Serie A, lo spettacolo è qui. Senza invidiare niente a nessuno

Serie A

Massimo Corcione

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La 33^ giornata di campionato ci ha dato una certezza: la nostra Serie A, inimitabile con quei testacoda che solo qui producono brividi, può contare sugli allenatori più bravi in assoluto, i più preparati, i più imprevedibili. E il prossimo appuntamento è semplicemente il migliore: domenica si gioca Juventus-Napoli

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Un campionato così equilibrato si fa fatica a ricordarselo, in Italia. Per una volta non dobbiamo invidiare niente a nessuno, lo spettacolo è qui. E il merito - sarà bene ribadirlo - è dei generali che siedono in panchina. Sono i più bravi in assoluto, i più preparati, i più imprevedibili. Anche Allegri, che aveva individuato tutti i rischi che avrebbe potuto riservare la trasferta a Crotone. Non aveva previsto la rovesciata Rolando-style di Simy, africano passato attraverso la scuola di formazione portoghese. Eccola, la nostra serie A, inimitabile con quei testacoda che solo qui producono brividi. Impossibile che due squadre divise in classifica da cinquantasette punti possano produrre l'illusione di uno scontro alla pari. Invece, è quello che è accaduto in Magna Grecia, il ricordo resisterà per generazioni, anche in una mente come quella di Walter Zenga sovrappopolata di memorie rilevanti. Da calciatore non gli era capitato spesso incontrare la Juve partendo da una posizione di così evidente svantaggio. Pareggiare regala un senso di appagamento particolare. Difficile prevedere le conseguenze di un simile risultato, il vantaggio di cui dispongono i campioni in carica li mantiene in una situazione di maggiore tranquillità, quella tranquillità che oggi si è vista pochissimo. Higuain e Dybala fermati a Crotone rimangono ancora un'eccezione.

Per domenica, tenetevi liberi: non conta per quale squadra tifiate, si gioca Juventus-Napoli, il meglio del meglio che questa stagione possa riservare. Una partita che proprio questa straordinaria giornata infrasettimanale ha rivalutato. "Ora ci possiamo divertire", è stata la dichiarazione programmatica di Sarri, che per qualche giorno almeno potrà evitare l'assedio con la solita domanda: resterà a Napoli o proverà nuove emozioni in giro per il mondo? Soprattutto avrà tempo per pensarci, sempre che le emozioni che vivrà a Torino non gli facciano scacciare ogni tentazione di cambiamento. Prima dovrà decidere su altri cambiamenti da apportare magari in formazione: Milik, per esempio, è stato sempre protagonista quando è partito riserva, ma è detentore di un effetto freschezza, importantissimo a questo punto della stagione. Contro l'Udinese l'effetto Milik è stato chiarissimo e prezioso. Finora aveva autografato soprattutto le occasioni mancate: la rovesciata fermata dalla traversa a Reggio Emilia e il tiro deviato con l'ultima stilla d'energia da Gigio Donnarumma. L'ultimo episodio stava per scatenare una nuova questione meridionale. Ora è diventato solo affare di Sarri, e indirettamente di Allegri. Sogno o incubo? Tre giorni per conoscere la risposta. Vale uno scudetto.

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