Torino-Juventus, Pasquale Bruno: "Come marcherei Cristiano Ronaldo nel derby? Intimidazioni e gomiti alti"

Serie A
Cristiano Ronaldo atteso dal primo derby della Mole tra Torino e Juventus

Il difensore ha vestito per tre anni la maglia del Torino e per altrettante stagioni quella della Juventus. I suoi consigli verso il derby della Mole: "A CR7 si concedono troppi metri. Il Toro può vincerla sul piano fisico"

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Parli del derby della Mole tra Torino e Juventus e parli di Pasquale Bruno. Il difensore centrale originario di Lecce, noto per il suo modo di marcare vecchio stampo, ha vestito la maglia bianconera dal 1987 al 1990 e quella granata dal 1990 al 1993. Sei stagioni, equamente divise, per un arco di tempo sufficiente per lasciare il segno su più di qualche attaccante avversario. In vista della prima stracittadina che vedrà protagonista Cristiano Ronaldo, Bruno ha dato nel corso di un'intervista rilasciata a  Tuttosport alcune istruzioni per l'uso sulla marcatura che adotterebbe per fermare la stella portoghese. Metodi anche poco ortodossi ma efficaci, assicura il diretto protagonista che in carriera è passato anche per un biennio in Scozia nelle fila degli Hearts. "Quanto mi piacerebbe marcare Cristiano Ronaldo? Bisognerebbe chiedere a lui, o a Messi che con il portoghese condivide la palma del giocatore più forte al mondo. Vorrei sapere da lui cosa penserebbe di un difensore che gli si appiccica addosso per tutta la partita. Altro che i due o tre metri che vengono concessi ora". Passando per alcuni trucchi del mestiere, adottati da Bruno in campo: "I gomiti nelle costole a palla lontana, le intimidazioni o la maglia tirata erano trucchi che adottavo, poi con le telecamere ovunque il discorso è cambiato. Qualche intimidazione con le mani davanti alla bocca, comunque, le farei anche adesso, allo juventino". Con una doverosa precisazione: Dico questo nel rispetto di un giocatore che fa bene al calcio italiano.

Derby della Mole, Bruno: "Il Toro se la può giocare, CR7 va fermato anche con le maniere forti"

Bruno, che in carriera ha vinto una coppa Italia e una Uefa con la maglia della Juventus e una coppa Italia (oltre alla finale di Uefa persa contro l’Ajax) con il Torino, ha spiegato di attendersi anche un Cristiano Ronaldo ferito dalla sconfitta, indolore ai fini della classifica, incassata a Berna in Champions League. Tanto fumantino in campo, tanto equilibrato ora che ha intrapreso la strada dell’intermediario di calciatori. Per Bruno il derby in programma sabato sera allo stadio Grande Torino non è deciso in partenza: "Tutti possono perdere, visto che ai miei tempi capitava a una squadra come il Milan di Sacchi, una tra le migliori nella storia del calci - ricorda - la Juventus di oggi non ha punti deboli: bisogna partire dal fatto che adesso hanno 22 giocatori intercambiabili e fortissimi. La distanza tra la Juve e le altre è evidente, ma quest’anno abbiamo (il Torino, ndr) una squadra importante sotto l’aspetto atletico. Il Toro potrà avere le sue possibilità se avrà voglia di giocarsela, di proporsi, di sfidare i bianconeri nell’uno contro uno. Tanto è inutile pensare ai raddoppi, sono talmente bravi che se ne piazzi due in marcatura su uno arriva quello libero e ti frega. Ripeto che bisogna giocarsela, mettendoci forza fisica". La stessa che Pasquale Bruno, detto O'Animale, avrebbe di certo utilizzato per fermare un avversario del calibro di Cristiano Ronaldo.

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