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Cassano: "Sogno di fare il direttore sportivo. Io, il più grande talento buttato via"

Casa Sky Sport

Antonio Cassano si racconta a Casa Sky Sport: "Sono il più grande talento buttato via. Al Real Madrid ho sprecato una chance clamorosa. Al Milan sono stato bene, ho avuto problemi solo con Galliani. Ibra è il terzo centravanti più forte della storia. Messi il più forte, CR7 talento costruito. Futuro? L'idea di fare il direttore sportivo resta, ho parlato con Ferrero qualche mese fa"

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Antonio Cassano è stato uno dei più grandi talenti italiani dall'inizio del nuovo millennio, protagonista di una carriera vissuta tra alti e bassi a causa del suo carattere. In questi ultimi mesi ha studiato per diventare direttore sportivo e ora è pronto per una nuova vita: "Devo ringraziare Ausilio innanzitutto, se ho deciso di intraprendere la carriera da direttore sportivo è grazie a lui – le parole di Cassano a Casa Sky Sport -. È uno dei migliori, anche se non ama la ribalta. Ma è meglio così. Futuro alla Samp? Con Ferrero mi sono incontrato 6 mesi fa, ci siamo presi del tempo per valutare bene le cose. Abbiamo parlato, l'idea da parte mia di fare il direttore sportivo c'è, bisogna vedere se lui non ha cambiato idea. Io amo il calcio, è la mia vita. Se dovessi accettare un progetto in B o in C? Sarebbe solo per l'Entella. Nel calcio non ci sono persone come Gozzi, è un uomo straordinario e spero possa un giorno andare in Serie A".

"Sono il più grande talento buttato via"

Lo stesso ex attaccante barese, a distanza di anni, si rimprovera qualche atteggiamento sbagliato: "Sono il più grande talento degli ultimi anni buttato via, perché mi sono buttato via – prosegue -. Una cosa è cambiare, un'altra è non volersi allenare e mandare a quel paese tutti e litigare dalla mattina alla sera. Genio e sregolatezza fino a un certo punto, ma senza esagerare. Io ho oltrepassato troppe volte il limite. I figli ti fanno cambiare, a 20 anni avrei insegnato ai miei figli a fare tutto al contrario mentre ora sono migliorato. Ma devo ringraziare soprattutto mia moglie, sono orgoglioso di averla al mio fianco".  

"Real Madrid mio più grande rimpianto"

Una carriera ricca di occasioni perse: "Il più grande rimpianto è di non aver sfruttato l'opportunità che ho avuto di giocare a 23 anni nella più grande squadra della storia, con i calciatori più forti del momento come Zidane, Ronaldo e altri. Al Real Madrid ho buttato via una chance clamorosa. Meglio andare al Barcellona? Lì c'era Ronaldinho, con Eto'o e Messi in rampa di lancio. Al Real Madrid, invece, me la giocavo con Robinho. Però dovevo sostituire Figo e Owen, significa che ero tra i più forti ma ho fatto i disastri. Capello ha fatto tanto per me, è arrivato dopo al Real Madrid. Nella preparazione ho perso 16 chili, nelle prime tre partite ho fatto due gol ma poi mi ha messo fuori. Io ho perso la testa sbagliando e quando gli manchi di rispetto lui ti fa fuori. Però dopo mi ha dato un'altra chance, lui ha fatto tanto per me ma io ho fatto poco per lui".

"Alla Samp l'esperienza migliore, legato a Genova"

 

Ma gli anni da calciatore hanno riservato anche delle gioie: "La miglior esperienza che ho avuto è quella alla Sampdoria. Venivo da un anno e mezzo buio al Real Madrid, lì mi sono ritrovato e ho fatto qualcosa di straordinario. Abbiamo raggiunto un quarto posto e una finale di Coppa Italia con una squadra normale. Poi durante quell'esperienza ho incontrato mia moglie che mi ha donato le due cose più preziose della mia vita. Genova mi ha dato tanto, resterò qui per sempre". Nel finale di carriera l'offerta per il ritorno a Bari: “Mi chiamò Paparesta, ma non me la sentivo di ripartire dalla Serie B. Poi dovevo fermarmi a Genova, alla Sampdoria è andata com'è andata ma era giusto fare così”.

"Al Milan problemi con Galliani"

 

Nella sua carriera c'è stato anche un discusso passaggio dal Milan all'Inter: "Dei rossoneri ho sempre parlato bene, ho avuto un grande rapporto con tutti. Ho avuto problemi solo con Galliani, volevo un rinnovo di contratto ma loro trattavano solo con chi aveva un anno mentre io ne avevo due. C'era l'Inter che mi cercava e io ho strappato col Milan solo dopo i problemi con Galliani. Ma è stata un'esperienza bellissima e se non avessi avuto il problema al cuore avremmo vinto anche il secondo scudetto. Con Ibra mi sono trovato benissimo, si allenava al 100% e averlo come compagno di squadra era fantastico. Dopo Ronaldo 'il fenomeno' e Van Basten è stato il terzo centravanti più forte della storia". Nel 2014, invece, un finale negativo della sua esperienza in Nazionale, con l'eliminazione al primo turno dei Mondiali: "Puoi fare di tutto, non dormire o essere sovrappeso, ma nel calcio può succedere di tutto e molto dipende dalla testa. Nel 2014 credo sia stata sbagliata la preparazione, ci portavano a correre tutti i giorni in sauna e dopo tre giorni eravamo sfatti. Arrivammo stanchi al Mondiale, credo fu quello il problema".

"Messi il più forte, CR7 talento costruito"

 

Poi l'eterno confronto tra Messi e CR7: "Cristiano Ronaldo è costruito, lo noti anche sui social dove lo vedi fare gli addominali con i figli. Di lui si parla molto, di Messi meno. Ma calcisticamente sono due cose completamente differenti. CR7 è fortissimo, ma è un talento costruito. Messi, invece, è Federer, Jordan, Maradona, un qualcosa che non vedremo mai più nella vita, ha avuto un talento immenso in dono dalla natura. Spesso sento dire che Messi ha giocato con dei fenomeni al Barcellona. Io ricordo solo Xavi e Iniesta, poi all'inizio c'era anche Ronaldinho. Messi ha fatto diventare campioni anche giocatori come Pedro, Dani Alves, Mascherano e altri, ha fatto crescere tanti calciatori con il suo talento. L'obiettivo di Ronaldo è quello di fare gol, non gliene frega nulla della squadra o degli assist. Messi, invece, ti fa crescere l'intera squadra ed è il mio idolo".