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Roma, De Rossi: "Orgogliosi di noi, ora i giocatori non vogliono andare via"

Serie A

Il capitano della Roma ha tracciato un blilancio della stagione giallorossa ospite al "Club" di Caressa: "Abbiamo fatto più di quanto pensassimo in Champions, la società è cresciuta e possiamo colmare il gap con le altre". Sullo Scudetto: "Allegri un vincente ma Sarri mi ha emozionato"

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Ospite a Sky Calcio Club per tracciare un bilancio della stagione di una Roma che ha centrato il terzo posto in campionato, conquistato una semifinale di Champions eliminando nell'incredibile notte dell'Olimpico il Barcellona e sfiorando l'impresa anche contro il Liverpool. Daniele De Rossi parla dell'anno vissuto dai giallorossi con la consapevolezza di chi sa che il club ha fatto un primo salto di qualità. La società ha garantito solidità e organizzazione, Eusebio Di Francesco ci ha messo le idee da trasferire a una squadra nuova che ha avuto difficoltà all'inizio ma che poi ha raccolto i frutti di quanto seminato. E la Roma ripartirà dal prossimo campionato con la voglia di poter lottare fino in fondo con Juventus e Napoli.

Stagione che ci rende orgogliosi

"Una stagione che se la valutiamo adesso a piazzamenti quasi fatti, può solo che renderci orgogliosi. Abbiamo fatto qualcosa in più di quello che potevamo fare in Champions, e un po' meno di quello che potevamo fare in campionato. Perché riteniamo che vincere il campionato, attualmente, sia l'obiettivo che può essere alla nostra portata: provare a scucirlo ai ragazzi che lo indossano in questo momento".

Di Francesco, idee nuove da capire

"Si è dimostrato più che bravo ma c'era bisogno per capire, per una squadra nuova, cosa lui voleva da noi: quando fare certe giocate, quando andare a pressare. E lui ha avuto bisogno di tempo per capire cosa noi potessimo dare. Anche quello è stato un gap che abbiamo pagato sicuramente nei confronti del Napoli. Non siamo meno forti di loro ma non giochiamo meno bene di loro. Abbiamo cominciato a giocare davvero bene da febbraio/marzo e allora il prossimo anno, dal momento che ci conosciamo potremmo anche colmare questo gap".

A Roma i giocatori non volevano restare, adesso sì

"La società quest'anno ha fatto passi in avanti. La Juve vince, perché spende tanto ed è inevitabile che quello diventi il modello da seguire e venga ritenuta la società migliore. Ma da questo punto di vista abbiamo fatto tanti passi in avanti, stiamo crescendo, e questa percezione di crescita della società la si sente anche all'interno dello spogliatoio. Prima a Roma, a fine stagione c'è chi diceva: 'Non vedo l'ora che finisca questa stagione, io me ne vado', queste cose ma adesso non è più così. Vedi gente che sta bene. Le due serate di Champions ci hanno dato notorietà, ci ha fatto bene all'ego. Ci manca quello che hanno loro (la Juve), il martellare domenica dopo domenica squadre inferiori, sapere mantenere una certa superiorità in partite difficili. Hanno fatto tante partite anche giocando male ma le hanno vinte tutte. Con l'Inter hanno giocato in superiorità numerica ed erano irriconoscibili per chi li ha visti quando giocano davvero bene, ma hanno vinto. Questa è quella cosa che fa la dfferenza tra loro, noi, Napoli, Milan o Inter".

Bene i club italiani in Europa, ma la Nazionale...

"In Europa quest'anno le squadre di club italiane hanno fatto bene. Noi, la Juve, anche la Lazio ha sfiorato la semifinale di Europa League, il precedente era quello che abbiamo combinato noi nello spareggio contro la Svezia. Durante il girone eliminatorio non avevamo fatto peggio di altre nazionali importanti, poi lì è sucesso qualcosa che se rigiocassimo le stesse partite altre venti volte non succederebbe, ma quelle due erano quelle che contavano."

Allegri? Chi vince ha ragione ma Sarri mi ha emozionato

"Partiamo dal presupposto che con i risultati che ha fatto Allegri in questi anni, ha sempre ragione lui. Ha fatto delle cose straordinarie, ripetute nel tempo. Ma penso anche che si può fare di più, si può creare di più, che non tutto dipende dei giocatori, poi è normale che sono loro a fare la differenza, perché se sono più forti o più in forma vinci. Però secondo me il Napoli ci ha dato una risposta grande. Il valore complessivo della Juve è superiore a quello del Napoli, non ci sarebbe un motivo perché il Napoli debba stare così vicino alla Juve se non per il gioco che ha espresso. Ha giocato meglio, sempre, avrebbe meritato di finire il campionato all'ultima giornata con una corsa spalla a spalla. Io non sono né tifoso, né simpatizzante del Napoli ma devo dire che Sarri mi ha emozionato. Poi, se sono un presidente e mi date Allegri me lo tengo ben volentieri".