Lazio-Juventus, la partita di Inzaghi: dallo Scudetto del 2000 alla Supercoppa Italiana

Serie A

Dalla prima sfida contro suo fratello con il Piacenza al rigore parato da Strakosha. Quando Inzaghi incontra i bianconeri rivive grandi momenti, ma anche un'espulsione, qualche sconfitta e nessun gol segnato

LAZIO-JUVENTUS LIVE

Il primo messaggio è sempre indirizzato a Pippo: “Ciao bomber, domani sfiderò ancora la Juventus…”. Perché quando Inzaghino incontra i bianconeri ripercorre gran parte della sua carriera, come se alcuni frammenti della sua vita sportiva fossero incastonati proprio lì, in quella città e tra quei colori. Dentro l'Allianz o all'Olimpico. Emozioni e ricordi. 

Inzaghi e la Juve, la gara della vita

Simone Inzaghi ha giocato per la prima volta contro suo fratello in uno Juve-Piacenza del 1998, ha vinto il suo unico Scudetto lottando fino all’ultimo contro i bianconeri. E l’anno scorso ha vinto il suo primo trofeo da allenatore battendo la Juve per 3-2. Bene anche in Primavera: nel 2015 fa fuori i bianconeri in semifinale di Coppa Italia e poi vince il trofeo.

Nessun gol però: da giocatore, Simone Inzaghi ha giocato 13 volte contro la Juve non riuscendo mai a segnare (4 vittorie, 4 pareggi e 5 sconfitte). Nel ’99 ha rimediato anche un’espulsione. Panta rei, tutto scorre. E tutto torna. Inzaghino ne sa qualcosa.

Inzaghi contro Iuliano in una delle 13 sfide giocate contro i bianconeri

Atto I - Juve-Piacenza, 1998

Inzaghi e la Juve in cinque atti, come se fosse un’opera teatrale. Il primo nel ’98 al vecchio Delle Alpi, l’ultimo domenica all’Olimpico. La nona sfida alla Juventus da quando Simoncino è diventato allenatore. Bilancio negativo fin qui: 2 vittorie e 6 sconfitte, anche se uno di quei due successi è valso il primo trofeo da allenatore. Ne parleremo poi.

Il primo impatto con la Juve arriva più di 20 anni fa: Inzaghi chiude il suo primo anno in Serie A con 15 gol, mentre suo fratello vince il primo Scudetto in carriera. Questione di sfide. Il 4 ottobre del ’98 i fratelli Inzaghi si incrociano per la prima volta in vita loro in Juve-Piacenza. Mamma Marina in tribuna, papà Giancarlo vicino a lei che si commuove, San Nicolò davanti la tv. Tutti emozionati, anche se è solo l’inizio. The show must go on.

Gli Inzaghi prima di Juve-Piacenza

Atto II - Lo Scudetto del 2000

Immaginate una cena a casa Inzaghi tra calcio, ricordi e piccoli sfottò. Pippo ha vinto di più, è stato Campione del Mondo con l’Italia e due volte Campione d’Europa con il Milan. Non c'è storia. Ma quando ‘Mone’ gli ricorda quel 14 maggio del 2000 Pippo non parla più.

Dopo 18 anni Inzaghino sorride e suo fratello storce ancora il naso. Simone segna su rigore contro la Reggina e vince lo Scudetto, anche se dovrà aspettare circa un’ora negli spogliatoi prima di festeggiare il titolo, accanto a una radiolina sintonizzata sul diluvio di Perugia, dove Pippo sbaglia l’impossibile facendo esultare per la prima volta Inzaghino ad un suo errore. Poi segna Calori e la Lazio festeggia: “Dispiace per mio fratello…”

Una sfida a scacchi con due mosse, nessun gol alla Juve ma un’espulsione indimenticabile: il 28 novembre del ’99 - durante la gara d'andata all'Olimpico - Inzaghi viene espulso per proteste a 5 minuti dalla fine. Colpa di un “vaffa” a Stefano Braschi dopo un fallo non fischiato. È il secondo cartellino rosso rimediato in Serie A. Al ritorno, però, festeggerà Inzaghino: gol di Simeone e vittoria decisiva. Il prologo dello Scudetto.

Atto III - La Coppa Italia del 2004

I soliti discorsi: Inzaghi incontra la Juve e vince, anche se stavolta il protagonista è Stefano Fiore, bestia nera… bianconera. Due gol all’andata, uno al ritorno, la Lazio esce imbattuta dal doppio confronto e vince la Coppa Italia del 2004. Il bell’epilogo della ‘banda Mancini’. Simoncino segna 10 reti in tutte le competizioni e trova la terza presenza in Nazionale. Sarà l'inizio di un declino che lo porterà a segnare soltanto un gol dal 2004 al 2008. 

Inzaghi esulta e festeggia

Atto IV - La Supercoppa del 2017

Il primo trofeo da allenatore parte da lontano, precisamente a Caramanico (paesino di 2mila abitanti in provincia di Pescara), dove Simone Inzaghi inizia il ritiro con gli Allievi, la sua prima esperienza in panchina. È il 2010, a fine stagione Lotito gli farà una promessa:  “Tu allenerai la prima squadra”.Detto, fatto. Perché dopo il no di Bielsa tocca a lui.

E quel trofeo parte proprio da lì. Inzaghi si ritrova allenatore della Lazio quasi per caso e due anni dopo vince la Supercoppa. Il gol decisivo è di Alessandro Murgia, il ragazzino degli Allievi cresciuto insieme a lui, il capitano di una Primavera che nel 2015 fa fuori la Juventus in semifinale e vince la Coppa Italia. Destino. Lukaku salta De Sciglio, Ale batte Buffon con il piattone al 93esimo. La Juve è ancora una volta il segreto di un sorriso. 

Inzaghi festeggia la Supercoppa in Curva Nord

Atto V - L'eroe Strakosha

C’è una Lazio che non vince a Torino dal 6 dicembre 2003 e un portiere nato dal nulla, talmente determinato da rubare le chiavi di Formello per allenarsi più degli altri e migliorare. Metti insieme le due cose e hai sfatato un tabù: il 14 ottobre del 2017 - due mesi dopo aver battuto i bianconeri in Supercoppa - Allegri ci ricasca e perde ancora contro Inzaghi, stavolta in campionato e all'Allianz Stadium. Immobile ne fa due, Strakosha si traveste da Superman e para il rigore di Dybala al 96esimo. Game, set, match. 

Tutto merito di quegli allenamenti extra sul campo di Formello, da solo, pensando a chi lo prendeva in giro: “È arrivato il solito raccomandato…”. Thomas zittisce tutti ed entra nella storia. Inzaghi vince ancora. Chissà stavolta come finirà, l'opera ha bisogno di atti. 

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