Serie A, le migliori giocate della 17^ giornata

Serie A

Redazione l'Ultimo Uomo

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Un passaggio di petto di Cristiano Ronaldo, due trovate geniali di Under e Lorenzo Pellegrini nella vittoria della Roma sulla Fiorentina e altri grandi colpi dall'ultimo turno di campionato del 2019

La diciassettesima giornata ci ha lasciato grandi spunti a livello individuale: il gol pazzesco di Ronaldo, anche se arrivato di mercoledì; il primo gol in Serie A di Sebastiano Esposito; le prestazioni di Pellegrini e Zaniolo o ancora per quella incredibile del "Papu" Gomez. Insomma la sosta ci lascia una Serie A in salute, un campionato ancora incerto nella classifica e giocatori che stanno entrando nel picco delle loro prestazioni. Come contorno si trovano le solite improbabili e più spettacolari giocate della giornata, che trovate di seguito.

Il filtrante di petto di Cristiano Ronaldo

All’interno di una partita che ricorderemo per l’irreale gol di testa di Cristiano Ronaldo, questo passaggio di petto sembra perdersi un po’ come un bicchiere d’acqua in una tempesta. Eppure in qualche modo le due giocate fanno parte della stessa metafisica del giocatore portoghese, ovvero la capacità di usare parti del proprio corpo in maniera differente da tutti gli altri. 

 

Come un salto così potente richiede delle capacità fisiche non convenzionali, allo stesso modo per eseguire quel passaggio bisogna avere dei pettorali di ferro. Ronaldo usa il petto come se fosse la spalla, dandosi la spinta per dare forza al pallone con i muscoli della schiena. Il petto però di solito si usa per stoppare un pallone o al massimo per appoggiarla ad un compagno vicino. Un filtrante di petto è una cosa nuova, una cosa da Ronaldo.  

Il filtrante di esterno di Cengiz Under

Cengiz Ünder sta passando una stagione difficile. Dopo un’estate in cui sembrava uno dei giocatori cardine del gioco di Fonseca e un inizio di stagione promettente con il bel gol all’esordio stagionale con il Genoa, l’ala turca sta facendo fatica a ritrovare una forma fisica accettabile dopo il lungo infortunio al bicipite femorale che l’ha tenuto fuori per ben 8 partite di fila. Da quando è riapparso tra i titolari Ünder è sembrato appesantito, e inadatto al calcio ragionato e tecnico di Fonseca. Il talento del giocatore turco è più immanente e improvviso, sembra accendersi a lampi con giocate pesantissime, come questo filtrante di trivela contro la Fiorentina. 

 

Com’è chiaro da questa giocata, quello che stupisce di Ünder è la capacità di combinare movimenti senza palla a un’ambizione nel gioco quasi senza limiti, e questo spiega anche perché il turco può essere un giocatore così frustrante nei suoi momenti peggiori. Ünder non ha infatti una tecnica di élite e se non è accompagnato dall’intensità fisica e mentale che di solito lo contraddistingue finisce per risultare quasi pacchiano nella distanza tra quello che vorrebbe fare e quello che riesce a fare. Perché quello che vorrebbe fare, per l’appunto, è quasi sempre del livello di un assist per mettere un compagno davanti la porta con un esterno tagliato dalla trequarti. 

Pellegrini cammina sulle acque

Lorenzo Pellegrini sta camminando sulle acque, letteralmente. Quando corre sembra avere un passo più leggero rispetto agli avversari, passando sull’erba come se avesse un overboard sotto i piedi. In quest’azione, su un’uscita palla difficile della Roma che era stata messa in difficoltà dal pressing alto della Fiorentina, trasforma Badelj in una statua di sale portandosi avanti la palla con il tacco con un passo da ballerino classico, come se fosse la cosa più scontata da fare. Poi vede il taglio interno-esterno di Zaniolo che serve con un esterno delizioso che sembra fermare il pallone proprio per aspettare il compagno, mentre Dalbert gli rovina alle spalle nel più inelegante dei modi. Tutti sembrano inadeguati, quando Pellegrini entra in possesso del pallone. 

Sabelli show

Partiamo da qualche numero semplice: Sabelli è uno dei tre terzini della Serie A di una difesa a quattro con più dribbling riusciti e uno di quelli con più passaggi chiave. Come tutti gli esterni bassi dei moduli col rombo, è molto responsabilizzato col pallone ed è costretto anche a un lavoro atletico notevole. Non è scontato quindi che Sabelli, alla prima stagione da titolare in Serie A, giocasse a questo livello. La sua influenza sulla partita è enorme per un terzino, per esempio è il giocatore del Brescia che tocca più palloni a partita. Qui fa un grande numero, saltando due giocatori con un tunnel in corsa a rientrare tipico degli esterni più tecnici, che aprono corridoi in zone di campo congestionate. Peccato che il cross non sia poi al livello dei dribbling.

Boga scia tra gli avversari

Jeremie Boga è di gran lunga il giocatore in Serie A che tenta più dribbling (7.5 per 90 minuti), e contemporaneamente anche quello a cui gliene riescono di più (4.9). Più di giocatori come Douglas Costa, o Ribery, o Dybala. In un campionato così povero di dribblatori e così bloccato tatticamente, già questo da solo dovrebbe far capire quanto l’ala francese sia un patrimonio non solo per il Sassuolo ma anche per l’intera Serie A. Ma per fortuna il calcio non si legge solo attraverso i numeri e quasi a ogni giornata abbiamo almeno una giocata a rendere viva la sua specialità. Nell’ultima partita contro il Napoli, ad esempio, abbiamo questa serpentina ripetuta. 

 

Boga parte dalla propria mediana, raccogliendo il pallone rimesso in gioco da Pegolo, e gli basta una semplice accelerazione per superare il primo avversario che gli si para davanti, Fabian Ruiz, che dietro di lui arranca come se stesse giocando con degli scarponi da neve. Quando accelera, Boga riesce a toccare il pallone con una frequenza diversa rispetto agli avversari, tenendoselo così sempre vicino ai piedi, impedendo agli avversari di intervenire. Per due volte Fabian Ruiz prova a rinvenire su di lui, utilizzando il sinistro come un arpione, e per due volte Boga allontana il pallone con la suola, proprio nel momento in cui sembra sul punto di perderlo. L’ala francese attira a sé anche Allan e toccando ripetutamente il pallone sempre con la suola lo supera con un tunnel, mentre alle sue spalle Fabian Ruiz continua a dimenarsi. Boga entra nella trequarti e deve allungarsi il pallone per superare l’ultimo tentativo del centrocampista spagnolo, illudendo Insigne di poter essere lui il giocatore che finalmente recupererà il possesso. E invece, per l’ennesima volta, Boga arriva un attimo prima del suo avversario e scarica indietro con l’esterno. Da solo ha superato tre avversari, e adesso il Sassuolo può attaccare la linea difensiva di Gattuso in campo aperto.

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