Inter-Juve e non solo, quest'anno gli scontri diretti si decidono al 90'

Serie A

Inter-Juve è solo l'ultimo episodio di una serie in cui gli scontri diretti quest'anno vengono decisi proprio al 90'. Settimana scorsa era toccato a Koulibaly e al Napoli festeggiare a tempo quasi scaduto, un po' come successo dopo la rimonta contro il Chievo firmata da Milik e Diawara

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«Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco». Il Trap lo ripeteva spesso, una frase che oggi rappresenta al meglio l’andamento di questo campionato, pazzo e incerto fino all’ultimo secondo di gioco. La sfida tra Inter e Juve, finita con la rimonta tra l’87’ e l’89' firmata dall’autogol di Skriniar e la zuccata di Higuain, ha fornito l’ennesima dimostrazione che quest’anno non bisogna festeggiare in anticipo e dare nulla per scontato fino al triplice fischio dell’arbitro perché la sorpresa è dietro l’angolo. Erano anni infatti che non assistevamo a così tanti scontri diretti decisi a tempo quasi scaduto, pronti a rivoluzionare scenari di classifica in un batter d’occhio. Lo si era capito il 3 marzo, giorno prima della tragedia che aveva colpito Davide Astori, quando Dybala aveva tirato fuori dal cilindro la giocata che aveva permesso alla Juve di passare sul campo della Lazio ed effettuare il virtuale sorpasso – mancava da giocare il match di recupero contro l’Atalanta – sul Napoli, battuto qualche ora dopo con un sonoro 4-2 dalla Roma. Quella rete era arrivata al 93’, praticamente lo stesso minuto in cui sempre Dybala, nella sfida d’andata, si era fatto parare il rigore da Strakosha e sancito la sconfitta dei bianconeri contro la squadra di Simone Inzaghi all’Allianz Stadium.

La fortuna, o meglio l’audacia, della rete in zona Cesarini si era invece poi rivolta contro la Juventus più o meno un mese dopo quando, nell’extratime del ritorno di Champions in casa del Real Madrid, un discusso penalty trasformato da Cristiano Ronaldo aveva sbattuto fuori dall’Europa la formazione bianconera con tanti rimpianti e una serie di polemiche. Una maledizione che la squadra di Allegri aveva rivissuto sulla propria pelle la scorsa settimana nel momento in cui, a pochi secondi dallo scoccare del 90’, un colpo di testa di Koulibaly aveva fatto impazzire l’intero popolo napoletano e riaperto clamorosamente la corsa Scudetto a quattro giornate dal termine del campionato.

Da 0-1 a 2-1 in quattro minuti, la rimonta del Napoli contro il Chievo

Minuti finali che agli azzurri, prima della rete vincente del difensore senegalese, avevano sorriso già un’altra volta. Alla 31^ giornata infatti, la stagione per Hamsik e compagni sembrava a un passo dal compromettersi definitivamente. La Juve aveva vinto con fatica 4-2 a Benevento, alla vigilia della trasferta del Bernabeu, mentre il Napoli il giorno dopo era sotto al San Paolo contro il Chievo, in grado di strappare un punto contro gli azzurri anche nel girone d’andata. A riaccendere l’entusiasmo del pubblico napoletano era stata un’incredibile rimonta realizzata tra l’89’ e il 93’. Prima era arrivato il momentaneo pareggio sul colpo di testa di Milik, tornato al gol dopo quasi 8 mesi di digiuno per via dell’infortunio, e poi la rete della vittoria a completare la festa, con la prima gioia personale in Serie A – un bel destro a giro sul secondo palo - di Diawara.

    

Szczeny para su Schick e regala il primo last minute alla Juve

Meno piacevole per i ragazzi di Sarri erano stati invece gli ultimi istanti del 30° turno. A Reggio Emilia, contro il Sassuolo, il Napoli era riuscito sì a trovare all’80’ la rete – o meglio l’autorete di Rogerio -, utile a strappare un pari, ma allo stesso minuto, nel match serale tra Juventus e Milan, il dislivello in classifica si era allargato a causa del gol di Cuadrado, a cui aveva fatto seguito il definitivo 3-1 di Khedira. Ora la speranza degli azzurri di riuscire a effettuare il sorpasso in testa alla classifica, oltre che a vincere tutte le proprie partite, risiede nella Roma, prossima avversaria esterna della Juve tra due settimane. Proprio all’andata contro la squadra di Di Francesco, i bianconeri avevano ottenuto il primo successo last minute in uno scontro diretto di questo campionato. Il gol partita era arrivato molto prima, al 18’, siglato da Benatia, ma l’episodio decisivo si era concretizzato proprio all’ultimo minuto di recupero quando, un altro ex della partita, Szczesny, aveva effettuato una parata da tre punti ipnotizzando Schick, lanciato a tu per tu con l’estremo difensore polacco. 

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