Crotone-Bologna, Zenga: "C'è troppo disfattismo. Siamo feriti, non morti"

Serie A
Zenga, Crotone (Ph crotonefc.it)

L'allenatore della formazione rossoblù presenta la sfida contro il Bologna: "Noto un disfattismo clamoroso, parlare sempre di crisi e nervosismo crea apprensione e paura. Siamo feriti, ma non siamo morti"

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Una classifica che al momento sicuramente non sorride, ma che allo stesso tempo lascia ancora apertissimo il discorso salvezza: Crotone terzultimo a quota 24 punti, due in meno rispetto alla Spal che lo precede. "Noto che c'è un disfattismo clamoroso. Io non voglio cambiare il mondo, non sono Don Chisciotte, ma nel calcio non si può prevedere cosa accadrà nella prossima gara, che io penso sempre di poter vincere. Leggere sempre che c'è crisi, che c'è nervosismo, crea apprensione e paura. L'ho detto, siamo feriti ma non morti”, è questo il messaggio lanciato da Walter Zenga nel corso della conferenza stampa alla vigilia della sfida con il Bologna, gara che si disputerà domenica pomeriggio allo stadio Ezio Scida. "La squadra sa dell’importanza della gara ed è concentrata. Se vogliamo vedere la negatività, i numeri dicono che delle ultime 6 gare ne abbiamo perso 5, ma mi piace ricordare che con la Roma non meritavamo di perdere e la gente era contenta di come giocavamo, abbiamo incontrato la Fiorentina che in questo momento fa gol a tutti e poi probabilmente a Torino abbiamo pagato troppe situazioni negative", ha aggiunto l'allenatore del Crotone.

"Troppa paura intorno a noi"

Walter Zenga ha poi analizzato così il momento attraversato dal suo Crotone, reduce da tre sconfitte consecutive in campionato: "Quando eravamo al completo le cose funzionavano diversamente e meglio. Io non cerco alibi, sono sempre sereno e tranquillo, ma abbiamo avuto una serie di sfighe mostruose tra cui l'ultima riguarda Benali (stagione finita per lui, ndr). Per il Crotone è tanto perdere tre pezzi fondamentali come Nalini, Budimir e in ultimo Benali. Noi abbiamo giocato bene, e per noi intendo squadra, società, tifosi, giornalisti, perché non avevamo paura. Quando arriva la paura, si comincia a pensare troppo e si trasmette apprensione a squadra ed ambiente", ha concluso l’allenatore del Crotone.

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