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08 novembre 2018

Verdi: "Avevo paura di venire a Napoli, ma è bellissima. Noi al livello di Liverpool e Psg"

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L’esterno azzurro ha parlato direttamente da Castel Volturno, dove sta continuando a lavorare per recuperare dall’infortunio all’adduttore: “Tornerò a disposizione di Ancelotti molto probabilmente dopo la sosta. Che emozioni le notti di Champions, abbiamo dimostrato di essere all’altezza di Liverpool e Psg”. Infine la gara con il Genoa: “Sarà difficile, abbiamo speso tanto a livello mentale”

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Le grandi notte europee del suo Napoli contro il Psg le ha saltate. Tanto a Parigi quanto al San Paolo. Zero i minuti giocati, tutta colpa di un infortunio all’adduttore sinistro che lo sta tenendo fuori dal campo dalla partita con l’Udinese dello scorso 20 ottobre. Simone Verdi, però, si sta preparando al rientro. Lo farà a breve, magari non dal prossimo match degli azzurri: “Ho recuperato quasi del tutto, ma non credo di tornare a disposizione già per la trasferta di Genova. Molto più probabile dopo la sosta, quindi potrei essere a disposizione del mister per il match contro il Chievo”. A dirlo è proprio l’ex attaccante del Bologna, che ha parlato direttamente da Castel Volturno durante la conferenza stampa di presentazione del servizio Mytaxi, l’app internazionale per i taxi a Napoli. Uno lo prenderebbe volentieri anche lui, destinazione Coverciano: “Ma adesso penso solo al Napoli – ammette – poi quello che deciderà il Ct sarà una conseguenza del mio lavoro qui”.

”Napoli una città bellissima, ma quanti pregiudizi”

La sua carriera poteva dipingersi d’azzurro già lo scorso gennaio, quando però decise di restare al Bologna per ultimare il suo processo di crescita. Una decisione difficile, presa anche con l’aiuto della fidanzata Laura. Poi, però, qualche mese dopo ecco la nuova offerta, accettata senza esitazioni: “Prima di venire a Napoli io e la mia fidanzata avevamo un po' di paura per quello che si sente in giro – ha svelato Verdi - ma ora posso dire che è bellissimo viverci. Ci piace molto passeggiare per il centro storico, ti lascia tanto e i napoletani ci hanno fatto subito sentire parte della città. Ci sono degli aspetti negativi, molti sono anche luoghi comuni ma io che la sto vivendo posso dire che è una città bellissima. C’è molto da vedere e sfrutto il mio tempo libero per visitarla. Molti miei compagni mi prendono in giro, mi dicono che farò la guida turistica. Le zone che preferisco? Oltre al centro storico anche San Gregorio Armeno, perché Laura ama molto il clima natalizio”. Ottimo anche il rapporto con i compagni, con i quali Verdi ha cenato in una serata organizzata da Allan dopo il pareggio con il Psg: “Sono occasioni importanti queste, al di là dei ritiri. Sono utili per conoscerci un po’ meglio. Poi ho trovato un gruppo umile, disponibile, accogliente. Arrivando in una big con grandi campioni pensavo ci fosse una sorta di puzza sotto al naso. Ma non c'è e questo mi ha colpito molto".

“Champions, meritiamo gli ottavi. Con il Genoa gara difficile”

Gli piace vivere Napoli, dunque. Ma gli piace vivere anche le notti di Champions: “Stiamo dimostrando di essere all’altezza delle altre squadre e di meritare gli ottavi. Con la Stella Rossa dobbiamo vincere, poi vedremo un po’ gli altri risultati. Il San Paolo pieno è stato emozionante vederlo dalla tribuna, anche se mi piacerebbe farlo dal campo”. Già, maledetto infortunio. Gli farà saltare anche la sfida con il Genoa molto probabilmente: “Una gara difficile, alla quale arriviamo dopo aver speso tante energie mentali. Loro arrivano da due sconfitte brutte e davanti ai loro tifosi vorranno fare una grande prestazione. Servirà la cattiveria giusta per batterli con la nostra qualità”. E per continuare l’inseguimento ai danni della Juventus. Dal lottare per la salvezza al farlo per lo scudetto: “Senza nulla togliere al Bologna, qui si lotta sempre per competere ad altri livelli – chiude Verdi – fin dal primo allenamento ho capito che c’era una mentalità diversa. Allenandomi sempre con grandi campioni, sono costretto a fare di più rispetto a quanto facessi prima”.

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