Cagliari, Joao Pedro: "Mi sento a casa, proveremo a rifare la storia"

Serie A
©Getty

L’attaccante del Cagliari ha raccontato il suo legame con la città e la Sardegna: "È una terra che mi appassiona, dal clima tropicale come il Brasile. Durante il periodo della squalifica per doping la gente mi è stata vicina e si è fidata di me: sarò sempre grato"

Dopo sei anni, Joao Pedro è diventato un sardo d’adozione. A Cagliari ha trovato la sua dimensione e ha parlato del suo legame forte con la città in un’intervista rilasciata a Globoesporte: "Qui mi sento a casa, è una terra che mi appassiona con un clima tropicale, come il Brasile. Non fa freddo come al nord. Mia moglie Alessandra è italiana e ormai parlo e capisco bene la lingua. Sono su un’isola, dove si vive e si respira calcio, chi nasce in Sardegna tifa per il Cagliari perché non ci sono altre squadre importanti. Siamo nell’anno del centenario e stiamo tentando di rifare la storia". Il brasiliano sta trovando una continuità realizzativa inedita e a proposito di bomber: "Qui giocava un personaggio di cui ancora oggi si parla: Gigi Riva. È stato il più grande bomber del calcio italiano e del Cagliari, e pur non essendo sardo vive qui. Quando ho segnato il decimo gol in 15 partite come fece lui ho pensato che ci era riuscito nell’anno dello scudetto e in qualche modo stavo entrando anche io nella storia di questa squadra. Essere davanti a Ronaldo nella classifica marcatori mi dà la sensazione di star facendo qualcosa di importante. Segnare in Italia è più difficile che in altri campionati, c’è molta tattica. Lo dimostra proprio CR7, che in Spagna ne faceva 40 e qui invece 25".

L’incubo doping

La carriera di Joao Pedro rischiava di essere compromesso dalla positività ad una sostanza dopante ad inizio 2018. "Quando il tuo nome viene associato al doping fa molto male. Ho visto tanti casi precedenti, spesso è colpa dei medici e di terze persone. Ancora oggi non è facile passare su una cosa del genere. Ma in quel periodo ho sentito il calore della città, bambini e anziani mi fermavano per dirmi che mi credevano, si fidavano di me. Mi ha emozionato molto e non lo dimenticherò mai: sarò sempre grato a questa gente" ha concluso l’attaccante del Cagliari. 

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