Scritte contro Scirea e Heysel prima di Fiorentina-Juventus, il dolore della moglie Mariella

Serie A

Comparse a Firenze alcune volgari scritte contro lo storico capitano della Juventus e le vittime della tragedia dell'Heysel. La vedova del calciatore bianconero ci ha chiamato per esprimere il proprio dolore. Abbiamo voluto dargli voce: contro ogni tipo di violenza e insulto, a prescindere dal tifo

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Ormai da tempo, per scelta, Sky Sport non dà spazio a striscioni volgari, constestazioni ultras, insulti, intemperanze, comportamenti sbagliati, che provengono dalla parte peggiore della tifoseria, anzi da persone che neanche tali si possono definire. Riteniamo che togliergli visibilità equivalga a togliere ossigeno a chi si vanta di simili vigliaccherie.

Questa volta però ci sentiamo in dovere di farlo, per rispetto di una persona che ce lo ha chiesto: Mariella Scirea, la moglie di Gaetano. Nei muri antistanti il settore ospiti del Franchi, stamattina, sono comparse scritte contro i morti dell’Heysel e contro Gaetano Scirea. Sono talmente brutte e volgari che neanche vogliamo riferirle nel dettaglio.

Vogliamo solo rendere consapevoli gli autori di questo gesto, e di chi in genere si sente forte commettendo tali oscenità, che la signora Mariella è sconvolta per quello che gli è stato riportato, e soprattutto per quello che suo figlio Riccardo - che è allo stadio in qualità di match analyst della Juventus - ha dovuto e dovrà sopportare, perché ovviamente quando è arrivato allo stadio ha visto tutto. Lo facciamo per ricordare che dietro a ogni insulto, a ogni violenza anche verbale, ci sono delle persone che ne subiscono le conseguenze. In questo caso c’è una moglie rimasta vedova trent’anni fa e un ragazzo cresciuto senza il padre, morto in un incidente stradale il 3 settembre del 1989.

Mariella ci ha chiamato, perché voleva che questo si sapesse. Abbiamo lavorato con lei in questo periodo per ricordare la figura di Scirea nel prossimo racconto di Federico Buffa, in onda a Natale. E ci siamo sentiti in dovere di condivere con voi il suo pensiero, perché lei ha voluto lo facessimo. Vale per lei, per Riccardo, e per chi ha perduto una persona cara all’Heysel. Ma vale per ogni violenza, ogni insulto, ogni gesto scorretto contro chiunque, senza bandiere, senza distinzione di tifo senza se e senza ma.

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