Lazio-Atalanta, le chiavi tattiche della sfida

Serie A

Francesco Lisanti

Una sfida avvincente tra due delle squadre più in forma del campionato. L'Atalanta con una vittoria porterebbe grande fiducia all'ambiente che cerca una storica qualificazione alla Champions League, la Lazio invece vincendo accorcerebbe su una rivale, aumentando le proprie speranze.

SERIE A, LA DIRETTA GOL

La squadra più in forma del campionato, con il giocatore più in forma del campionato, vale sempre la pena di essere guardata. L’Atalanta ha conquistato 21 punti nelle ultime 10 giornate, in una classifica parziale che vede la Juve seconda con 20 punti, Bologna e Torino al terzo posto con 19 e la Lazio quinta con 17, alla pari di Roma, Napoli e Spal. È anche la miglior difesa delle ultime dieci giornate, insieme al Torino, con soli 8 gol subiti, e nel computo dell’intera stagione risulta la prima squadra per xG prodotti.

Sono dati che ingrossano il rammarico per quei punti persi in modi che la statistica non riesce a spiegarsi, come nel caso della recente partita casalinga contro l’Empoli, in cui la squadra di Gasperini ha prodotto un volume di occasioni tale da far registrare mediamente sei gol, e invece ne ha segnati zero. È una questione di prospettive: ragionando sull’arco dell’intera stagione, è evidente come l’Atalanta rappresenti il miglior attacco della Serie A, e allo stesso tempo una delle sue eccellenze difensive. Nel dettaglio della singola partita, invece, capita spesso che perda il controllo degli eventi, o che si infranga sui limiti tecnici della rosa.

Qualche giornata fa, l’Atalanta ha pareggiato in casa contro il Chievo, in una partita chiusa con il 73,5% di possesso palla e la miseria di 2 tiri in porta concessi. Entrambi, peraltro, in questa stessa azione di Meggiorini, che mette in fila un controllo volante in corsa delicatissimo e una coordinazione in girata con angolo di tiro strettissimo: quanto basta per sottrarre due punti ai bergamaschi.

«A questo punto siamo padroni del nostro destino», ha commentato Gasperini dopo il 2-0 raccolto contro l’Udinese che ha issato l’Atalanta fino al quarto posto, finalmente occupato in solitaria, con tutte le concorrenti alle spalle. Quel destino, nelle ultime cinque partite della stagione - fra la prossima di campionato e la finale di Coppa Italia - dovrà passare per due volte sulle ambizioni della Lazio di Simone Inzaghi, squadra dalla forma indecifrabile ma dall’indiscutibile potenziale offensivo, che per identità tattica e caratteristiche dei giocatori si candida a colpire l’Atalanta nei suoi punti fragili.

In quest’anteprima della finale di coppa, la Lazio proverà a recuperare un piazzamento europeo per il momento compromesso. In qualche modo, proverà anche a vendicare il gol di Musa Barrow che lo scorso anno, proprio di questi tempi e proprio in quello stadio, le strappò via la qualificazione matematica in Champions League. Insomma, non sarà una partita povera di motivazioni, e tanto meno una partita povera di spunti tattici.

In che condizioni arriva la Lazio

Il tratto comune a tutti gli ultimi gol subiti dall’Atalanta è la palla persa a ridosso del cerchio di centrocampo: quella di Zapata nella semifinale di Coppa contro la Fiorentina, con una doppia verticalizzazione Benassi-Chiesa per lanciare Muriel davanti a Gollini; quella di Hateboer contro il Napoli, con un intelligente movimento centrale di Callejón che gli permette di servire Malcuit alle spalle di Castagne; quella di Pasalic contro il Parma, da cui nasce una delle proverbiali cavalcate di Gervinho.

Un’ottima notizia per la Lazio, che si è conquistata la finale di Coppa Italia addirittura sugli sviluppi di un calcio d’angolo per gli avversari. Anche nelle ultime uscite, la Lazio si è confermata un po’ inceppata nelle fasi di attacco posizionale, nelle lunghe sequenze di passaggi a ridosso dell’area di rigore avversaria a cui tutte le squadre del campionato italiano in un modo o nell’altro ti costringono. E allo stesso tempo, piena di risorse quando può attaccare il campo in velocità, in parità numerica sui difensori avversari, trovando combinazioni a uno o due tocchi tra i suoi uomini migliori.

