Gravina: "Riconoscimento facciale per combattere il razzismo negli stadi"

Serie A

Intervenuto all'evento 'Un calcio al razzismo', il presidente della FIGC parla dell'utilizzo della tecnologia per riconoscere i colpevoli sugli spalti: "Sarà sperimentata in tempi brevi, poi sensibilizzeremo società e leghe"

La Serie A continua la propria presa di posizione contro il fenomeno del razzismo negli stadi. L'evento 'Un calcio contro il razzismo' organizzato dall'Unione delle comunità ebraiche italiane è l'occasione per il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, per confermare alcuni progetti e annunciare novità importanti.

"Prevediamo un processo di educazione e formazione"

Intervenuto ai microfoni di Sky, il presidente della Federcalcio descrive l'evento, tenutosi nella città di Roma, come "un messaggio di grande importanza, positività. Quella del calcio italiano, che vuole ergere un muro contro quelli che compiono gesti discriminatori. Un messaggio positivo". Gravina parla anche del possibile ricorso alla tecnologia nella lotta al razzismo negli stadi di Serie A: "Può essere un mezzo molto importante a medio-breve termine. Il nostro progetto a lungo termine prevede un processo di educazione e di formazione nelle scuole, e il ricorso alla tecnologia porterà ad un riconoscimento facciale ad alta definizione degli individui che si renderanno colpevoli di questi atti". Un progetto che potrebbe vedere la luce in tempi relativamente brevi: "Settimana prossima sarà già perfezionata la presentazione ufficiale. In via sperimentale sarà avviata in tempi rapidi, poi sensibilizzeremo tutte le parti in causa, tra società e leghe, nell’utilizzo di questa tecnologia".

De Siervo: "Come la Thatcher ma in due anni"

Anche Luigi De Siervo, amministratore delegato della Serie A, è intervenuto a margine dell'evento: "Vogliamo riuscire a fare in due anni quello che la Thatcher ha fatto in dieci. La Serie A vuole dare un contributo importante"

De Siervo fa un riferimento in particolare: "Vedo quello che ha fatto Claudio Lotito per combattere una parte della tifoseria che aveva messo in difficoltà l'intera società e la squadra biancocleste. Questa è la strada giusta, anche sulla scia del contributo portato da un grande dirigente come Gazidis che viene dalla Premier League. Noi dobbiamo prendere uno per uno le persone che stanno rovinando questo sport meraviglioso. Con il riconoscimento facciale è possibile: questo è il lavoro silenzioso che si sta facendo". 

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