Nedved Marotta, l'abbraccio chiude la polemica degli ultimi giorni. VIDEO

Serie A

I due dirigenti si ritrovano dopo le parole del ceco alla vigilia del derby di Torino. "Forse non è mai stato un vero juventino" aveva detto Nedved a proposito dell'ex ad bianconero. Oggi, in occasione del Golden Boy, il lungo abbraccio e uno 'scappellotto' amichevole a chiudere la questione

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"Marotta? Vederlo all'Inter mi fa un effetto strano. È un grande professionista ma, probabilmente, non è mai stato juventino". Le parole di Pavel Nedved, alla vigilia del derby della Mole vinto contro il Torino e deciso dal rigore di Cristiano Ronaldo, hanno creato una piccola polemica con l'ex amministratore delegato, appena passato agli eterni rivali nerazzurri. L'esultanza al cucchiaio realizzato da Icardi dagli 11 metri ha reso Marotta ancora più 'inverosimile' con quei colori agli occhi dei tifosi bianconeri e a quelli del ceco, con cui ha condiviso quasi un decennio di ricchi successi. E così quelle dichiarazioni hanno dato vita a un piccolo screzio, pronto a infiammare ulteriormente la sfida verbale tra Juve e Inter. La dirigenza nerazzurra ha preferito non alimentare la polemica, con Zanetti bravo a sgusciare via e sviare le domande, mentre dalla bocca di Marotta non è uscita alcuna controreplica. Il 61enne originario di Varese, infatti, ha preferito rispondere con i fatti alle parole di Nedved e lo ha fatto con la solita compostezza ed eleganza che lo hanno reso uno degli addetti ai lavori più apprezzati al mondo in questi anni. I dirigenti si sono ritrovati in occasione del Golden Boy e l'incontro si è sintetizzato in ... un lungo abbraccio. Via l'ascia di guerra e caso chiuso dunque. Inizialmente i due erano molto distanti l'uno dall'altro, ognuno impegnato in personali chiacchierate. Poi il nerazzurro ha notato il suo ex compagno nello staff dirigenziale bianconero e si è alzato per andarlo a salutare. Qualche battuta, tanti sorrisi e anche un piccolo 'scappellotto' rifilato da Marotta al ceco. Un simpatico gesto di stima e amicizia verso Nedved, come a volerlo redarguire con affetto - "mannaggia a te" - per il rimprovero ricevuto di non essere mai stato uno juventino. Infine la stretta di mano tra uno degli artefici del dominio bianconero in A nelle ultime stagioni, Marotta appunto, e il suo ex collaboratore nonché naturale erede, Paratici, regista dell'operazione Cristiano Ronaldo. Un piccolo salto nel passato di Marotta per calmare le acque sul nascere e concentrarsi definitivamente sul presente-futuro: quello interista.

Le parole di Marotta e Nedved al Golden Boy

"Si è chiusa un'esperienza, ma si apre un nuovo entusiasmente capitolo. Diventiamo nemici calcisticamente ma rimane il rapporto - ha dichiarato il neo nerazzurro durante la cerimonia del Golden Boy -. Ora voglio rilanciare l'Inter dopo che, negli ultimi anni, non ha avuto grandi risultati". "Il mio non voleva essere un attacco - ha spiegato anche Nedved -. Per me e non solo Marotta è stato un grandissimo maestro. Sono rimasto male perché è andato all'Inter e li ha rafforzati. Mi ha fatto un po' male".

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