Gattuso: "Champions persa nel mese dopo il derby. 18 mesi fatti bene, ma sembra nulla"

Serie A

L'allenatore tra mancata qualificazione in Champions e bilanci: "Il rammarico più grande è per le sette partite dopo il derby perso. Abbiamo fatto cinque punti, abbiamo giocato al 'Ciapa no'. Futuro? Per ora la società non mi ha mai fatto sentire in bilico”

MILAN: VIA GATTUSO E LEONARDO

I MOTIVI DELL'ADDIO DI GATTUSO E LEONARDO

SPAL-MILAN 2-3, GOL E HIGHLIGHTS

“In questo momento parliamo delle cose buone che abbiamo fatto durante l'anno, poi ci sarà tempo per pensare al futuro”. Rino Gattuso non ha dubbi in coda alla serata che ha decretato l'esclusione del suo Milan dalla prossima Champions League. La vittoria per 3-2 sul campo della Spal è stata vanificata dalle contemporanee vittorie di Inter e Atalanta. “Bisogna fare i complimenti a questo gruppo e valutare bene cosa abbiamo fatto – precisa Gattuso ai microfoni di Sky Sport- le ultime quattro partite sono andate bene, ma il rammarico più grande è per le sette partite dopo il derby perso. In quelle sette partite abbiamo fatto cinque punti, abbiamo giocato al 'Ciapa no'. Abbiamo perso l'anima in quel periodo, ma questa è una squadra giovane che può migliorare ancora tanto. Dobbiamo analizzare i punti fatti, sono 68. Non pochi”. Un dato rimarcato con orgoglio, così come il lavoro fatto:“Vorrei dirvi tante cose ma in questo momento preferisco evitare. Ci dimentichiamo i 18 mesi e tutto quello che abbiamo fatto, ma qui sembra che non sia stato fatto nulla. Abbiamo fatto un percorso, cose importanti, e invece sembra che non abbiamo fatto niente. Mi riferisco all'aria che si respira, non a livello societario. Siamo partiti a luglio con l'intento di ricompattarci. Io penso che il Milan ha vinto per tanti anni, ma ora è da troppo tempo fuori dalla Champions. A volte la delusione e le parole di troppo possono derivare da questo aspetto”.

“Futuro? Per ora la società non mi ha detto nulla. Al Milan devo tanto”

Nelle parole di Gattuso c'è spazio anche per la riconoscenza nei confronti della società Milan: “Non è retorica, penso di dovere tanto al Milan. Mi hanno fatto alzare trofei incredibili, mi hanno fatto diventare calciatore e un mezzo allenatore. E questo non devo dimenticarlo”. Il presente impone però delle riflessioni: “Ho vissuto 18-19 mesi non facili. Sapevo a cosa andavo incontro e bisogna anche analizzare questo. Qualche complimento l'ho preso, ma ho sentito anche tante cose strane e tante responsabilità che in quel momento non potevo prendermi. Difficilmente per carattere mi faccio scivolare le cose addosso”. Spazio anche ai piani per il futuro, almeno sul piano tecnico: “Questa è una squadra che ha pregi e difetti. Per giocare un certo tipo di calcio, occorre gente che sappia occupare bene gli spazi. Non basta saper giocare, ma serve anche che qualcuno si assuma le sue responsabilità. Quando un allenatore deve gestire un gruppo di 25 giocatori, servono 3-4 persone con più esperienza. Non farebbero male”. Sul suo percorso, invece, Gattuso non si sbilancia: “La società non mi ha detto nulla. Ad oggi nessuno mi ha mai detto di trovare un'altra soluzione per il futuro, sento tanti nomi di allenatori che dovrebbero prendere il mio posto ma a me la società non ha detto che e' intenzionata a cambiare".

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