Napoli-Milan, le chiavi tattiche dell'anticipo della seconda giornata di serie A

Serie A

Daniele V. Morrone

Gennaro Gattuso sfiderà il suo più grande maestro, Carlo Ancelotti, in una gara in cui continueremo a osservare come cambia il Napoli e come si presenta il Milan a questa Serie A

NAPOLI-MILAN: LA PARTITA

SERIE A, LE PROBABILI FORMAZIONI DELLA SECONDA GIORNATA

Questa è la prima preparazione che Gattuso ha potuto fare come allenatore del Milan e l’esordio in campionato contro il Napoli lo metterà subito davanti alla necessità di scegliere come affrontare un avversario sulla carta più forte.

Gattuso e Ancelotti hanno condiviso tanti anni e sicuramente ci sarà tanto del modo di pensare calcio di Ancelotti nei metodi di Gattuso. Capita raramente che un giocatore tanto importante per la carriera di un allenatore possa poi affrontarlo come allenatore avversario. Proprio il rispetto che Gattuso porta nei confronti di uno dei suoi mentori lo si vedrà nel livello di dettaglio che la sua strategia prevederà contro il Napoli, una squadra di cui abbiamo già potuto apprezzare i cambiamenti della nuova gestione nel suo esordio stagionale.

Contro la Lazio abbiamo potuto intuire alcuni temi tattici che Ancelotti ha inserito all’interno del sistema, come la fluidità del centrocampo e la simmetria dell’uscita del pallone, che mostrano la voglia di dotare la squadra di un sistema che parta dal precedente, ma che prosegue per una versione rinnovata.



Il nuovo centrocampo del Napoli



La posizione di Hamsik come regista del Napoli è stato l’argomento più caldo della preparazione estiva. La partenza di Jorginho non è stata assorbita però dal solo slovacco nelle stesse funzioni, sarebbe impossibile visto le caratteristiche differenti dei due giocatori. Ancelotti ha sì arretrato Hamsik nel raggio di azione, ma ha preparato un sistema nel quale il centrocampo ha delle posizioni più fluide al momento dell’impostazione del pallone: in sostanza il Napoli abbassa una delle mezzali all’altezza di Hamsik (solitamente quella del lato del pallone) così da creare un quadrilatero con i due centrali difensivi e da lì impostare la manovra.

La mezzala opposta a quella che si abbassa deve muoversi in avanti per andarsi a posizionare tra le linee nella zona di rifinitura. Da quanto visto contro la Lazio, il Napoli quindi fa avanzare il pallone scaglionandosi in modo differente rispetto a quello di Sarri, non costruisce un lato forte da dove invita la pressione avversaria per poi superarla con la creazione di triangoli in campo. Preferisce invece gestire il possesso utilizzando anche passaggi lunghi come i cambi di gioco per coinvolgere tutti i lati del campo.



Nell’amichevole estiva contro il Wolfsburg già si intravedevano i meccanismi attuali, con Fabián Ruiz che si abbassa a ricevere all’altezza di Hamsik e Zielinski che subito si muove in avanti. Non abbiamo ancora visto l’esordio in Serie A per il grande talento spagnolo, ma sembra già a suo agio nel Napoli di Ancelotti.




Il centrocampo del Milan

Gattuso quindi, che verosimilmente adotterà una strategia reattiva, aspettando gli avversari, dovrà scegliere come e dove recuperare il pallone. Dovrà innanzitutto capire come affrontare un centrocampo che non offre punti di riferimento.

L’ultima volta che abbiamo visto il Milan è stato l’11 agosto e in questo periodo senza amichevoli esterne, il tecnico quindi avrà sicuramente aggiustato i propri meccanismi. Quanto visto in estate suggerisce però un centrocampo a 3 formato da un triangolo con due mezzali di movimento e il vertice basso occupato dal regista Biglia. Vista la squalifica di Calhanoglu, la scelta di inserire Bonaventura nel tridente offensivo sembra più probabile rispetto all’esordio da Castillejo o all’utilizzo di Borini come nelle amichevoli estive. Una soluzione che ovviamente fa pensare alla presenza sia di Bakayoko che di Kessié come mezzali a centrocampo. Bakayoko non si è ancora visto con la maglia del Milan, le sue caratteristiche però si sposano bene con il tipo di partita che dovrebbe voler fare Gattuso e la sua presenza insieme ad un altro carrarmato in Kessié permetterebbe al Milan così di mettersi a specchio nel momento della pressione con il Napoli. Un modo sensato per mitigare la fluidità posizionale del centrocampo partenopeo. Le due mezzali possono avere il ruolo più importante della strategia del Milan perché devono leggere bene i momenti della pressione. Non è un compito facile, però dal punto di vista fisico il Milan sembra attrezzato per mantenerla alta per tutti i 90’.


Attacchi più simili di quanto sembri

Uno dei temi tattici sarà anche quello di come i due tridenti affronteranno la gara. Per il Milan ci sarà un tridente inedito, impreziosito dalla presenza di Higuain. L’argentino ama venire incontro, lo si è visto nell’amichevole contro il Real Madrid (dove ha anche segnato il suo primo gol non ufficiale con il Milan) in un tridente con Borini e Suso che gli cedevano tantissima superficie da poter sfruttare per i suoi movimenti incontro (con Bonaventura che avanzava nello spazio in quel caso). Per il Milan quindi la punta è molto coinvolta nella manovra e determina le posizioni di ricezione degli esterni. Più i tocchi di Higuain saranno precisi e vicino all’area di rigore più il Milan arriverà facilmente alla conclusione.

Una situazione che in realtà si sta dimostrando vera anche per il Napoli con Milik. Anche l’attacco è stato un equilibrio tra continuità e rinnovamento. La continuità sta nei nomi, i leggeri ritocchi nel modo in cui hanno interpretato i loro ruoli, con Milik chiamato a venire spesso incontro al pallone, forzando Insigne e Callejón larghi per non intasare una zona di rifinitura dove già staziona una delle due mezzali.

Insigne ovviamente è rimasto tanto coinvolto nel gioco come prima e Callejón viene ancora cercato come tagliante sul secondo palo (da lì è arrivato il gol del pareggio a Roma), ma in generale le azioni sono più diversificate e le posizioni di ricezione dipendono molto anche dai movimenti della punta Milik che si è mostrato a suo agio in questo ruolo di prima punta classica, con strappi in profondità da alternare appunto a gioco di sponda. Gattuso sa quindi cosa aspettarsi dal Napoli in questo senso. Se di una squadra, il Napoli, abbiamo scoperto i primi meccanismi del nuovo sistema, del Milan dobbiamo ancora scoprire tutto. Un motivo in più per seguire una partita da non perdere.

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