Anche nelle partite in cui non ha subito gol, l’Atalanta si è sempre presa grossi rischi: qui da un banale passaggio fuori misura di Ilicic, l’Inter trova l’occasione per attaccare l’area in parità numerica. Icardi si appoggia all’inserimento centrale e punta la porta, come Immobile adora fare.

La Lazio convive con le sue contraddizioni ormai dall’inizio della stagione, ed è così che si spiega una squadra, soltanto per restare alle ultime tre uscite, in grado di arrendersi in casa al Chievo (con la curva in sciopero per protesta contro la Polizia), e poi di andare a vincere in casa del Milan (in Coppa Italia) e della Sampdoria. Contro l’Atalanta, la Lazio ritroverà Luis Alberto ma non ancora Milinkovic-Savic, che dopo il calcio rifilato a Stepinski si è fatto male cedendo a una finta di Suso. In ogni caso a Inzaghi non mancano le opzioni: Correa e Caicedo hanno felicemente condiviso il campo nell’ultima uscita, ma questa volta uno dei due dovrebbe sedersi in panchina per fare spazio a Immobile.

Inzaghi conosce l’importanza di vincere i duelli contro l’Atalanta, e per questo dovrebbe puntare sull’ecuadoriano, più efficace nel giocare d’anticipo, nel vincere i duelli contro i difensori sia per terra che per aria, e quindi nel ripulire i palloni per i compagni di reparto. Luis Alberto, con 3.5 passaggi chiave p90, è ancora il miglior rifinitore della squadra, e sarà quindi chiamato ad assorbire le carenze nel playmaking legate all’assenza di Milinkovic e alla scelta della coppia d’attacco.

Quali saranno i duelli decisivi

Siccome si tratta di giocare contro l’Atalanta, e di giocarci contro praticamente con modulo speculare, per Inzaghi saranno particolarmente delicate le scelte sugli esterni, ancora condizionate da squalifiche e acciacchi. Marusic, Romulo e Durmisi si giocano i due posti disponibili, con i primi due favoriti per giocare, e in grado di occupare entrambe le fasce. Sembra che Marusic sia il favorito per giocare a sinistra, anche perché costringere Romulo a ripiegare su Hateboer potrebbe essere un azzardo troppo grosso.

Un’altra decisione fondamentale investe la zona di campo in cui si troverà a giocare Ilicic, perché non sarà convocabile neanche Radu, il più impiegato in questa stagione come terzo difensore di sinistra. Non è detto che sia una brutta notizia, perché Bastos è più veloce è ha più forza nelle gambe, due caratteristiche indispensabili per sopravvivere alle finte di corpo e ai palloni accarezzati dallo sloveno.

Sensi si infila tra Milinkovic e Lucas Leiva, Berardi riceve in anticipo su Radu e lo lancia verso la porta: una situazione di gioco che l’Atalanta ricerca decine di volte all’interno della stessa partita.

Un’altra variabile di cui tenere conto è la disposizione dell’attacco dell’Atalanta. Gasperini dovrebbe rifugiarsi nel tradizionale tridente e tenere Ilicic sul versante destro, Gómez su quello sinistro e Zapata centrale, provando a progredire lungo il campo attraverso le combinazioni sulle fasce: una buona strategia contro il 3-5-2 della Lazio, che costringerà Luis Alberto a una partita di continui ripiegamenti per pareggiare in numero i triangoli dell’Atalanta, e Acerbi ad accettare situazioni di uno contro uno contro il potente attaccante colombiano.

Alla Lazio conviene una partita attenta nella propria metà campo e aggressiva a ridosso del centrocampo, ma corre il rischio di consumare Caicedo e Immobile nella ragnatela di passaggi avversaria. All’Atalanta, invece, conviene velocizzare la manovra per innescare quelle combinazioni diagonali che la Lazio soffre, ma corre il rischio di incorrere in errori forzati e di aprire il campo alle ripartenze avversarie.

In una partita decisiva per gli equilibri del campionato, entrambe le squadre dovranno arrivare a imporre il proprio gioco rinunciando a qualcosa, o superando sé stesse. Con la prospettiva per gli sconfitti, tutt’altro che negativa, di imparare la lezione fondamentale per sollevare un trofeo tra dieci giorni.

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