Ripresa allenamenti, i calciatori si schierano: "Discriminati dal Governo"

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Alessandro Alciato

Alessandro Alciato

Duro comunicato dell'Assocalciatori contro il Governo: "Non consentire ai giocatori gli allenamenti in forma individuale nei centri sportivi è una decisione discriminatoria e illogica". Spadafora chiama Tommasi, dicendo che la scelta è dovuta alle disposizioni stringenti del Comitato Tecnico Scientifico. Ma se le indicazioni dovessero cambiare, la possibilità di consentire gli allenamenti individuali dei calciatori prima del 18 maggio potrebbe diventare reale

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Da una parte c’è il Governo dell’Italia, dall'altra il Governo del Calcio. Per quanto riguarda quest’ultimo, oggi si sono espressi i giocatori, piuttosto duri nelle parole dell'Aic, e in maniera informale i club di Serie A, che almeno in superficie si ripresentano alleati, anche se molti continuano lontani delle posizioni ufficiali a dirsi in realtà contrari alla ripartenza.

 

L’Associazione Italiana Calciatori ha riunito il proprio consiglio direttivo e, discutendo della mancata autorizzazione per tornare a lavorare già il 4 maggio, alla fine la presa di posizione è stata netta: "Si ritiene discriminatoria, prima ancora che illogica, l’idea di far riprendere l’attività negli impianti sportivi ai tesserati di discipline sportive individuali, e non consentire – ai calciatori professionisti – lo svolgimento di allenamenti in forma individuale nei centri sportivi". Letto il comunicato, il ministro dello Sport Spadafora ha telefonato al presidente Aic Tommasi, dicendo che la scelta del Governo è dovuta alle indicazioni stringenti del Comitato Tecnico Scientifico. Aggiungendo poi, e qui sta la notizia, che se nei prossimi giorni – dopo aver incontrato la Federcalcio a proposito del protocollo – lo stesso Comitato Tecnico Scientifico dovesse cambiare le proprie indicazioni, a quel punto la possibilità di consentire gli allenamenti individuali dei calciatori prima del 18 potrebbe anche diventare reale. A oggi, non dimentichiamolo, neppure il 18 maggio è sicuro come data per la ripresa degli allenamenti di squadra, almeno quanto non è certa - affatto - la volontà di molti club di richiamare i propri giocatori per rimetterli in campo.

 

Intanto la Lega di Serie A aveva preparato un documento contenente la propria posizione ufficiale, che in realtà non è mai diventato pubblico. Un documento in cui si parlava di discriminazione del Governo verso i calciatori – stesso concetto dell’Aic – e nel quale si chiedevano a Spadafora date certe per la ripartenza. Siccome la risposta del ministro, nel frattempo, era arrivata via Facebook, a quel punto non avrebbe più avuto senso fargli la domanda. Questo il passaggio forte della risposta: "La prudenza che stiamo avendo sul mondo del calcio è ciò che lascia ancora uno spiraglio alla possibilità di ripresa del campionato. L’alternativa è fare come la Francia, e dire che il calcio si ferma qui".

 

Per il 1° maggio è stata fissata la prossima Assemblea di Lega. Intanto, i presidenti delle federazioni sportive stanno per incontrare in maniera informale il Coni. Quindi Gravina, numero 1 della Federcalcio, sta per incontrare Malagò, numero 1 dello sport italiano. Nell’ultimo periodo non sono stati esattamente grandi amici.

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