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Inter-Napoli, Chivu: "Grande stima per Conte, è un vincente"

L'allenatore nerazzurro alla vigilia del big match col Napoli: "Siamo consapevoli sia una partita che può indirizzare la stagione. Problema scontri diretti? Siamo davanti a squadre che ci hanno battuto, è questa la realtà. Conte negli anni si è evoluto, fa cose adatte al calcio di oggi. Noi giovani allenatori abbiamo tanto da imparare da lui. Darmian? Sta meglio ma non sarà convocato"

INTER-NAPOLI, LE PROBABILI FORMAZIONI

Termina qui la conferenza di Chivu.

Domanda dalla Francia con L'Équipe: da noi c'era grande curiosità su come l'Inter sarebbe ripartita dopo la sconfitta col Psg. Come ha trovato la squadra in questi mesi?

"Non auguro a nessuna squadra al mondo di vivere quello che questa squadra ha vissuto nell'ultima finale. I ragazzi devono essere consapevoli che l'anno scorso sono stati competitivi in tutti i modi possibili, e non devono perdere quella voglia. Ci hanno messo la faccia, il coraggio di fare determinate cose. Hanno perso, ma hanno saputo rialzarsi, perché le persone forti cadono ma sanno rimettersi in gioco. È la vita. Cadi, piangi e ti rialzi, è un ciclo della vita. I campioni non puntano il dito verso le scuse, tornano a lavorare".

Ieri il Napoli con Manna ha parlato di arbitri? Questo toglie serenità ai giocatori e agli arbitri?

"Non so quale sia la verità sui giocatori. La nostra società ha scelto: a noi non interessa cosa fanno gli arbitri, pensiamo solo a noi stessi. Ho parlato spesso di essere più forti delle ingiustizie, ho cercato di trasmettere questo. E sto ancora combattendo, perché la cosa più facile per chiunque nel mondo è cercare alibi. Ci sono valori che cerco di trasmettere: le persone vengono prima di tutto, anche se a volte mettiamo etichette".

Ha dei dubbi di formazione? Il centrale difensivo è Akanji? E la mezzala sinistra è Zielinski?

"Io ho sempre dubbi. Oggi sono buono, vi dico che Luis Henrique giocherà".

Come sta Darmian? E Dumfries? Luis Henrique le può giocare tutte?

"Giocare sempre non è semplice, ma abbiamo alternative e ci inventeremo qualcosa, come sempre. Gli allenatori devono sistemare problemi, non crearli. Darmian è due giorni che si allena col gruppo, ma è da ottobre che non gioca; non sarà convocato ma spero di ritrovarlo al più presto. Dumfries ancora non l'ho visto, tornerà a fine gennaio dal processo di riabilitazione in Olanda, dove è seguito dal nostro staff medico. Una volta tornato inizierà con la parte atletica. Spero di averlo per fine febbraio, ma non sono un medico…".

Luis Henrique è diverso rispetto a Dumfries? È importante che come braccetto ci sia un Bisseck che avanza di più e non Akanji?

"Ma Bisseck avanza poco. Aggiunge qualcosa nella mobilità. Luis Henrique è migliorato molto dal punto di vista tattico, ci dà una grossa mano. Sono felice per lui. Molti giocatori dicono che non leggono e non sentono nulla, invece lo fanno. Qualche critica gli è arrivata, forse anche io ho fatto un errore di comunicazione dicendo che non era pronto, ma con umiltà e lavoro è cresciuto. Siamo contenti di vederlo in campo col suo sorriso e la sua eleganza, poi sappiamo che deve tirar fuori qualcosa di più a livello caratteriale, ma indossare la maglia dell'Inter non è semplice, ricordiamocelo".

C'è un po' di paura scontri diretti? E il pari sarebbe un risultato negativo?

"Non ho mai parlato e visto paura negli scontri diretti. Ripeto: siamo tutti consapevoli dell'importanza della partita di domani e di come siamo maturati rispetto alla partita di andata. Abbiamo aggiunto cose, non tolto. E poi la bellezza del gioco e i risultati sono venuti fuori. Così cresce la consapevolezza. Pareggio? Non lo so, so cosa vuol dire lavorare, avere una certa mentalità". 

C'è un problema big match?

"Nel calcio c'è sempre da migliorare. È troppo facile parlare di scontri diretti non vinti o meno, la realtà mi dice che siamo primi in classifica, abbiamo più punti di altri che ci hanno battuti. Poi, ovvio, siamo consapevoli dell'importanza di queste partite, ma tutte contano".

Cosa si aspetta dalla sua Inter?

"Per arrivare al Napoli devi passare dal Parma e da tutte le partite precedenti. E noi vogliamo trasmettere che tutte le partite vanno viste in maniera seria. Il campionato è una maratona. Vogliamo dimostrare che questo gruppo ha ancora l'ambizione giusta, quella di essere competitivi. Vogliamo far meglio di quanto successo all'andata, c'erano stati anche certi episodi, ma in questi due mesi siamo migliorati nell'allenare anche l'ingiustizia, a non pensarci. A pensare a noi e al nostro valore". 

Cosa ne pensa di Conte?

"Ho una grande stima di Conte. Allenava quando io ancora giocavo, gli avevo già fatto i complimenti al tempo. Poi si è evoluto, fa cose adatte al calcio di oggi. È un vincente, noi giovani allenatori abbiamo tanto da imparare da lui. Non c'è nessuna sfida Conte-Chivu, ultimamente, forse, si sta un po' esagerando sul cosa rappresenti l'allenatore. Ovvio che incida, ma il calcio deve restare a livello di giocatori e di tifosi".

Un girone dopo l'andata siete primi in classifica. Prevale la voglia di andare in fuga o il timore che il Napoli arrivi a -1?

"Dipende a chi rivolgi la domanda, noi vogliamo andare a +7. C'è ambizione, voglia, concentrazione, responsabilità ed equilibrio. Tutto questo indirizza la partita. Ultimamente stiamo dando continuità ai risultati e nell'interpretazione delle partite. La nostra unica certezza è il lavoro. Saremo pronti a una grande gara, consapevoli che sarà una partita che può indirizzare la stagione".

Com'è cambiato il Napoli?

"E' passato poco tempo, è vero che hanno cambiato il sistema e qualche interprete diverso, ma sono una rosa forte. Sarà una partita dura, servirà la massima attenzione nella mente di tutti. Sarà una partita che vivrà di episodi".

Com'è cambiata la squadra da Napoli a Napoli?

"Col lavoro, dando continuità a quanto di buono fatto. Con ambizione. Ci sono stati alti e bassi, ma con la voglia di migliorare sempre",

Tra pochi minuti inizierà la conferenza stampa di Cristian Chivu

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