Roma, Ranieri nuovo allenatore: "Felice di essere tornato a casa"

Serie A
Claudio Ranieri e Francesco Totti (foto Twitter @OfficialASRoma)

Claudio Ranieri è ufficialmente il nuovo allenatore della Roma, contratto fino a giugno: "Felice di essere tornato a casa. Quando Roma chiama è impossibile dirle di no". Per lui è un ritorno in panchina in giallorosso dopo l'esperienza dal 2009 al 2011. Pallotta: "L'obiettivo è tornare in Champions"

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Claudio Ranieri è il nuovo allenatore della Roma. Terminata l’avventura di Eusebio Di Francesco, ufficialmente esonerato dalla società dopo l’eliminazione dalla Champions League con il Porto, è il 67enne di Testaccio a prendere il suo posto sulla panchina giallorossa, su cui siederà per la seconda volta nella sua lunga carriera (nella prima, dal 2009 al 2011 sfiorò lo scudetto): “Sono felice di essere tornato a casa. Quando la Roma ti chiama è impossibile dirle di no”, ha dichiarato raggiante nella prima intervista alla tv ufficiale del club. Ranieri era il primo della lista della dirigenza in caso di addio di Di Francesco e il suo profilo ha messo d’accordo tutte le parti in gioco. Il contratto sarà di tre mesi, fino a giugno 2019. 

Pallotta: "Obiettivo Champions". Totti: "Abbiamo bisogno di mani esperte"

"Siamo lieti di dare il bentornato a Claudio Ranieri - ha dichiarato il presidente della Roma Pallotta -. L’obiettivo che abbiamo in questa stagione è finire più in alto possibile in classifica e ottenere la qualificazione in Champions League. Per questo motivo, abbiamo deciso di chiamare un allenatore che conosca il club, comprenda l'ambiente e sia in grado di motivare i giocatori. Claudio risponde a tutte queste caratteristiche e si è dimostrato molto entusiasta nell’accettare questa nuova sfida". Anche Francesco Totti ha dato il benvenuto a Ranieri: "Claudio non è solo un tifoso della Roma, nato e cresciuto nella Capitale, ma è uno degli allenatori più esperti nel mondo del calcio. Ora abbiamo bisogno di mani esperte, in grado di guidarci tra le prime quattro per rigiocare la Champions League nella prossima stagione. Ci mancano dodici partite in campionato e dobbiamo vincerne il più possibile".

La giornata di Ranieri

Quando erano passate da poco le 7 in Italia, Ranieri ha lasciato la sua casa di Londra per prendere un aereo che lo ha portato nella Capitale. L'atterraggio poco dopo le 10, un breve passaggio nella sua casa romana, e poi a Trgoria per la firma del contratto e il primo allenamento.

Ranieri-Roma, una storia in tre atti


Sarà la seconda volta da allenatore di Claudio Ranieri alla Roma, lui che ha potuto vivere il mondo giallorosso anche da giocatore. Proprio a Roma - e poi nella Roma - Ranieri è cresciuto, arrivando nelle giovanili da giovane, nel club del suo cuore che lo ha poi lanciato anche tra i professionisti. Era il 1972. Solo una manciata di presenze, però, prima di salutare la Capitale, che avrebbe poi riabbracciato nel 2009, anno della chiamata per il ruolo di allenatore, con la società che lo aveva scelto per sostituire Luciano Spalletti, dimissionario dopo una brutta partenza di stagione. Il 6 dicembre di quell’anno vinse il suo primo derby da allenatore; l’11 aprile la squadra è prima in classifica davanti all’Inter. Celebre il successo nel derby di ritorno del 18 aprile 2010 un 2-1 sulla Lazio ricordato soprattutto per una mossa coraggiosissima: sotto 1-0 all'intervallo, sostituì a fine primo tempo Francesco Totti e Daniele De Rossi, capitano e vice-capitano della squadra, che avrebbero poi esultato e sorriso alla doppietta di Vucinic che valse la vittoria in rimonta. Quella stagione, però, si concluse con 80 punti e un amaro secondo posto: decisiva la sconfitta del 25 all’Olimpico contro la Sampdoria di Cassano e Pazzini. Al termine di quella stagione si spense la magia: il 2010-2011 non cominciò nello stesso modo e il 20 febbraio 2011, dopo la sconfitta per 4-3 con il Genoa (la Roma chiuse il primo tempo in vantaggio per 0-3, ndr), Ranieri rassegnò le dimissioni, venendo sostituito il giorno seguente da Vincenzo Montella. 

Ranieri, Roma e romanità

Un allenatore che ha girato le panchine tutta Europa, Ranieri: da Napoli e Firenze a Valencia, da Milano a Londra, arrivando fino in Grecia. E che, grazie a quanto fatto nel 2016 con il Leicester, è conosciuto e rispettato nel mondo, che ormai lo definisce Sir Claudio. In Inghilterra è passato da essere Tinkerman (erano i tempi della sua avventura al Chelsea, ndr), l’aggiustatore, a Thinkerman, il pensatore. Ma lui, in fin dei conti, è sempre stato innamorato della sua Roma, dove è nato e cresciuto. Lo ha fatto nel quartiere di Testaccio, dove la romanità si respira a tutte le ore del giorno e della notte. I vecchi residenti lo chiamano ancora “Er Fettina”: sì, perché sor Mario, papà di Claudio, aveva una macelleria proprio lì, nel cuore della Capitale. "Era il cocco di casa perché giocava a pallone, il fratello Carlo invece eccome se lavorava", raccontano. Altri lo avevano soprannominato "Er Pecione", il pasticcione, perché "non è che fosse proprio un fenomeno come giocatore". Erano i lontani anni ’60, la macelleria lavorava a pieno regime ma Ranieri, incurante dei nomignoli, pensava solo al calcio. I primi calci al pallone nell’Oratorio di San Saba, poi nella squadra del Roma Club Dodicesimo Giallorosso, per approdare poi, ventenne, nelle giovanili della Roma, dove è cominciata la sua storia.

Foto da Twitter (@OfficialASRoma)

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