Roma-Benevento, rete di Ünder: finalmente 'Cencio', i giallorossi si godono i gol del turco. VIDEO

Serie A

Fabrizio Moretto

Il 20enne turco, dopo essersi sbloccato contro il Verona, offre un'altra prestazione maiuscola e punisce il Benevento con una doppietta e un assist. Arrivato come un crack in Italia, ha faticato nei primi mesi ad ambientarsi ma ora sta sbocciando grazie a una forte personalità

Se è quello visto e ammirato contro Verona e Benvento allora siamo davanti a un potenziale grande campione. Se in realtà corrisponde più a quello visto nel girone d'andata allora sarà ricordato come uno dei tanti flop passati per la Serie A. I giudizi nel calcio spesso sono affrettati, ma non si può evitare di mettere in risalto il momento di Cengiz Ünder, l'uomo che ha sconvolto le ultime due settimane della Roma, con prestazioni da urlo, condite da tre gol e un assist. Gol che hanno portato 6 punti ai giallorossi dopo un lungo periodo di magra e hanno riscattato una prima parte di stagione al di sotto delle aspettative. Da capire nelle prossime partite se il salto di qualità sia avvenuto in concomitanza del cambio di modulo effettuato da Di Francesco, passato al 4-2-3-1, o se si sia trattato solo di una coincidenza. Ciò che è certo è che il turco è stato l'uomo copertina in entrambe le vittorie, mettendo carattere in un momento di grande difficoltà per tutta la squadra. Ünder aveva dimostrato la personalità fin dal suo primo giorno passato a Trigoria, quando in conferenza stampa aveva dribblato con stile il paragone con Dybala: "Ci assomigliamo per la struttura fisica, ma qui mi ricorderete come Cengiz". Poi era arrivata anche la benedizione di Totti, che gli aveva fornito il suo caloroso benvenuto e i tifosi che, ancora tristi per il ritiro del loro capitano, sognavano di aver trovato un altro numero 10 dai grandi numeri. Quegli stessi tifosi che, accostato il nome del turco ai giallorossi, si erano precipitati su YouTube per vedere le sue giocate con la maglia del Basaksehir, una squadra che in patria stava per ripetere un'impresa stile Leicester. Facilità di dribbling, corsa, buona forza fisica nonostante i 173 cm di altezza e un mancino delicato in grado di produrre 7 gol e 5 assist nella stagione precedente. Una scommessa di Monchi secondo alcuni, perché la SuperLig turca non è al livelllo del campionato italiano. Un rischio che anche tanti allenatori fantacalcistici avevano voluto provare, rimanendo a bocca asciutta fino a due settimane fa.

Già nella sfida casalinga contro la Sampdoria Ünder aveva dato segnali di crescita ed era stato lui a conquistare il calcio di rigore, poi fallito da Florenzi. A Verona contro l'Hellas invece erano bastati 43'' per accendere la luce e sbloccarsi dal punto di vista realizzativo, ma non solo. Fonti vicine al giocatore sostengono infatti che la prodezza contro i gialloblù lo abbia caricato tantissimo e i risultati si sono visti contro il Benevento. Il più brillante in fase offensiva in un primo tempo abbastanza sottotono per la Roma, Cengiz è salito definitivamente in cattedra nella ripresa. Prima lo spunto nell'unico contro uno con Costa, con tanto di cross al bacio con il piede destro, un'anomalia per un calciatore mancino, per il colpo di testa vincente di Dzeko. Poi la doppietta personale, con un sinistro sul primo palo e uno sul secondo, marchio di fabbrica della sua giovanissima carriera. Gol che permettono alla Roma di riportarsi al quarto posto, a -1 dall'Inter. Proprio ai nerazzurri giocava l'ultimo turco capace di segnare una doppietta in Italia, Emre Bielozoglu. La vittima? La Lazio, la terza squadra in lotta per la Champions. Triangoli e coincidenze che rendono ancora più accattivante il profilo dell'esterno turco, sul podio nella categoria 'Giovani' nel weekend di Sanremo insieme a Cutrone e Karamoh.

La parabola di Cengiz

Tra agosto e febbraio quella del turco è stata una lenta, lentissima scoperta. Strappato alla concorrenza del City, il turco era arrivato con una bella dose di pressione alle spalle, ovvero confermarsi come un crack a livello europeo per ripagare i 13 milioni spesi. I primi allenamenti erano stati incoraggianti e il suo primo gol nella partitella con i compagni era stato un manifesto delle sue caratteristiche: taglio alle spalle del difensore, preso in velocità, e tiro vincente sotto la traversa. Contro il Tottenham, nella tournèe estiva, era arrivata anche la prima rete contro un avversario vero, segnato da rapinatore d'area. Nelle prime presenze ufficiali invece aveva incontrato tante difficoltà, a partire dal debutto contro l'Inter e dall'esordio da titolare la settimana successiva contro il Verona. Da lì in poi altri spezzoni di partite e due occasioni sprecate per mettersi in mostra contro Crotone e SPAL. Sembrava faticare ad adattarsi al ritmo italiano e per lui si era parlato anche di un possibile prestito in una realtà più piccola, al fine di migliorarne l'ambientamento. Ünder a quel punto ha dimostrato ancora personalità, chiedendo di restare per giocarsi le sue carte. E lo ha fatto benissimo, ripartendo dal primo minuto nel match di recupero contro la Samp, a causa delle assenze contemporanee di Perotti ed El Shaarawy. Una prestazione sufficiente che gli ha garantito la riconferma nella sfida di ritorno disputata quattro giorni dopo, da cui uscito come uno dei meno peggio nel disastro generale giallorosso. Al Bentegodi ha deciso infine di uscire definitivamente dall'anonimato e risollevare le sorti della squadra di Di Francesco, reduce prima di allora da 6 gare consecutive senza vittoria. Né lui né la Roma hanno però voglia di accontentarsi, per questo preferiscono mantenere un profilo basso. Il turco può crescere ancora tanto e può essere la chiave per tornare a rendere efficiente la fase offensiva, come successo contro il Benevento. I tifosi sperano di aver trovato il loro nuovo idolo.

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