Balague, biografia su Ronaldo: “CR7 piange perché si sente un dio. Ha avuto infanzia difficile”. E su Messi…

Serie A

Ospite negli studi di Sky Sport 24 il giornalista spagnolo Guillem Balague racconta alcuni aneddoti su Ronaldo, dopo la biografia non ufficiale da poco pubblicata. “Lui a metà tra dio e bambino, al Mestalla ha sentito una grande ingiustizia. Messi? Non andavano d’accordo ma suo figlio…”

RONALDO ESPULSO: COSA RISCHIA?

LA SORELLA: "ROSSO INGIUSTO, LUI È UN ESEMPIO"

“Loro? Sono tutti speciali” - dice Guillem Balague seduto sul divanetto di “Pomeriggio Sky Sport 24. Camicia azzurra e giacca grigia, in mano e nella mente il suo libro su Ronaldo: “CR7. La biografia”. Non ufficiale, non scritta a quattro mani con la stella portoghese della Juventus insomma, ma comunque ricca di spunti sul personaggio mediatico dell’estate, della Serie A e della storia… del calcio. “Sentono una grande responsabilità per il lavoro che fanno. Vogliono sempre vincere e hanno costantemente questa necessità, oltreché una grande passione”. Chi? Prosegue il giornalista spagnolo di Barcellona: “Ho scritto libri su Messi, su Guardiola e su Ronaldo: ci sono tante cose in comune tra di loro ma anche tante differenze. CR7 è il più complesso dei tre. Tutti passano da storie ed epoche complicate: tutti sono dovuti diventare grandi in fretta, e questo soprattutto con Cristiano. Pensateci: andare via da casa a 12 anni, sapendo che dovrai vincere e fare grandi cose, non è affatto facile. Lui non ha avuto un’infanzia semplice ma nemmeno l’adolescenza. Ecco perché Cristiano vuole sempre l’affetto di tutti: è quello che gli è mancato in quella fase così delicata della sua vita”.

Le lacrime, CR7 a metà tra “bambino” e “divinità”

Nelle librerie italiane è in vendita la sua biografia, dove tocca tante corde della vita del portoghese fino a riuscire anche a inquadrare perfettamente il più recente momento clou della sua storia: l’espulsione del Mestalla: “Non è una reazione nomale - continua Balague - capita a tutti di essere espulsi ma nessuno piange, ma ciò che è ancor più affascinante è la psicologia del suo pianto”. Alla base? La natura dei calciatori: “L’industria del calcio non vuole che i giocatori crescano come adulti, preferisce che restino dei bambini, perché così è più facile lavorare con loro, e talvolta manipolarli. Sono dei bambini con solo l’apparenza di adulti”. E poi l’altro aspetto, quello della venerazione del fuoriclasse: “Tutti trattano CR7 in modo diverso, quasi come fosse dio, ma c’è una sostanziale differenza: un dio castiga e nessuno lo punisce. E lui, quando è stato espulso, ha avuto così questa grande sensazione di ingiustizia. A uno come Cristiano non si può andare a dire che ha fatto qualcosa di sbagliato, e qui ci si ricollega anche al suo essere ‘bambino’. È come quando il piccolo viene punito dalla mamma e spedito in camera sua: in quelle lacrime di Ronaldo si è vista tutta la sua frustrazione”.

Il dualismo con Messi, e il ruolo di Cristiano Jr.

“All’inizio? Non andavano d’accordo” - Guillem Balague ne è certo parlando di Messi, CR7 e della loro eterna rivalità sul migliore al mondo e della storia. “No, non c’era amicizia tra loro, poi però c’è anche il figlio di Ronaldo che è un grande fan di messi. Così i due, col passare del tempo, hanno iniziato a vedersi in modo diverso”. Momento in cui hanno forse riscoperto anche delle radici comuni: “Entrambi hanno intrapreso un cammino molto simile: via di casa molto piccoli, nei momenti difficili hanno sempre insistito per il loro scopo. Si sono sempre migliorati a vicenda, il loro scontro a distanza li ha resi migliori. E questo lo sanno molto bene entrambi".

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