Torino, Verdi: "Scelta semplice, mi hanno voluto fortemente. Mazzarri ha le idee chiare"

Serie A

L'attaccante arrivato in granata negli ultimi minuti di mercato si è presentato ufficialmente in conferenza stampa: "Cairo e Mazzarri mi hanno voluto con forza, è stato facile scegliere. Ho tanta voglia ed entusiasmo, ora penso solo a ripagare la loro fiducia"

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È sempre stato un obiettivo dichiarato del Torino, ma per il suo arrivo in granata è stato necessario attendere gli ultimi minuti di calciomercato. Contratto depositato alle 21:57 di lunedì 2 settembre, esattamente tre minuti prima dello stop alle trattative, Simone Verdi è ufficialmente un nuovo giocatore del Toro. Un ritorno per l’attaccante classe ’92, che aveva vestito la maglia granata già dal 2011 al gennaio 2013. Intervenuto in conferenza stampa, Verdi si è presentato e ha parlato delle sue sensazioni: "Prima di ogni altra cosa vorrei ringraziare il presidente Cairo – ha detto -, perché sono consapevole del grande sforzo che ha fatto per acquistarmi. Con il Napoli è stata una trattativa molto lunga, a un certo punto temevo che non potesse concretizzarsi perché Ancelotti non voleva che partissi, mi riteneva un valore aggiunto. Cairo, però, non ha mai mollato e ci ha sempre creduto, altrimenti oggi non sarei qui. Ritrovo una società che ha fatto passi da gigante, è bello essere tornato. Non ci saranno problemi di adattamento: conosco i tifosi e so cosa vogliono, inoltre in spogliatoio conosco anche diversi compagni. Scegliere il Torino è stato semplice, sentire quanto mi volessero il presidente e l’allenatore ha fatto la differenza".

Il rapporto con Mazzarri e gli obiettivi in granata

Fondamentale, dunque, anche la presenza di Walter Mazzarri in panchina: "Abbiamo già parlato prima dell’ultimo allenamento – ha proseguito Verdi -, ha iniziato a illustrarmi ciò che vuole che faccia in campo. Vuole che giochi tra le linee in un 3-4-3, ma i moduli possono variare. Al momento non riesco a fissarmi obiettivi personali, preferisco pensare a quelli collettivi perché poi quelli personali arrivano di conseguenza. Chiaramente mi piacerebbe tornare in Nazionale, ma dipenderà da ciò che faccio con il Torino. L’Europa? Pensiamo partita dopo partita, senza guardare troppo oltre. Fisicamente sto bene, i test che ho fatto con il preparatore atletico dicono che sono nella media della squadra. In ogni caso arrivo da un anno in cui ho avuto qualche problema e probabilmente non sono ancora al top, ma dal 6 luglio ad oggi mi sono sempre allenato regolarmente con il Napoli. Mi manca un po’ di ritmo partita, è chiaro, ma lo troverò con il tempo. Ho fiducia nello staff di Mazzarri e sono fiducioso, saprò integrarmi bene. Quando si cambia squadra, spesso si viene buttati nella mischia. Qui invece c’è uno staff che saprà gestirmi al meglio. Ci sono tanti buoni giocatori e l’allenatore deciderà quale sarà la posizione che più si addice a me. Io sono a disposizione e ho grande voglia ed entusiasmo".

Il numero di maglia e uno sguardo al futuro

In chiusura la scelta del numero di maglia, il 24, e un pensiero sulla possibilità di rimanere a lungo al Torino: "So che il 24 è stato di Moretti e so quanto sia stato importante lui per la storia del Toro. Ho parlato con Emiliano e mi ha detto di onorare al meglio questa maglia. Io ho scelto questo numero perché è il giorno di nascita della mia fidanzata. Se penso di diventare una bandiera del Torino? Mi sembra difficile parlare di bandiere nel calcio moderno. Io voglio pensare partita dopo partita, sono venuto qui perché questa società mi ha voluto fortemente. Ho firmato un contratto di quattro anni con opzione per il quinto – ha concluso -, ma voglio solo pensare a fare bene, a rimettermi in gioco e a ripagare la fiducia del presidente e dell’allenatore".

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