Serie A, le migliori giocate della 19^ giornata

Serie A

Marco D'Ottavi e Dario Saltari

©Getty

Un tunnel di Dybala, ancora una volta tra i migliori in campo per la Juventus, un colpo di tacco invisibile di Ilicic, la prima grande giocata di Nico Dominguez con la maglia del Bologna e altri gesti tecnici memorabili dell'ultimo turno di campionato

L’ultima giornata del girone d’andata ci ha lasciato un sentimento agrodolce addosso: da una parte Inter-Atalanta è stata una delle partite più divertenti della stagione, che ha messo in mostra due squadre aggressive con i ritmi alti e alcune giocate spettacolari, tra cui il gol di Gosens con un tiro in controbalzo mentre cadeva; dall’altra l’infortunio di Zaniolo, uno dei prospetti più interessanti del calcio italiano, ha rovinato un po’ la partita tra Roma e Juventus. 

 

Per il resto la Lazio continua a essere una candidata credibile grazie anche allo stato di forma di Luis Alberto e Immobile, il Milan ha visto Ibrahimovic tornare al gol in Serie A dopo oltre 7 anni e la Sampdoria ha ritrovato i gol di Quagliarella. Queste invece sono le migliori giocate di questo turno.

Il tacco invisibile di Ilicic

Bisogna fare uno sforzo di immaginazione per apprezzare questa giocata di Ilicic, o anche solo per credere che sia avvenuta. Il trequartista sloveno oramai non inganna solo i difensori in campo, ma anche le telecamere. Mentre il passaggio di Hateboer sta per arrivargli tra i piedi, la regia stacca dalla camera alta per farci vedere il duello tra Ilicic e Bastoni, ma questo non arriva perché sfiorando appena il pallone con il tacco sinistro il giocatore dell’Atalanta allunga la sua traiettoria per incrociare perfettamente la linea di corsa del compagno e mandarlo nello spazio. Non contento rifinisce l’azione con un passaggio di prima a metà tra lancio e scavetto per l’inserimento centrale di Malinovskyi usando il suo piede debole (e chissà come sarebbe terminata l’azione se Hateboer non si fosse intromesso).

 

Ilicic ci ha abituato a questo tipo di giocate assurde, improvvise, impensabili per gli altri. Solo nella partita con l’Inter potevamo mettere un altro tacco spettacolare con cui ha liberato al tiro Pasalic e chissà quante altre dovremmo inserire in questa rubrica.

Il tunnel di Dybala

Ancora una volta Dybala è stato uno dei migliori in campo per la Juventus. Ancora una volta è entrato nei gol, servendo l’assist a Demiral e guadagnando il rigore poi segnato da Ronaldo. In una squadra che ha molte difficoltà a costruire un’uscita pulita del pallone contro squadre in grado di organizzare un buon pressing, l’apporto in fase di palleggio dell’argentino è fondamentale. Spesso sembra l’unico in grado di rendere pericolosa la manovra.

 

Non abbiamo messo tutta l’azione, ma Dybala prima difende palla dalla pressione alta di Smalling, creando uno spazio non sfruttato da Pjanic, pochi secondi dopo si vede arrivare un passaggio alto da de Ligt e di prima di testa serve Rabiot alle sue spalle. L’azione però torna una terza volta su di lui, costringendolo ad agire in uno spazio di campo sempre più ristretto, sembra anche sbagliare lo stop non aspettandosi il passaggio di Ramsey. Quello che succede dopo, però, è puro calcio di strada: se esistesse una scala per valutare quanto è umiliante un dribbling subito, questo tunnel di Dybala sarebbe molto in alto. Potremmo provare a spiegare anche il motivo, ma crediamo che la faccia di Veretout spieghi tutto.

