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Marco Fassone: "I soldi per il Milan di Yonghong Li? Ignoro da dove siano arrivati"

Serie A

In un'intervista a "Il Sole 24 Ore", l'ex amministratore delegato rossonero torna a parlare della gestione cinese: "Non so se il denaro fosse suo o in prestito. Ma nell'operazione con Fininvest erano coinvolti gli advisor più prestigiosi. Perché dubitare?". Sul sogno Cristiano Ronaldo: "Sì, Mr Li lo voleva"

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"Non ho sentito più Yonghong Li. Ignoro da dove siano arrivati i soldi dell’operazione. Se fossero suoi o in prestito". L’ex amministratore delegato del Milan Marco Fassone torna a parlare del suo addio al Milan, dopo un'estate turbolenta che ha portato all’arrivo di un nuovo socio di riferimento (il Fondo Elliott) al posto dell’imprenditore cinese Yonghong Li. In un'intervista a "Il Sole 24 Ore", Fassone parla dei suoi dubbi sull'operazione, degli "introiti cinesi" che "non arrivavano", dell’ultimo bilancio e di un sogno del 2017: Cristiano Ronaldo, fermato sul nascere: "Convinsi mister Li a lasciar perdere. Costava troppo". Dei soldi ignorava l’esistenza, Fassone però, spiega: "Nell’operazione con Fininvest erano coinvolti gli advisor più prestigiosi (da Lazard a Rotschild, lo studio Gianni Origoni Grippo Cappelli. Perché dovevo dubitare?". Poi un'altra domanda: "Le sembra logico che Mister Li sia affondato per 32 milioni non versati, dopo averne messi 88?". Gli interrogativi non finiscono: "E che poi sia scomparso senza fare causa a Elliott, e con una perdita complessiva di 400 milioni? In cda si era deciso - aggiunge - che nel caso non fossero arrivati gli introiti cinesi, Mr Li avrebbe dovuto fare aumenti di capitale per 120 milioni". E quando "gli introiti cinesi non arrivavano, aveva messo 88 milioni di aumento. Ne mancavano 32 per arrivare a 120, quindi li ha anticipati Elliott come da accordi. A quel punto Mr Li ha preferito andare in default. Ha sorpreso anche me questa decisione".

Il suo addio

Il fondo americano nel luglio scorso ha interrotto il rapporto di lavoro con Fassone per "giusta causa", e nominato un nuovo cda. "Credo che il Milan sia guidato da un ottimo consiglio di amministrazione. Tutte le decisioni erano prese all’unanimità. Eravamo non amici, ma quasi". Il bilancio sotto la gestione cinese evidenziava un "rosso per 126 milioni. I costi totali sono aumentati del 22,7% rispetto all’esercizio precedente. La realtà - prosegue Fassone - è che sotto la mia gestione, rispetto al 2016-17, abbiamo fatto 20 milioni di ricavi in più e 50 milioni di margine in più". Nel rosso, sono compresi "45 milioni di componenti straordinarie, spesate integralmente da Elliott. Senza avrei chiuso il bilancio con una perdita di 81-82 milioni, che sarebbe stata migliore rispetto al business plan iniziale di 10 milioni". In ogni caso il valore della rosa di oggi "è molto superiore rispetto a quello di giugno 2016". E sul business plan cinese, forse troppo ottimistico, spiega: "Il presidente Yonghong Li era convinto di riuscire a centrare quei target. Poi, come si è visto, la Cina ha dato zero, ma siamo comunque riusciti a compensare con i ricavi da stadio e soprattutto plusvalenze. Alla fine, esclusa la Cina, il risultato è stato significativamente migliore del budget".
 

Quel sogno Cristiano Ronaldo

Marco Fassone ha parlato poi del sogno dell’estate 2017, quando Mr Li era interessato a Cristiano Ronaldo: "Sì, è vero. Voleva CR7 perché riteneva avesse una grande forza sul mercato cinese e il giocatore voleva andar via da Madrid. Ci siamo visti nel luglio 2017 con il suo procuratore Mendes, per verificare i costi e la disponibilità del giocatore. Poi convinsi Mr Li a lasciare perdere il sogno, in quanto Ronaldo costava troppo".