Juve Napoli, i gol più belli di sempre: da Pogba a Koulibaly. VIDEO

Serie A

Marco Salami

Il capolavoro di Pirlo. La perla di Marekiaro, ma anche Pogboom, Bonucci al volo e Koulibaly che pietrifica tutti saltando 2 metri e 48. Juve contro Napoli: ecco la top 5 dei gol più belli di sempre. Roma-Lazio e Juve-Napoli sono in esclusiva su Sky, anche sul digitale terrestre con un’offerta imperdibile. Chiamaci allo 02.5050 o vai su sky.it

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LA CONFERENZE DI: ALLEGRI - ANCELOTTI

Da tre anni a questa parte Juve-Napoli ha un sinonimo: scudetto. Insieme alla parola lotta. Perché alla fine il tricolore è finito sempre lì, sul petto dei più forti, ma valorizzato ancora di più dall’aver battuto una squadra come quella di Sarri. Bel gioco e gol. Vittorie e fiato sul collo. La grande festa non è mai arrivata ma Juve-Napoli (o Napoli-Juve) è sempre stata una festa del pallone. Tra reti e spettacolo l’ultimo 0-0 risale al 1997, e da sei anni a questa parte solo due volte la partita è finita senza un vincitore. Le aspettative per il Grande Sabato dove Allegri e Ancelotti scenderanno in campo allo Stadium? Altissime. Soprattutto quando torni indietro con la mente e ripensi a certi gol…

Marekiaro apre il piatto

Otto centri contro la Juve: solo al Bologna ne ha fatti di più. Per Marek Hamsik i bianconeri sono sempre stati avversario speciale, anche se negli ultimi sei anni di gol ne è arrivato appena uno. Il momento più bello? Facile puntare una scommessa sul 3 ottobre del 2009. Lo Stadium è ancora in costruzione, così come quella Juve che a fine stagione si piazzerà al settimo posto. All’Olimpico di Torino Trezeguet e Giovinco segnano nei primi 50 minuti due gol, preludio fasullo a una festa tutta bianconera che cambierà ben presto colori quando proprio Hamsik riapre tutto. Lavezzi trova il pari e sempre lo slovacco, a otto dalla fine, centrerà col piatto destro aperto la rete dell’apoteosi. Da 2-0 e 2-3. A Torino. E chi se lo scorda?

Pirlo con la specialità della casa

Quel giorno era il 10 novembre del 2013: la Juve già involata (nonostante il campionato fosse iniziato da appena tre mesi) verso il tris di scudetti. L’artefice principale sul campo forse è proprio lui: Andrea Pirlo. Via dal Milan dove ha vinto tutto (ma pochi scudetti), arriva in bianconero dove non vince tutto (ma sempre il campionato). Geometrie e classe, direttore d’orchestra perfetto che detta i tempi a tutti i compagni. Contro di lui quella volta c’è un Napoli che inizia già a far paura: Insigne, Hamsik e Callejon giocano dietro al Pipita Higuain. Problemi? Neanche per sogno! La Juve schianta 3-0 Benitez e la seconda rete, dopo Llorente e prima di Pogba, è la specialità della casa. Punizione, zolla decentrata sulla destra (dove dicono dovrebbe calciare un mancino). Tre dita, valvola. Barriera superata e incrocio dei pali: una delle più belle della sua carriera. Semplicemente perfetta. 

Pogboom!

Il momento in cui tutto iniziò. “Loro mi gridano tira e allora io faccio Pogboom!” - semplice, no? Lo raccontava proprio Paul qualche anno fa, quando era da poco alla Juve prima di tornare allo United per l’astronomica cifra sopra i cento milioni. 20 ottobre del 2012, ottava giornata. La Juve è già campione d’Italia in carica con la rivoluzione Conte e con un centrocampo super: Marchisio più Pirlo più Vidal. L’asso che si inserisce in estate è allora proprio il diciannovenne francese che fa impazzire fin da subito il mondo bianconero. La prima rete juventina per lui? È quella: sinistro al volo meraviglioso che chiude sul 2-0 (dopo vantaggio di Caceres) quella partita contro il Napoli.

Bonucci al volo

Sciacquatevi la bocca. Scivolata sulle ginocchia e poi la “M” e la “L” con le dita della mano. Matteo e Lorenzo, e chissà che ora che Leo aspetta il terzo figlio non possa esultare dedicandogli ancora una volta un gol in un Juve-Napoli. 29 ottobre del 2016: quella sarà la partita passata alla storia come la prima da grande ex di Higuain contro il Napoli (e che deciderà proprio lui al minuto numero 70). Il vantaggio, prima del pari di Callejon, porta però la firma dello juventino più juventino di tutti (prima dell’addio verso il Milan e del ritorno). Bonucci approfitta di una svirgolata di Ghoulam e piazza una volée di mancino bellissima. Altro raro capolavoro, soprattutto per un difensore.

Koulibaly come Sotomayor  

Che boato quella volta: tutta Napoli era in festa. L’ultima sfida contro la Juve rimane quella: vittoria 1-0 a Torino all’ultimo respiro e -4 in classifica proprio a quattro giornate dal termine. L’esito finale? Il solito: Juve campione, nonostante quell’impresa firmata San Kalidou. La dinamica è semplice: angolo, colpo di testa, gol. Facile? Mica tanto! Provate voi a staccare 2 metri e 48 da terra. Koulibaly quella volta sembrava un quadro. Howedes con i piedi a terra e lo sguardo al cielo, Matuidi con occhi e bocca spalancati. A Zielinski manca solo il fumetto sulla testa, e anche Lichtsteiner ha dipinto in volto lo stesso stupore. Guardarli per capire l'impresa del centrale del Napoli. Quel giorno non si decise il campionato, ma una medaglia d'oro nel salto in alto, forse, se la sarebbe ampiamente meritata. 

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