Inter, Spalletti accusa: "Manca qualità". Ecco perché ha ragione o torto

Serie A

Lo sfogo dopo il match pareggiato a San Siro con il Napoli ha generato discussioni. "L'Inter ha poca qualità", è davvero così? Eppure la squadra di Spalletti, in due partite, non ha subito gol contro una squadra che a detta di tutti gioca il miglior calcio d'Italia

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La domanda è lecita: "Il Napoli ha più qualità dell'Inter?". Stando alle parole di Luciano Spalletti nel dopogara di San Siro, la risposta pare affermativa. La frase dell'allenatore dell'Inter può voler dire tutto e niente se non si definisce innanzitutto il concetto di qualità e come lo ha inteso Spalletti stesso. Molto probabilmente l'allenatore nerazzurro si riferisce alla qualità offensiva, ovvero alla capacità che l'Inter dovrebbe avere nello sfruttare a dovere la fase di possesso offensivo derivata da una palla recuperata, da una transizione positiva o da una costruzione. Da qui un ulteriore distinguo dal momento che la qualità di cui parla Spalletti non è soltanto una qualità tecnica ma anche una capacità tattica di operare scelte giuste al momento opportuno. Riccardo Trevisani e Lele Adani, in telecronaca, hanno commentato, attraverso l'uso di Sky Tech, alcune situazioni di gioco che in parte evidenziano la difficoltà dell'Inter nella fase di produzione del gioco, altre mettono in risalto la solidità difensiva dei nerazzurri. E poi c'è il Napoli che, nonostante il suo bel gioco, non è riuscito a trovare il gol in due gare contro l'Inter.

La compattezza difensiva

Quella che manca all'Inter non è certamente la qualità difensiva. La retroguardia nerazzurra è solida, non rischia molto, è aiutata dal centrocampo e resta generalmente compatta, anche se, nello specifico della partita contro il Napoli, molto bassa. Contro il possesso di Sarri, fatto di continui passaggi corti e rotazioni dei centrocampisti, Spalletti ha opposto un 4-4-2. "Quando l'Inter fa palleggiare il Napoli si schiera con le linee molto vicine, Rafinha e Icardi si dividono il campo con i centrali del Napoli e provano a schermare Jorginho", spiega Lele Adani. Un atteggiamento di grande attenzione e di capacità di difendere la zona centrale del campo, quella che generalmente Sarri vuole guadagnare per poi affondare l'azione o su Insigne e Callejon oppure su Mertens.

Il rischio di subire un'imbucata

Le linee così compatte permettono di avere una copertura pressoché totale del campo. Ma il calcio è un gioco dinamico e il Napoli con la sua capacità di muovere continuamente il pallone costringe l'Inter e i suoi giocatori a fare delle scelte: "Icardi va su Albiol, Rafinha è su Jorginho ma poi si alza sull'altro centrale dell'Inter e si genera il rischio imbucata, con il Napoli che prova a giocare dentro la linea di pressione nerazzurra", spiega ancora Adani. Tuttavia questo atteggiamento limita, in diverse circostanze la libertà dei centrocampisti del Napoli di agire alle spalle dei centrocampisti dell'Inter impedendo ad Hamsik e Allan soprattutto di attaccare direttamente la linea difensiva di Spalletti.

Inter, rotazione esterno-interno solo a destra

Ciò che manca all'Inter, abbiamo detto, secondo Spalletti è soprattutto la qualità nella gestione del possesso che poi deve portare alla preparazione dell'azione offensiva. Nello specifico della partita contro il Napoli, manca sicuramente varietà, o meglio, la doppia possibilità di sviluppare indifferentemente il gioco, in un certo modo, sia a destra che a sinistra. "Cancelo e Candreva si mettono sempre nelle condizioni di combinare con il pallone, Candreva si apre, Cancelo si stringe e viceversa, il problema è che l'Inter lo fa solo a destra ma a sinistra Perisic non si è mai visto", commenta in partita Adani. A differenza del Napoli che di volta in volta sceglie il lato da attaccare: attraverso la sua fitta rete di passaggi sposta il pallone da destra a sinistra e poi trova la soluzione migliore per affondare con Insigne e con Callejon.

Inter, scelte offensive non sempre corrette

La mancanza di qualità di cui parla Spalletti si riferisce, per la maggior parte, a situazioni come questa. Premesso che l'Inter ha un modo di attaccare differente dal Napoli che preferisce il gioco corto allo spazio lungo, essendo l'Inter una squadra che attacca diversamente la profondità (restando bassa e creando spazio alle spalle della retroguardia del Napoli) deve operare scelte migliori di questa. "Da Rafinha mi aspetto che veda Candreva che attacca lo spazio, perché quella era la palla da mettere per mandarlo in porta", dice ancora Adani in telecronaca. E invece Rafinha preferisce giocare a sinistra anziché premiare Candreva che attacca lo spazio che il Napoli lascia scoperto. In questo caso Rafinha ha la qualità tecnica per fare quel passaggio ma non ha avuto la capacità tattica di operare una scelta più efficace di quella operata.

La pazienza di Hamsik, lo smarcamento di Insigne

In questa circostanza appare evidente la differenza, come dicevamo, di effettuare scelte opportune e più efficaci. Rispetto a Rafinha che ha fretta di servire Perisic e non si accorge dell'arrivo di Candreva, Hamsik, nel traffico, ha la capacità di attendere il movimento di smarcamento di Insigne che parte da una posizione di fuorigioco, alle spalle di Skriniar che non lo vede, e rientra successivamente in gioco con i tempi giusti, sbucando davanti ai difensori nerazzurri. Hamsik ha la capacità e la pazienza di aspettarlo e servirgli un pallone con lo spazio sufficiente per girarsi e calciare.

Il Napoli "genera" spazio dove non c'è

Dopo aver elogiato la solidità difensiva nerazzurra che contro il Napoli, in due partite, non ha subito gol, in quest'azione si evidenzia tutta la differenza di cui parla Spalletti. Allan ha un pallone oltre la metà campo, ha la possibilità di "aprirlo" a destra o a sinistra in maniera pressoché indisturbata ma "vede" una soluzione migliore giocando una palla corta, verticale, oltre la linea di pressione nerazzurra: via più veloce per arrivare nei pressi della porta. Questa è una qualità tattica (individuale di Allan e di squadra attraverso il movimento oltre la linea) a cui si associa la successiva qualità tecnica di Mertens e Insigne che alla fine però sbaglia la conclusione. "Come dico sempre qui lo spazio non c'è ma viene generato dalla tecnica e dalla qualità nella velocità", conclude Adani.

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