Roma, la carica di Manolas: "Siamo forti e possiamo costruire mentalità vincente. Non vedo l'ora di incontrare CR7"

Serie A

Il difensore greco è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport e in vista dei prossimi impegni ha caricato l'ambiente giallorosso: "Vincere è difficile sia in Italia e in Europa, ma la cavalcata in Champions dell'anno scorso dimostra che nulla è impossibile. Totti è stato fondamentale per la mia permanenza a Roma. Sul futuro..."

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DE ROSSI: "IN FUTURO MI VEDO ALLENATORE"

"Mi sento un vincente e lo sarò per tutta la mia carriera: mi piacciono le sfide". Parla subito chiaramente Kostas Manolas, nel corso di un’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport. Vincere è il suo primo pensiero, anche se ammette che soprattutto in ambito europeo c’è chi è più avanti della sua Roma: "Real e Barcellona sono le più forti. Una volta lo erano anche le italiane, ma ora ci andiamo soltanto vicino sena vincere: guardate la Juve, è arrivata meritatamente in finale, ma poi ha sempre perso nettamente". L’anno scorso, però, è stata la Roma ad avvicinarsi all’ultimo atto: "Chissà cosa sarebbe successo se fossimo arrivati in finale, in una partita secca contro il Real… Se fossimo stati in serata come contro il Barcellona, avremmo potuto battere chiunque e alzare quella Coppa. Ripenso sempre a quella serata – prosegue Manolas – la più bella della mia vita calcistica".

La Champions e il fattore Olimpico

L’Olimpico quella sera fu una bolgia e ultimamente in Europa è una vera e propria fortezza. Non sempre è stato così in Serie A: "Non mi spiego questa differenza, forse è l’atmosfera. Ma dei nostri tifosi abbiamo bisogno sempre: i giocatori sentono la differenza, ve lo assicuro al 100%. Infatti non ricordo, tranne col Bayern, una brutta figura in Champions con l’Olimpico esaurito". Sempre sulla Champions, si lascia andare ad una previsione: "Le semifinaliste? PSG, Juve, Barcellona e Real. Forse il City al posto della Juve. La Roma? Non la dico perché non siamo tra le favorite, ma ce la possiamo giocare contro tutti. Abbiamo giocato contro il Real nel nostro momento peggiore, ma li aspettiamo al ritorno: sarà diverso. Prima però pensiamo al CSKA, abbiamo l’obbligo di vincere se vogliamo passare il turno”.

La voglia di vincere e la mentalità

Voglia di vincere, ruota tutto intorno a questo. E dopo un inizio negativo, la Roma sembra essersi ripresa definitivamente: "Abbiamo ritrovato il gioco e la compattezza – spiega Manolas – speriamo di continuare così. Ma se siamo usciti da quel tunnel vuol dire che siamo forti. La mentalità della Roma è vincente? Sono qui da cinque anni ma non ho ancora vinto niente, in Grecia lo avevo fatto: la Roma ha bisogno di vincere, ma in Italia con la Juventus è difficile perché è sempre stata la più forte. Sono d’accordo con Totti quando dice che in Italia si gioca per il secondo posto, la Juve ha tre formazioni tutte fortissime. Ma la Roma deve restare attaccata, mettere pressione fino alla fine come ha fatto in questi anni, perché sono convinto che la mentalità vincente piano piano si possa costruire: guardate l’anno scorso, sbagliando solo una partita (a Liverpool) siamo arrivati ad un passo dalla Champions. Quindi niente è impossibile e come detto, a me le sfide piacciono: per questo non vedo l’ora di incontrare Ronaldo". Manolas non teme né lui né Messi, ma ammette: "Soltanto un giocatore mi ha fatto paura: Ibrahimovic. Contro di lui non potevo fare niente, è due volte più grande e troppo più forte di me. Quando qualcuno è così superiore fisicamente, è dura".

Il futuro: per sempre alla Roma?

Una sfida, in termini diversi, potrebbe essere quella di restare per sempre alla Roma: "Se arrivasse una squadra come Real o Barcellona, a parte Totti che rifiutò, non c’è nessuno che non ci penserebbe. Ma vi assicuro che lasciare la Roma non è facile per nessuno: l’anno scorso potevo andare via 2-3 volte, ma non l’ho fatto ed è stata la mia migliore annata. Con lo Zenit – rivela – saltò tutto per un problema di cambio tra rubli e dollari: era destino che restassi". Poi è arrivato il rinnovo fino al 2022, con clausola di 36 milioni. Troppo bassa? Manolas risponde così: "Per me non è così bassa, il fatto è che il calcio è andato oltre. Ma se la Roma non la considera adeguata, può chiamarmi per discutere: non è ancora successo". E a proposito del contratto, il difensore greco svela quanto sia stato importante Totti nella scelta di restare: "Francesco mi ha dato un calcio nel sedere dopo che ho rinnovato, ma lui può fare tutto: è stato fondamentale per convincermi a restare, ho parlato più con lui che con Monchi". Con Pallotta invece c’è in ballo una scommessa: al decimo gol segnato, arriverà una Lamborghini: "Difficile, solo Sergio Ramos segna così tanto. Ma preferisco rinunciare ai 10 gol e vedere la Roma in alto: sarei più felice così".

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