Inter, Spalletti ritrova l'Udinese: dalla storica Champions alla 'fuga' per Roma, storia di amore e odio

Serie A

L’allenatore dell’Inter incontra per l’ennesima volta da avversario la squadra che l’ha fatto conoscere al grande calcio. A Udine una storica qualificazione in Champions League, ma anche una fine travagliata del rapporto con la famiglia Pozzo e il rancore da parte di alcuni tifosi che non hanno perdonato il divorzio. Tra gli ex di turno anche Handanovic e Candreva

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Dove tutto ebbe inizio, o quasi. Luciano Spalletti e l’Udinese, di nuovo uno di fronte all’altra. L’allenatore dell’Inter per dare seguito ad un inizio di stagione fin qui straordinario sulla panchina nerazzurra, la squadra friulana per tentare l’impresa e fare uno sgambetto a quella che è stata probabilmente una delle guide tecniche più importanti della sua storia. Reduce dalla qualificazione sofferta in Coppa Italia contro il Pordenone, per l’Inter un unico obiettivo: ritrovare i tre punti in campionato per continuare ancora il cammino in testa alla classifica della Serie A. Periodo di ottima forma però quello attraversato dall’Udinese, che dopo la 'cura' Massimo Oddo sembra tornata a splendere: sei punti nelle ultime due giornate, con cinque gol all’attivo e nessuna rete incassata. Sfida dai mille sapori dunque, ma per Spalletti quella contro i bianconeri non sarà mai una partita come le altre.

La Champions storica prima dell'addio

Odi et amo. Un rapporto di amore e odio quello tra Luciano Spalletti e l’Udinese. Se è vero infatti che l’attuale allenatore dell’Inter ricorda con grande piacere l’esperienza sulla panchina friulana, i tifosi bianconeri non hanno perdonato la fine della storia avvenuta al termine della stagione 2004/05, probabilmente la più importante nella storia del club. "La cosa che mi è maggiormente dispiaciuta è stata come ci siamo lasciati con i Pozzo: non abbiamo avuto nemmeno il tempo di dirci grazie", ha raccontato Spalletti negli scorsi anni. Sì, i ringraziamenti, perché a godere di quell’esperienza sono stati tutti, dai diretti interessati ai tifosi dell’Udinese. "Un trampolino di lancio", il club bianconero è stato questo per Spalletti, chiamato a campionato in corso dalla famiglia Pozzo poco più che quarantenne per sostituire Gigi De Canio nella stagione 2000/01. Risultato? Salvezza ottenuta e primi segnali lanciati da un giovane allenatore pronto a diventare presto grande. Il ritorno in Friuli un anno e mezzo più tardi, per dare il via ad un vero e proprio crescendo di emozioni e risultati. Prima il sesto posto nell’annata 2002/03 e la relativa qualificazione all’allora Coppa UEFA, poi il capolavoro nella stagione 2004/05: quarto posto in campionato, subito dietro le grandi del calcio italiano, e prima storica qualificazione ai preliminari di Champions League per la società friulana. Tutto bellissimo, poi la fine. Arrivederci e grazie, ancora una volta. Fine della storia, per Spalletti già pronto un accordo con la Roma. E’ per questo che i tifosi dell’Udinese, pur apprezzandolo in fondo per gli sprazzi di grande calcio mostrati e per i risultati ottenuti, non lo hanno mai perdonato.

Quanti campioni lanciati

Per Luciano Spalletti quello in programma sabato 16 dicembre alle ore 15 a San Siro sarà il primo incrocio contro l’Udinese – già sfidata parecchie volte quando era alla Roma - da allenatore dell’Inter. “Era maniacale. Stava in ufficio dalle 9 di mattina ed usciva quando ormai fuori era buio. E alla fine i risultati della squadra si sono visti”. Parlano così di lui ancora oggi ad Udine, dove oltre ai fischi per la ‘fuga’ a Roma Spalletti ha lasciato tanti bei ricordi. Una percentuale del 41,35% di vittorie nelle 133 panchine bianconere, numeri che non mentono. Ma non solo, l’attuale allenatore nerazzurro ha lanciato in maglia bianconera alcuni dei giocatori più importanti della storia recente e non solo del club. Dal capitano storico Antonio Di Natale a Vincenzo Iaquinta, campione del mondo con l’Italia nel 2006, passando per Sulley Muntari e David Pizzarro, portato poi con sé nell’esperienza alla Roma.

Handanovic e Candreva, gli altri ex

Oltre a Luciano Spalletti, contro l’Udinese a vivere una partita del tutto particolare saranno anche altri due ex di eccezione, Samir Handanovic e Antonio Candreva. Soprattutto il portiere sloveno, sbocciato proprio in maglia bianconera prima di spiccare il volo verso i pali di San Siro. Arrivato in Friuli appena ventenne, dopo una brevissima parentesi nella stagione 2004/05 Handanovic ha difeso stabilmente la porta dell’Udinese dal 2007/08 al 2011/12. Cinque stagioni per farsi apprezzare a livello nazionale e non solo, con il club friulano l’attuale portiere dell’Inter ha stabilito nella stagione 2010/11 il record di rigori parati in un campionato di Serie A (6 su 8 subiti). Importante ma meno fortunata l’esperienza di Candreva in Friuli: soltanto tre presenze in campionato nella stagione 2007/08 con la maglia bianconera per quello che adesso rappresenta uno dei tasselli principali dello scacchiere offensivo dell’Inter. Una curiosità però c’è: Candreva esordì in Serie A con la maglia dell’Udinese proprio contro l’Udinese. 

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