Il filtrante di Nico Dominguez

Nico Dominguez è un giocatore del Bologna da pochi giorni ma in una decina di minuti ha già lasciato una sua traccia sulla Serie A - questo splendido filtrante per Palacio. Sappiamo ancora pochissimo del talento di Dominguez, che per adesso possiamo solo ammirare nella sua estetica da personaggio di Fortnite, ma se è questa la naturalezza con cui esegue questo tipo di giocate allora c’è davvero da alzare le aspettative. Il centrocampista argentino sembra finire quasi per caso tra le linee del Torino, con una corsa leggera e tranquilla che sembra non dover portare a niente. E invece Dominguez vede il taglio esterno-interno di Palacio e lo serve con un passaggio sufficientemente profondo da mettere il suo compagno davanti al portiere, ma anche abbastanza lento per costringere la difesa del Torino alla speranza di poterlo intercettare. Guardate come disorienta Djidji, costretto a una piroetta su sé stesso per capire realmente cosa stia succedendo, o come getta nella disperazione Nkoulou, che cerca di lanciarsi con tutta la propria forza pur di cercare di intercettarlo in scivolata. Adesso confrontate l’ansia che ha generato questo passaggio con la seraficità con cui l’ha realizzato Nico Dominguez: nella distanza tra le due cose troverete le speranze di tutti quelli che amano il talento nei confronti del futuro di questo giocatore. 

Il cambio gioco di Nainggolan

Il Cagliari viene da quattro sconfitte consecutive e l’entusiasmo che circondava la sua stagione ha subito una brusca frenata, ma le caratteristiche della squadra di Maran, così come la brillantezza dei suoi giocatori migliori, non è andata persa. Poche squadre in Serie A, ad esempio, riescono a fare densità nella zona del pallone nel modo in cui lo fa il Cagliari, per esempio in questa bella azione costruita con pazienza e precisione, che porta allo splendido cambio di campo di Nainggolan. I giocatori si associano in velocità e al massimo a due tocchi, provando anche giocate ambiziose come lo scavino di Faragò a trovare Rog tra le linee. Il giocatore croato scarica sull’esterno di testa, dove Nainggolan sembra avere già l’idea di lanciare verso Pellegrini, che cammina sull’esterno sinistro nell’unica zona della Sardegna Arena bagnata dal sole.

 

La coordinazione del centrocampista belga è, come si dice, “da manuale”, nel senso che potrebbero prendere il fermo immagine della sua figura quando impatta il pallone e metterla in un libro sulla tecnica per mostrare a degli alieni che non hanno idea di cosa sia il calcio come si colpisce un pallone di controbalzo. Nainggolan inclina il corpo verso sinistra come una canna piegata dal vento, tenendo le braccia perpendicolari al busto, e spara il pallone dall’altro lato del campo con una naturalezza e una fluidità che la sua giocata sembra far parte di un set di azioni programmate di un videogioco. Pochi altri calciatori in Serie A possono vantare questa stessa tecnica di calcio, qualcosa che non invecchia con l’usura dell’età o con l’usurarsi del corpo. 

L’azione di Allan

Non è stata una giornata memorabile per il Napoli, che esce dalla sconfitto dell’Olimpico come una squadra sempre più disperatamente aggrappata al talento dei suoi singoli, che fino adesso, però, erano stati abituati a fare affidamento su un forte gioco collettivo che li valorizzasse. E quindi, se vuole uscire dalla situazione in cui si è cacciata, alla squadra partenopea non rimane forse che ricordarsi del valore dei giocatori che ha in rosa, come Allan.

 

Nonostante un calo fisico che è sembrato evidente negli ultimi mesi, Allan rimane uno dei migliori centrocampisti difensivi della Serie A, e questa tambureggiante progressione contro la Lazio ne è l’ennesima riprova. Il centrocampista brasiliano sbuca tra Immobile e Caicedo a respingere un pallone di testa e questo sarebbe già sufficiente per la maggior parte degli incontristi. Ma quando Allan inizia così sembra avere decine di copie di sé sparse per il campo contro cui gli avversari sembrano impotenti. Una, ad esempio, supera l’intervento di Milinkovic-Savic con un sombrero verticale; poi una seconda sradica quello stesso pallone da Lucas Leiva e si lancia verso la porta avversaria; l’ultima, infine, finta di tirare dalla distanza e supera Radu con un tunnel. L’azione termina con un tiro alto: una metafora efficace del momento del Napoli - sfortunata, in un momento in cui i singoli devono pensare a cavarsela da soli.

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