Lega Serie A, Luigi De Siervo è il nuovo amministratore delegato: "Come sostituire Guardiola al Barcellona"

Serie A

Eletto il nuovo amministratore delegato della Lega di Serie A: sarà il fiorentino Luigi De Siervo, che ha ottenuto 15 voti alla terza votazione: "Per me sarà come sostituire Guardiola al Barcellona, da oggi la Lega è unita", le due prime parole

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È stata necessaria una terza votazione, ma alla fine la Lega Serie A ha conosciuto il nome del suo nuovo amministratore delegato. Sarà Luigi De Siervo, fiorentino classe 1969, che ha ottenuto 15 voti a favore - una in più del quorum -. Nelle prime due votazioni, il suo consenso si era fermato prima a 11 e poi a 13 preferenze. "Per me sarà come sostituire Guardiola al Barcellona - le prime parole del vincitore - perché eredito una grande squadra. Lavorare con il presidente Miccichè sarà un grande privilegio e cercherò di portare i miei 28 anni di esperienza. Da oggi la Lega è unita".

Miccichè: "Un'ottima scelta". De Siervo: "La pirateria un problema"

A dare il benvenuto al nuovo amministratore delegato è stato anche il presidente Miccichè: "De Siervo credo che sia stata un'ottima scelta. Sono sicuro che lavoreremo bene in Lega, De Siervo ne è un profondo conoscitore ed è anche competente per lo sviluppo della crescita dei nostri fatturati e dei nostri prodotti", le sue parole. Alle quali sono seguite quelle dello stesso De Siervo: "Il problema del calcio italiano è la pirateria - ha sottolineato - in Italia c’è stata fino a oggi una tolleranza troppo alta: bisogna guardare alle pratiche migliori, quelle francesi e inglesi, e chi viola la legge deve poter essere perseguito. Il sistema industriale dei contenuti, che siano cinematografici, musicali o calcistici, non può essere un business della criminalità organizzata. Il sistema si deve remunerare, e oggi alcune squadre europee hanno più risorse perché vivono in un sistema più 'safe' in cui la pirateria non esiste: pagano più persone e pagano meno".
Il nuovo ad della Lega A ha confermato inoltre che parteciperà ai prossimi tavoli di confronti con il governo. "Assolutamente. Il divieto di promuovere società di betting sul campo di gioco è un'emerita sciocchezza: posso capire l'intendimento apprezzabile del governo di evitare una pressione sull'utente finale a scommettere durante la partita, ma le risorse del marchio lungo il campo creano un problema di antitrust. In Inghilterra - ha notato - 14 squadre su 18 hanno il betting sponsor sulla maglia. Oggi le betting company sono il più grande investitore nel calcio e bisogna evitare di danneggiare il calcio italiano. Esiste una formula per tenere insieme tutto: il limite che oggi il governo vuole, può essere limitato al mondo delle televisioni".

Il profilo

De Siervo, fiorentino classe 1969, si è laureato in Giurisprudenza con lode presso l'Università degli Studi di Firenze e ha esperienza ultraventennale nel settore dei media e dei diritti tv. Prima di lavorare in Infront, nel 1999 è entrato in Rai, dove ha ricoperto ruoli di primo piano nell'area commerciale e progettuale, fino a essere nominato nel giugno 2014 amministratore delegato di Rai Com SpA, la società commerciale del servizio pubblico televisivo italiano. Ha un lungo curriculum alle spalle, che comprende anche una carriera da mezzofondista e giocatore di football americano. 
 

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