Gravina: “Razzismo fenomeno diffuso, serve inasprimento pene. Useremo VAR contro i buu”

Calcio

ll numero uno della Figc ha parlato in esclusiva a Sky Sport24 sul tema razzismo: “E’ un fenomeno diffuso, servono norme severe e non dobbiamo abbassare la guardia. Adotteremo il sistema VAR contro i buu. A me non interessa la quantità dei cori, ma il principio" 

La partita tra Bulgaria ed Inghilterra ha purtroppo riportato il tema razzismo d’attualità. In questo caso, il Primo ministro bulgaro ha chiesto le immediate dimissioni del n.1 della Federcalcio. Cosa ne pensa l’omologo italiano? “Mi sono fatto un’idea di grande sovrapposizione di diversi poteri, tra la valutazione politica, ambientale, di un governo, quello bulgaro, che ha imposto le dimissioni del Presidente Federale, già membro dell’Esecutivo della Uefa”. Le parole del numero uno della Figc Gravina a Sky Sport24. “Mi sembra poco delicato nei confronti della Federazione bulgara penalizzare un presidente per atteggiamenti dei propri tifosi.

Quello che è avvenuto a Sofia è purtroppo la dimostrazione che è un fenomeno diffuso e che solo fino a qualche settimana fa tutti, in Italia, gridavano allo scandalo, come se l’Italia fosse il paese di massima concentrazione della discriminazione razziale. E’ un fenomeno diffuso, ignobile, da condannare con grande durezza e diffuso in tutto il continente. Dobbiamo dunque riunire tutte le energie perché ci sia una reazione della politica sportiva, ma anche delle autorità di governo”.

Anche Ceferin ha chiesto aiuto ai governi. C’è una richiesta che può fare la FIGC?

“La nostra richiesta l’abbiamo già fatta- spiega Gravina- quella di massima collaborazione con il Viminale. Abbiamo chiesto al Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, un’attenzione verso un nuovo protocollo che prevede un rapporto di collaborazione con il Ministero dell’Interno. Abbiamo individuato due-tre aree di intervento, una legata all’educazione e alla formazione che richiede dei tempi medio-lunghi. Poi abbiamo previsto delle norme molto severe con sanzioni altrettanto severe, ma abbiamo anche imposto con un chiarimento, quello famoso dell’articolo 7 del nostro codice di giustizia sportiva, che abbiamo approvato nell’ultimo Consiglio Federale, l’introduzione della cosiddetta 231 all’interno del mondo del calcio per disciplinare meglio la responsabilità oggettiva. Quindi le società, da oggi in poi, sono parti attive per combattere qualsiasi fenomeno legato alla violenza, alla discriminazione sia territoriale che razziale. Quindi il ricorso alla tecnologia e per fare questo lo dobbiamo fare, sì migliorando l’aspetto tecnologico, ma lo possiamo fare solo con l’aiuto delle forze dell’ordine e quindi con l’aiuto del Ministero dell’Interno.

 

Noi possiamo vincere la battaglia se siamo tutti uniti e concentrati su un obiettivo comune, quello di allontanare questi soggetti dalle nostre competizioni”, spiega con fermezza Gravina. “Quando abbiamo introdotto il concetto della responsabilità oggettiva che si trasforma e responsabilizza le società attraverso esimenti e attenuanti, lo abbiamo fatto perché le società hanno, a mio avvio, la tecnologia a disposizione per individuare i responsabili. Manca ora il tassello del rappresentante dell’ordine pubblico all’interno dello stadio. 

 

Ma c’è un altro passaggio: se questo non avviene durante la gara, lo possiamo fare anche dopo. A me non interessa la quantità dei cori, ma il principioNon mi interessa se il coro sia chiaro o meno. Per il solo fatto che sia fatto da uno, due o dieci soggetti, bisogna intervenire. Anche uno solo, deve essere perseguito. Le società oggi possono individuare i responsabili attraverso la tecnologia: abbiamo in mente una sperimentazione che sicuramente darà grandi risultati e ne riparleremo a breve. Una cosa è certa io non ho alcuna intenzione- e così il mondo del calcio- di abbassare la guardia. Mi stupisce che alcuni cori a volte vengano percepiti, altre volte no: bisogna capirne le ragioni, tutto questo non è normale. Per questo adotteremo il sistema VAR contro i buu”

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