La Roma scopre Antonucci: ecco chi è il nuovo talento giallorosso

Serie A

Fabrizio Moretto

Mirko Antonucci, contro la Sampdoria il suo esordio in A (foto LaPresse)

Il ragazzo classe '99 ha fatto ieri il suo esordio in Serie A, riuscendo in appena 17 minuti a fornire l'assist decisivo per il pari di Dzeko. Andiamo alla scoperta delle sue origini, dall'en plein di scudetti al tentativo di Mourinho di portarlo a Manchester

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Indossa la maglia numero 10, porta la fascia da capitano e gioca nella Roma. E, soprattutto, ha già vinto quasi tutto quello che c'era da vincere. Solo che ha appena 18 anni e in Serie A ha giocato poco più di 15 minuti. No, non siamo impazziti. E non stiamo nemmeno tentando di ripercorrere la carriera di uno dei più grandi giocatori della storia del calcio. Stiamo solo parlando di Mirko Antonucci, la nuova stellina giallorossa propagatasi quasi all'improvviso nel cielo di Marassi, dove è stato lanciato con coraggio ma altrettanta coscienza da Di Francesco nell'ultimo quarto d'ora della sfida contro la Sampdoria. La Roma era sotto 1-0, gli esterni titolari della partita, Defrel e Under (quelli pagati quasi 40 milioni in due), stanchi e con poche idee, gli esterni titolari e basta, El Shaarawy e Perotti, a casa infortunati, e allora ecco la soluzione: dentro il ragazzino. Risultato? Cross mobido di sinistro dopo una valanga di tentativi (di altri) andati a vuoto e pareggio di Dzeko.

"Ma questo per me è solo un punto di partenza". Bastano queste poche parole per capire l'ambizione e la fame di successo di questo giovane quasi predestinato, che nella Primavera di papà De Rossi gioca appunto da capitano e con la numero 10 e che da sempre può contare sul sostegno della propria famiglia. Un legame molto profondo soprattutto quello con la madre Lucia, che il ragazzino ha voluto onorare attraverso un tatuaggio sul braccio nel quale accanto al nome ha voluto far disegnare un occhio sempre vigile. Come a dire: io ci sono e voglio emergere, anche grazie a te. Possibilità, quella di venir fuori da uno dei vivai più competitivi d'Italia, che il giocatore si è costruito con sacrificio e qualità, la stessa che aveva colpito Bruno Conti quando aveva deciso di acquistarlo a 13 anni dall'Atletico 2000, formazione della periferia romana. 18 mila euro le cifre dell'operazione, grazie anche al lavoro del presidente Santopadre che aveva preferito cederlo alla Roma e non all'Inter, pronta a spendere quasi il doppio. Ora Antonucci di anni ne ha 18 e di strada ne ha già fatta tanta. Come? Scalando le gerarchie fin da piccolo, riuscendo così a entrare anzitempo nella Primavera e festeggiando subito uno scudetto da record, il terzo di fila dopo quelli vinti nelle categorie inferiori. L'anno dopo poi la conquista della Coppa Italia Primavera e della Supercoppa.

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Talento precoce, Antonucci è un calciatore tecnico che ama giocare sulle fasce d'attacco, puntare l'uomo e poi scegliere se percorrere l'esterno per andare al cross o puntare verso il centro per tentare la conclusione. Ieri, in pochi scampoli di partita, ha già fatto vedere tanto, sfiorando un esordio da sogno con gol al primo pallone toccato, se Dzeko non gliel'avesse sporcato, facendo poi da appoggio e sponda per i compagni e confezionando due ottimi cross dal lato sinistro, l'ultimo dei quali trasformato nella rete del pari dal colpo di testa del compagno bosniaco. E se fosse lui il sostituto del numero 9 ormai in direzione Chelsea? Un azzardo certo, ma Di Francesco ha dimostrato che il coraggio non gli manca. Con Schick e Defrel impiegati assiduamente da centrali, Antonucci rappresenterebe la soluzione in più sull'esterno, forse la lacuna che ha pagato la Roma negli ultimi due mesi circa. Un rischio, vero, ma non sorprenderebbe se l'allenatore fosse disposto a correrlo: "Ho avuto il coraggio di mettere un ragazzo del '99 in svantaggio, quindi non mi parlate di coraggio - ha detto ieri Di Francesco a fine partita -. Se venderemo Dzeko poi vedremo con chi sostituirlo, ma per ora è fantamercato. Nel mio modo di giocare certi tipi di movimenti sono fondamentali e oggi sono stati eccellenti. Sia negli attacchi centrali che in quelli esterni". Un riferimento anche allo stesso ragazzino di Colli Albani, a cui va parte del merito per l'1-1 finale. Lui però preferisce mantenere i piedi per terra: "Questo esordio e l'assist lo dedico alla mia famiglia che mi è sempre stata vicina, soprattutto a mia madre - ha raccontato al termine del match -. Fin da piccolo le ho sempre detto che sognavo l’esordio a Marassi, mi è sempre piaciuto questo stadio e penso che questa cosa mi abbia portato fortuna. È stata una bella emozione che ti ripaga di tutti gli anni in cui hai creduto e sudato. Ora continuiamo a lavorare sperando che questo diventi la normalità”.

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L'ammirazione di Mou e il primo contratto

La Roma e Monchi si sono subito accorti delle sue qualità e non hanno perso tempo a fargli firmare il primo contratto da professionista perché il Manchester United e Mourinho erano già in agguato, pronti a soffiarlo. Ora il futuro è tutto dalla sua parte, ma Antonucci non vuole fare salti pindarici ma godersi il momento con l'affetto degli amici, della famiglia e della ragazza Claudia. Sognando un giorno di seguire le orme di Neymar, uno dei suoi idoli, ma con la maglia giallorossa, quella che ha sempre amato e che sogna di vestire da quando era bambino.

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