Torino-Inter, Spalletti: "Perisic? Se non vuole giocare, starà fuori"

Serie A

L’allenatore nerazzurro duro con i suoi dopo il ko contro il Torino: “Bisogna rifare ordine su quelli che sono i nostri principi – le sue parole a Sky Sport – Perisic? Può dire tutto quello che vuole, ma è di proprietà della società. Se non vuole giocare, starà fuori”

CALCIOMERCATO LIVE: LE TRATTATIVE DI OGGI

TORINO-INTER 1-0, INIZIO 2019 DA INCUBO PER SPALLETTI

MAZZARRI: “FATTO SALTO DI QUALITA’”

Luciano Spalletti, probabilmente, sperava in un inizio 2019 decisamente diverso. Migliore, ovviamente. Perché la sua Inter, fino a questo momento, non ha mai vinto in campionato. Dopo il pareggio casalingo contro il Sassuolo, sul campo del Torino arriva la quinta sconfitta in questa Serie A. Decide il gol di Izzo, con la squadra di Mazzarri che rialza la testa dopo i ko con Roma e Fiorentina: “Modulo? Non avevo gli esterni a disposizione e quindi li ho cambiati con le due punte – ha spiegato Spalletti a Sky Sport nel post gara in merito al 3-5-2 con cui i nerazzurri sono scesi in campo – Perisic sente fastidio, Politano è stato rischioso usarlo anche nei 20 minuti in cui è stato in campo, Keita è out. Ho fatto una scelta diversa, puntando più sulla fisicità per non perdere i duelli. L’obiettivo era quello di creare occasioni per le due punte. Nel primo tempo abbiamo sbagliato qualcosa di troppo, poi nella ripresa il Torino si è chiuso e per noi è diventato più complicato. Bisogna rifare ordine sui principi della squadra, su quello che è il gioco che vogliamo sviluppare”. C’è da lavorare soprattutto sulle gestione della gara in momenti di svantaggio: “In questi casi i giocatori tendono a portare di più la palla e a provare cose individuali. Bisogna fare in modo di tornare a quella condizione in cui ciascuno si attiene ai propri compiti e li fa bene”.

“Perisic? Se non vuole giocare starà fuori”

Non potevano mancare ovviamente le domande su Perisic e sul futuro del croato che, come ha confermato lo stesso Marotta nel pre gara, ha chiesto la cessione al club: “Un calciatore può dire tutto quello che vuole ma, essendo di proprietà della società e un professionista stipendiato, sta poi al club decidere di darlo via. Inoltre, ne serve un altro che lo possa acquistare. Se non vuole giocare, starà fuori. Non ci sono problemi. Quando si pensa di non poter dare un contributo, si aiuta stando fuori".