Serie A, sala unica per il Var dal 2019-2020: seguirà le gare da Coverciano

Serie A

Lorenzo Fontani

L’associazione italiana arbitri ha annunciato che dalla stagione 2019-2020 inaugurerà una sala unica per il Var che seguirà tutte le gare: avrà sede a Coverciano e funzionerà anche da “palestra” per gli ufficiali di gara 

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Il progetto è ormai realtà. Anche in Italia ci sarà una centrale unica per i Var. Ma sarà molto più che una semplice sala "regia", come negli altri Paesi che adottano la soluzione non "on site" (sul campo). Sarà, anzi in pratica già è, un centro di addestramento completo, che si arricchirà anche dell'ultimo step, quello appunto dell'operatività nei weekend di campionato. Il Centro Tecnico di Coverciano infatti, un'eccellenza che il mondo ci invidia, è già attrezzato con un vero e proprio "simulatore" per allenare gli arbitri - in campo e in sala - alla video assistenza. Ci sono infatti già le sale cablate con le telecamere sui campi per provare e riprodurre le situazioni da Var. Non è un caso che la Fifa, con Collina alla guida degli arbitri e Rosetti a capo del progetto Var Mondiale, abbia portato i direttori di gara proprio a Coverciano alla vigilia del Mondiale russo, poi conclusosi con un successo unanimemente riconosciuto da quel punto di vista.

Dal prossimo campionato dunque, se non sarà possibile subito si potrà iniziare anche dopo qualche giornata, gli arbitri andranno sui campi mentre i loro colleghi al viedo andranno a Coverciano, o ci rimarranno in caso di raduno (da anni i raduni arbitrali già si fanno al Centro Tecnico). D'altronde ormai l'esperienza è tale che può ritenersi superata la necessità di quella quota di maggiore affiatamento che può derivare dal viaggiare insieme e operare insieme durante la gara, sul posto. Nella bilancia ora pesa senz'altro di più la possibilità di ottimizzare costi e risorse. Gli arbitri destinati al video saranno tutti nello stesso posto e potranno anche assistere come Var a più di una partita a weekend - considerata la "spalmatura" delle gare sui diversi orari - senza escludere nemmeno che i Var per partita possano essere anche più dei due attuali (al Mondiale ogni partita ne aveva quattro), senza necessariamente allargare l'organico, e senza dimenticare che già una dozzina di arbitri di B hanno raggiunto il livello necessario ad agire da primo Var.

Risorse ottimizzate dunque ma soprattutto un passo verso una maggiore uniformità di giudizio: va da sé infatti che maggiore è l'addestramento e il lavoro collettivo, favorito dalla novità logistica, minore sarà il rischio di divergenze di interpretazione su episodi simili. Perché, non va mai dimenticato, anche davanti a un monitor la valutazione resta soggettiva. In prospettiva, infine, è ora meno "tabù" l'ipotesi di un corpo Var specializzato. Una opzione che all'inizio del progetto Var non veniva presa in considerazione da Aia e Figc ma che potrebbe essere riconsiderata, coinvolgendo gli arbitri che nelle prossime stagioni verranno "dismessi" per anzianità dopo aver già comunque maturato - oltre a quella pluriennale sul campo - anche esperienza con l'arbitraggio in epoca Var.

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