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24 agosto 2019

Fiorentina-Napoli, le chiavi tattiche della sfida

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La prima partita di campionato è sempre un'incognita: Ancelotti e Montella hanno cambiato molto nel precampionato rispetto alla passata stagione, ma si affrontano senza i due nuovi importanti acquisti, Ribery e Lozano, almeno dal primo minuto

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La prima partita di Serie A offre un contesto quasi indipendente rispetto al resto del campionato. La preparazione fisica si fa ancora sentire sulle brillantezza dei giocatori giocatori, gli schemi non sono ancora stati provati a un ritmo più alto di quello delle amichevoli. L’eccitazione però è al massimo. Per i tifosi è il primo contatto reale con il calcio giocato dalle proprie squadre, un’occasione per vedere in una partita vera i nuovi acquisti e le nuove idee degli allenatori.

Tanto Ancelotti quanto Montella hanno avuto una squadra molto cambiata dal mercato estivo, ed entrambi però non avranno a disposizione il nuovo acquisto più importante per questo esordio. Fiorentina-Napoli sarà il momento per verificare realmente se gli esperimenti provati nella preparazione estiva siano da continuare o meno.

Il centrocampo fluido del Napoli

Nel Napoli infatti non è stato convocato Lozano. Questo significa che la questione su dove inserirlo nell’undici è rimandata alla prossima partita. All’esordio Ancelotti metterà in mostra il lavoro estivo fatto sull’ossatura della squadra. Anche l’assenza di Milik spingerà ancora di più Ancelotti verso il percorso estivo, in cui il Napoli ha lavorato su uno scaglionamento offensivo fluido, dove i giocatori che difendono in un 4-4-2 in fase di possesso si muovono per occupare zone diverse, così da accomodare i terzini sulle fasce e permettere a Insigne di giocare tra le linee. I giocatori del Napoli ormai si conoscono a memoria e riescono a muoversi per il campo gestendo benissimo gli spazi. Il Napoli proverà a mantenere il possesso del pallone con i giocatori disposti su più linee di gioco possibili.

Anche contro la Fiorentina sulla carta il Napoli schiererà il solo Mertens come punta e un centrocampo con Allan e Zielinski al centro, Fabían Ruiz sulla trequarti e Insigne e Callejón larghi. I giocatori saranno molto liberi di muoversi tra le linee, con Insigne che partendo largo verrà verso il centro e Ruiz e Zielinski che saranno liberi di gestirsi le zone di ricezione alternandosi ai lati di Badelj e dietro Pulgar e Benassi. Il Napoli, insomma, vorrà attaccare alle spalle del centrocampo della Fiorentina muovendo lì a turno le ricezioni dei centrocampisti. Lo stesso Mertens, con i suoi movimenti in profondità, servirà per abbassare la linea difensiva e allargare lo spazio di manovra in zona di rifinitura, dove Insigne, Fabían e Zielinski verranno a toccare il pallone per scambiare nello stretto e trovare la combinazione giusta per l’ultimo passaggio in area di rigore per il taglio di Mertens o di Callejón.

Il tridente della Fiorentina senza Ribery

Quello del tridente offensivo è il grande tema estivo della Fiorentina perché è lì dove la squadra si è rinnovata di più. Dal mercato sono arrivati due giocatori esperti e di talento come Ribery e Boateng mentre dalla primavera sono stati promossi Sottil, Montiel e Vlahovic. A loro si affiancherà il giocatore più importante della rosa, ovvero Federico Chiesa. In attesa di Ribery (che è convocato e potrebbe entrare a partita in corso), Montella in estate ha provato Sottil a sinistra con compiti tattici in realtà simili a quelli che osserverà il francese. E proprio Sottil dovrebbe essere confermato titolare a sinistra come nel turno di Coppa Italia. Sottil non riceve largo con i piedi sulla linea laterale, Montella preferisce lasciare quello spazio alla salita del terzino, chiedendo invece a Sottil di accentrarsi nel mezzo spazio di sinistra (il corridoio verticale tra la fascia sinistra e la fascia centrale del campo).

Cosa diversa a destra con Chiesa, che invece dovrebbe partire largo sempre così da attaccare lo spazio alle spalle di Ghoulam, il vantaggio tattico maggiore che ha sulla carta la Fiorentina in questa partita. Chiesa deve mangiarsi lo spazio alle spalle del terzino avversario e creare quindi i presupposti per attaccare il Napoli quando perde palla.

Una volta alzata la testa per il cross, Chiesa troverà situazioni diverse a seconda della punta che giocherà. Ha detto Montella alla conferenza stampa della vigilia: «Vlahovic e Boateng sono diversissimi e hanno la mia totale fiducia anche come tipo di giocatori. Mi è stata appiccicata un po’ l’etichetta del falso 9, a me a prescindere piace uno che faccia gol, vero o falso che sia. Se non segna il centravanti devono segnare gli esterni e i centrocampisti». 

Vlahovic in Coppa Italia contro il Monza ha segnato una doppietta che ha messo in mostra le sue doti di finalizzazione, ma anche semplicemente atletiche. Boateng è un profilo molto diverso, che ama giocare spalle alla porta tra le linee, fare da punto di riferimento centrale per l’avanzamento del pallone e buttarsi in area solo in seconda battuta. Il più delle volte la mezzala Benassi gioca talmente avanzata da finirgli davanti (lui è quello che Montella intendeva tra i giocatori che devono segnare se non le punte). 

Contro il Napoli potremmo vedere entrambi i giocatori alternarsi in una staffetta (destinata forse a proseguire tutta la stagione), con Boateng titolare a fare gioco venendo incontro e poi Vlahovic nel secondo tempo contro la difesa più stanca del Napoli.

Le considerazioni che potremmo trarre da Fiorentina-Napoli non sono importanti per capire davvero la competitività delle squadre, ma di certo la partita ci dirà qualcosa in più sulla strada che i due tecnici vogliono percorrere nella nuova stagione.

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