Garcia a #CasaSkySport: "Roma, magari un giorno tornerò per vincere"

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L'allenatore del Lione ha raccontato il suo passato a Roma in diretta con #CasaSkySport: "L'unico rammarico è non aver vinto un trofeo. Sarebbe stato magico, magari un giorno tornerò per quello". Poi su Totti: "Che onore allenarlo. Come hanno gestito il suo addio non mi è piaciuto"

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Rudi Garcia oggi allena il Lione. Parla, però, ancora benissimo l'italiano grazie alla compagna Francesca e agli anni trascorsi alla guida della Roma. Dal 2013 al 2016, tre stagioni in cui i giallorossi hanno spesso lottato per vincere un trofeo che non è mai arrivato: "Se un giorno tornerò? Mai dire mai - ha raccontato il francese a #CasaSkySport - magari lo farò per vincere. E' da tanto che ai tifosi della Roma manca un titolo o una coppa. Riuscirci sarebbe stato magico, quello è il mio unico rimpianto. Mi auguro che questo club possa vincere presto, forse un giorno qualcuno riuscirà a strappare lo scudetto alla Juventus. L'Olimpico è un sogno. Lì non canta solo la curva, ma tutto lo stadio". Dopo l'addio, ecco l'aereo che lo ha portato di nuovo in patria: "Durante la mia avventura romana, e anche dopo, alcuni club italiani mi hanno contattato, ma poi non si è concretizzato niente. E ora sto benissimo a Lione, spero di restare qua e fare grandi cose. Ma, perchè no, un giorno tornare a Roma  - e non non solo per vedere gli amici e la famiglia - sarebbe veramente una bella cosa".

"Dura riprendere con il distanziamento sociale"

Il suo presente, come quello di tutti, parla però di Coronavirus: "In Francia viviamo la stessa emergenza italiana, che da noi è iniziata una settimana più tardi - ha spiegato - stiamo discutendo per sapere se sarà possibile riprendere o meno gli allenamenti perché, se dobbiamo mantenere la distanza fra calciatori, allora non si può giocare a calcio. Ci si potrebbe allenare a piccoli gruppi, ma se queste sono le condizioni sarà dura perfino fare una partitella". Nel frattempo Rudi Garcia non è rimasto a guardare e ha creato una chat WhatsApp in cui ha incluso tutti gli allenatori della Ligue 1: "Abbiamo usato questo gruppo per lanciare una raccolta fondi in aiuto di infermieri e medici, i nostri eroi. Adesso lo usiamo anche per scambiarci idee e opinioni su come riprendere a giocare. Si è aggiunto anche Domenech, che è il direttore del nostro sindacato. E' importante che lui sappia cosa pensiamo noi allenatori. Siamo preoccupati".

"Rimpianti Roma? La Juve era molto forte"

Rudi Garcia si presentò a Roma vincendo le prime dieci giornate di campionato. Alla fine, però, non è arrivato lo scudetto. E non è arrivato nessun trofeo: "Si può sempre fare meglio, ma non ho particolari rimpianti - ha ammesso - sono fiero del percorso che abbiamo fatto dal 2013 in poi. Abbiamo avuto un avversario, la Juve, di altissimo livello. Soprattutto il primo anno loro hanno fatto il record di punti (102 ndr). Quindi bisogna anche saper accettare che c'era una squadra non so se più forte di noi ma comunque con più esperienza, che poi ha vinto molti scudetti di fila. Ma aver solo creato problemi a questa squadra, è già di per sé una grande soddisfazione".

 

"La Juve vincerà la Serie A"

I bianconeri, poi, li ha ritrovati in Champions non più tardi di due mesi fa. Lo scorso 26 febbraio i bianconeri cadevano a Lione nell'andata degli ottavi di finale, con il ritorno che si sarebbe dovuto giocare a Torino: "Per me si potrebbe giocare anche ad agosto, senza problemi. Capisco le temperature alte, ma basterebbe giocare la sera, magari come fanno in Spagna a partire dalle 22". In Italia in molti si ricordano ancora il gesto del violino, fatto in occasione di un Juventus-Roma 3-2 per protestare contro le decisioni arbitrali: "Ma ho molto rispetto per i tifosi bianconeri - ha raccontato - mi fischieranno a Torino? Succederà quel che succederà. Intanto dico che si tratta di una squadra diversa da quella che ho affrontato a Roma, ma comunque fortissima. Quando sono venuti a Lione erano primi in classifica, nonostante Lazio e Inter stessero facendo benissimo. Ma con la loro esperienza, se il campionato non verrà definitivamente cancellato, vinceranno un'altra volta il titolo. Abbiamo vinto conto una grande squadra europea".

"Gestione Totti non mi è piaciuta"

La mente torna agli anni di Roma quando a Garcia viene fatto vedere un video di saluti da parte di Totti: "Un grande giocatore, che onore allenarlo. E' un uomo che ha contato molto nella mia vita. Ha fatto cose bellissime e rivederlo è sempre emozionante. Lui, così come De Rossi e Florenzi, sentiva la Roma più di tutti. Prima di un derby parlavo sempre con ciascuno di loro, perché non volevo che giocassero la partita ancora prima di scendere in campo. Ma per loro era una questione di vita o di morte. Certe bandiere non si trovano più. Un possibile erede? Dico Lorenzo Pellegrini, che ho fatto esordire in A". A Garcia non è piaciuto molto come è stato gestito l'addio di Totti nel 2017: "Sognavo di farlo uscire un giorno dal campo per poter vivere da vicino le emozioni del suo ritiro. Ma come si è arrivati a quel saluto non mi è piaciuto per niente, doveva essere gestito tutto meglio".

"Gervinho come un figlio"

Oltre a Totti, a salutarlo con un messaggio è anche Gervinho: "Per me è come un figlio, è emozionante vedere come si ricorda del nostro rapporto. Per lui sono stato importante, mi fa molto piacere. Mi ha detto che spera che possa raggiungere gli obiettivi posti dal presidente Aulas. Così mi mette molta pressione (ride ndr)".

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