se è vero che nella passata stagione non c’erano altre squadre come l’Inter”. E la Juve? Non mi sembra stia come le precedenti stagioni. L’ho battuta sia col Genoa che con la Roma, ma la vedo indebolita. Non tanto per i giocatori che restano fortissimi, come Higuain e Dybala, ma non vincono le partite con la stessa facilità che ha il Napoli che ti spacca la porta. Non è impossibile come negli altri anni. Certamente resta una delle più importanti del campionato”, ha concluso Perotti.

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