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Serie A, Juventus-Roma secondo Ranieri: "Che gara! E io punto su Dybala e Nainggolan"

Serie A

L'ex allenatore di Juventus e Roma presenta il big match dello Stadium: "Sarà una partita molto interessante e dura per entrambe le squadre. Il giocatore che preferisco dei bianconeri è Dybala, dei giallorossi Nainggolan. E che bravi Allegri e Di Francesco"

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Riflettori accessi allo Stadium: Juventus-Roma nell'analisi del doppio ex, Claudio Ranieri. L'allenatore del Nantes presenta il big match di questa sera nel corso di un'intervista rilasciata al Corriere dello Sport: "Sarà una partita molto interessante, tattica, difficile per le due squadre. La Roma perchè in casa della Juventus non è mai facile fare il risultato. In campionato ha perso soltanto quattro volte, da quando è stato costruito il nuovo stadio. E' ritornata in piena forma come solitamente fanno in questo periodo le squadre di Allegri. Va detto però che la Roma, nelle ultime cinque partite, ha fatto undici punti, mentre la Juventus dieci. Però la Juve è la Juve, e mi sembra ricominci a sentire la sua motivazione primaria. I giocatori che hanno comprato si sono inseriti tutti bene e cominciano a mettere le loro qualità al servizio della squadra. La Roma: Di Francesco sta facendo un gran lavoro, si vede che i giocatori si muovono all'unisono. Però, per vincere il campionato, mi sembra che la Roma faccia ancora pochi gol. Ho la classifica qui davanti, ventotto gol segnati e dieci subiti. I dieci subiti vanno bene, anzi benissimo perché ha la miglior difesa, ma come gol segnati è il sesto attacco, sedici meno della Juve. Sarà una partita bella, non vedo l'ora di gustarmela", le parole di Ranieri.

"Giocatori? Punto su Dybala e Nainggolan"

"Il reparto più forte della Juve è che tutti possono fare gol. È una squadra costruita con grandi campioni. E ora anche dietro cominciano a far quadrare i numeri. Mentre la forza della Roma io credo sia proprio il collettivo. Il lavoro tenace e il credere in quello che chiede Di Francesco. Oggi quella giallorossa è una squadra che sta sempre in trentacinque metri, compatta, i giocatori fanno correttamente quello che devono. A inizio stagione nessuno puntava sulla Roma di Di Francesco come possibile leader del campionato. Ora devono ricredersi tutti. Merito della società, dei giocatori e di un allenatore giovane e saggio", ha proseguito Ranieri. Che ha poi aggiunto: "Il giocatore bianconero che preferisco è Dybala. Mi piace, anche se adesso sta passando un momento di difficoltà. Ma è una fase di crescita che si può spiegare, nella vita di un giovane campione. Si è trovato al centro della burrasca mediatica ma sicuramente ne verrà fuori, perché è guidato da una grande società e da un grande allenatore. Della Roma invece senza dubbio Nainggolan: tecnica e carattere. Di quelli che ho allenato io dico Del Piero e Chiellini oltre a Buffon da una parte, Totti e De Rossi dall'altra".

Le esperienze di Ranieri con Juventus e Roma

"Quanto è difficile vincere a Roma e quanto è facile vincere a Torino? Come ho detto prima, a Torino se hai vinto hai fatto il minimo. A Roma vinci una partita e sei un eroe, ne perdi una e non sei nessuno. Purtroppo abbiamo questa mentalità, sbagliata. Ma riusciremo a cambiarla, ne sono sicuro. La forza dell'allenatore deve essere dimenticarsi di vivere a Roma e tirare fuori sempre il massimo dai propri giocatori. Avere giocatori con voglia di vincere, motivati, perchè l’allenatore può essere ambizioso, capace, ma il massimo che può ottenere è il cento per cento del proprio giocatore. Però se hai giocatori che non hanno motivazioni grandi, il cento per cento di un giocatore non motivato è sempre poco". Ranieri ricorda poi le sue esperienze sulle panchine di Juventus e Roma: "La Juve l'ho presa il primo anno dopo la serie B. Non c'era ancora questa società, non c'erano ancora questi dirigenti, per cui era tutto nuovo. Aver conquistato il primo anno il terzo posto è stato un buon risultato. Sentivo chiaramente che era una società super organizzata, dedicata alla vittoria. Quell'anno io non avevo i dieci, dodici campioni che aveva avuto chi c'era stato prima di me, in serie A. A Torino si capiva comunque che bisognava sempre vincere. E al primo anno dopo la serie B raggiungere subito la Champions fu considerata giustamente una vittoria. Alla Roma io sono arrivato a fine ciclo, ho preso la squadra a zero punti alla terza partita e siamo arrivati a trenta minuti dallo scudetto. Trenta maledetti minuti".

Su Allegri e Di Francesco

"Allegri è un allenatore che ha fatto vedere diversi moduli, ha grande intelligenza tattica, cambiando schema nel corso della gara. Ha saputo assumere l'eredità di Conte cambiando il giusto prendendo quello che doveva prendere e iniettando le proprie conoscenze tecniche alla squadra. Ha saputo navigare, farsi apprezzare dai propri giocatori, essere un leader. Di Francesco ha lavorato bene in provincia; questo è il suo primo incarico in una grande squadra e la sua forza è stata quella di essere, credo, rispettato da tutti. Non guarda in faccia nessuno. E fa bene. La squadra sembra aver mandato a memoria la sua idea di calcio. Gioca il 4-3-3, ma non è maniacale, integralista. Credo sia una risorsa per la Roma e credo sia per lui una magnifica occasione professionale", ha proseguito Ranieri.

"Nazionale? Se dovesse arrivare una richiesta chiederei al Nantes di lasciarmi libero"

"Tutti gli italiani vorrebbero allenare la Nazionale. Io a Nantes sto bene, anzi benissimo. Dovesse arrivare una richiesta, andrei dal presidente a chiedere di lasciarmi libero. Però credo che ora la cosa più importante sia rifare la Federcalcio, con energie e progetti nuovi. Tutto parte da lì, solo dopo viene il ct. Questo è il calcio di oggi, progetto e talento, mai separati. Allenare il Milan? A chi non piacerebbe? Sta attraversando un momento di difficoltà e si vede. Ci deve essere prima di tutto la società, con un disegno chiaro e la capacità di far marciare tutte le cose. Poi un allenatore e i giocatori, ma senza una società strutturata è dura...", ha concluso Ranieri.